Il lungo arco della repressione dello stato cinese contro gli uiguri: commemorazione del massacro di Ghulja del 1997

I dimostranti uiguri a Ghulja hanno preso parte a una protesta non violenta che chiede la fine della repressione religiosa e della discriminazione etnica in città. Dopo aver represso violentemente la manifestazione, le autorità cinesi hanno arbitrariamente detenuto un gran numero di uiguri.

Successivamente le organizzazioni per i diritti umani hanno documentato uno schema di tortura durante la detenzione e i processi ingiusti nei confronti degli uiguri detenuti. Per il loro presunto ruolo negli eventi, diversi partecipanti uiguri sono stati giustiziati. Nonostante le credibili prove che descrivono la violenza usata contro i civili uiguri, le uccisioni extragiudiziali sono state riadattate come “l’inizio del terrorismo attivo nel paese”.

“L’uccisione illegale dei manifestanti a Ghulja nel 1997 dimostra la longevità della repressione del governo cinese dei fondamentali diritti umani degli uiguri. Le famiglie uigure non hanno ricevuto giustizia per le sparatorie indiscriminate e la detenzione arbitraria dei loro cari 21 anni dopo gli eventi. Il massacro di Ghulja è una macchia sul registro dell’amministrazione del Partito Comunista Cinese nel Turkestan orientale. Senza un corretto conteggio delle perdite delle vite umane e la mancanza di un giusto processo, non ci può essere una soluzione per queste famiglie uigure”, ha dichiarato Omer Kanat, direttore dell’UHRP.

Kanat ha aggiunto: “è in corso la detenzione arbitraria degli uiguri, come si è visto in seguito ai disordini di Urumchi nel 2009 e all’attuale retata di migliaia di uiguri nei “campi di rieducazione”. In questo schema a lungo termine è importante considerare quando la Cina nega le denunce delle detenzioni indiscriminata di massa degli uiguri”.

Il 2017 è stato testimone di un gran numero di uiguri inviati nei campi di rieducazione, dove sono detenuti a tempo indeterminato e alcuni sono poi condannati alla prigione senza processo. Secondo fonti citate da Radio Free Asia in un articolo del 22 gennaio 2018, circa 120.000 uiguri sono detenuti nei “campi di rieducazione”.

I resoconti di Radio Free Asia hanno rivelato l’ampia natura della detenzione arbitraria attraverso “campi di rieducazione”. Un articolo del 14 dicembre 2017 ha rivelato come le autorità detenessero quasi il dieci per cento dei residenti nei “campi di riabilitazione” di Kona Sheher. Due rapporti pubblicati nel gennaio 2018 spiegano le condizioni sovraffollate nei campi situati a Korla e Hotan. Un rapporto del 18 gennaio 2018 descriveva come il sovraffollamento in un campo di Korla causasse problemi di salute tra i detenuti.

Traduzione a cura della Laogai Research Foundation


Fonte: UHRP.org, 5 feb 18

English article: The long arc of Chinese state repression against Uyghurs: Commemorating the 1997 Ghulja Massacre

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