Myanmar: Il peso dei militari rimane forte. La vicenda della fabbrica di acido solforico gestita con la cinese Wanbao Mining

La scuola è a 50 metri di distanza e non ci va più nessuno. Le case sono tutte lì intorno. Nel villaggio di Kankone, nel nord-est di Myanmar, l’aria è irrespirabile. Letteralmente.

I campioni di terreno analizzati a livello indipendente da Ong per la tutela dell’ambiente hanno rivelato alte concentrazioni di sostanze chimiche. Le coltivazioni sono compromesse.

Gli abitanti di Kankone, come hanno visto coi loro occhi pochi giorni fa i ricercatori di Amnesty International, hanno problemi alla pelle, agli occhi e alle vie respiratorie. L’odore è insopportabile.

La fabbrica Moe Gyo, di proprietà della Union of Myanmar Economic Holding Limited (una compagnia costituita dall’esercito), produce acido solforico dal 2007 e non c’è verso di farne cessare le attività.

 Ci ha provato anche una commissione d’inchiesta guidata personalmente dalla leader del paese, Aung San Suu Kyi, che nel 2013 ha denunciato l’assenza di autorizzazioni da parte delle autorità locali. Dal 2013 sono arrivate…

Svolgere un’attività industriale senza permesso sarebbe un reato e comporterebbe, oltre che la chiusura degli impianti, anche il carcere per i responsabili. Ma il peso dei militari, nonostante la transizione e le prime elezioni democratiche da 25 anni, rimane forte come dimostra questa vicenda.

A giugno, le nuove autorità locali hanno deciso di non rinnovare la licenza annuale alla fabbrica, in attesa degli esiti di una nuova verifica d’impatto ambientale. Ma dopo un mese, la fabbrica ha ripreso a funzionare “perché l’ha autorizzata il governo centrale”, ha raccontato un rassegnato funzionario locale.

Forse il motivo è questo: la fabbrica fornisce acido solforico a due miniere di rame, la Letpadaung e la Sabetaung&Kyisintaung, che i militari birmani gestiscono in joint venture con la cinese Wanbao Mining. La miniera Letpadaung ha iniziato a produrre rame nel maggio 2016. Un processo produttivo con grandi interessi in gioco, dunque, e pazienza per la salute di qualche contadino…

Al termine della sua missione di ricerca a Kankone, Amnesty International ha sollecitato il governo centrale a fermare le attività della fabbrica di acido solforico etrasferire gli impianti in un’area dove la salute delle persone non sia messa a rischio.

Agoravox,26/07/2016

English article,Amnesty International:

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