Monaco tibetano ucciso dalla polizia cinese mentre si dà fuoco

Oltre 100 monaci nel Qinghai hanno salutato il Nuovo anno (Losar) tibetano con una marcia di protesta contro Pechino. A Dharamsala (India) i tibetani in esilio hanno celebrato il Losar con scioperi della fame e proteste contro il governo cinese. Ma le autorità cinesi parlano di grandi feste di folle tibetane serene e riconoscenti.La mattina presto del 25 febbraio i monaci del monastero Lutsang, nella contea di Mangra (in cinese: Guinan), hanno marciato in fila con una candela in mano  per oltre 1,5 chilometri fino al centro città, dove hanno presentato ai funzionari locali una lista di “domande e desideri”, come “la preghiera che siano esauditi i desideri dei tibetani”. Tra l’altro, hanno chiesto alle autorità cinesi di capire che il boicottaggio del Losar potrà essere più ampio delle proteste di piazza del 2008.

Un monaco tibetano è stato ucciso dalla polizia cinese mentre si dava fuoco a Ngaba (in cinese: Aba) nella zona est del Tibet. Secondo alcuni testimoni, Tapey, fra i 25 e i 30 anni, del monastero di Kirti, è morto mentre cantava slogan e teneva alta una foto del Dalai Lama. La polizia ha sparato 3 volte a lui e almeno un proiettile lo ha colpito.

Subito sono partiti 3 colpi d’arma da fuoco e il giovane monaco è crollato a terra. Il suo corpo è stato preso da alcuni uomini, messo in un veicolo e portato via.

L’anno scorso, durante la repressione cinese in marzo, decine di tibetani di Ngaba sono stati uccisi; altri sono scomparsi o messi in prigione.

per ulteriore info visita www.comunitatibetana.org

 

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