Marchio fasullo in Cina, Corneliani vince una nuova causa

La società ottiene la cancellazione del logo di un’azienda di prodotti per la casa. «Dobbiamo difendere in tutto il mondo la nostra identità e proprietà industriale» .

MANTOVA. Mentre le associazioni agricole aumentano la pressione contro i cosiddetti prodotti fake, il mercato del fasullo si apre ad altri settori, senza risparmiare colpi bassi. Compreso il furto del nome di un famoso marchio della moda, quello della Corneliani. Il fatto, non nuovo per Corneliani, è accaduto in Cina, dove accanto alla produzione di oggetti raffinati e di alta tecnologia, esiste una radicata arte dell’imitare prodotti italiani, e non solo.

Cos’è accaduto? Che una società di Hong Kong che commercializza prodotti per la casa, vetreria e ceramiche ha depositato come proprio marchio il nome Corneliani con tanto di imitazione del logo. Alla società mantovana della moda non è rimasto che rivolgersi a uno studio legale e intentare causa alla ditta. E l’ha spuntata: ha ottenuto che la società cinese non possa registrarsi con il marchio Corneliani, cosa che avrebbe indotto in errore il consumatore, convinto di acquistare un prodotto made in Italy.

La vicenda ha a che vedere con l’espansione, di Corneliani nel territorio cinese e con la visibilità del suo marchio. Cosa che due anni fa aveva già coinvolto la società mantovana in una causa contro una società cinese di gioielli e orologi proposti con il nome Corneliani.

Qual è l’ultimo falso Corneliani? Un marchio, molto simile all’originale, costituito dal nome Corneliani abbinato all’immagine di un albero con due animali e caratteri cinesi. «Corneliani – spiega una nota dell’azienda mantovana – ha basato la sua azione legale sulle registrazioni anteriori dei propri marchi nelle classi 18 (borse, valigie…) e 25 (abbigliamento, calzature e cappelleria) e sulla notorietà del brand, producendo una copiosa documentazione. L’autorità competente ha evidenziato la violazione dei diritti di Corneliani, individuando nel marchio contestato l’imitazione dei marchi della maison mantovana».

L’organo giudicante ha affermato che il logo della società cinese inducesse in errore il pubblico e causasse confusione sull’origine dei prodotti. Per questo è stata rigettata la domanda di registrazione del marchio. «Le dinamiche che regolano il business della contraffazione, difficilmente prevedibili nel panorama cinese – osserva ancora una nota dell’azienda mantovana – vanno rigorosamente contrastate per la salvaguardia dell’imprenditoria italiana. Corneliani da sempre ha investito sul sistema di protezione giuridica finalizzato a difenderne in tutto il mondo l’identità e la legittima proprietà industriale».

Gazzetta di Mantova,14/03/2018

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