L’Ue alla Cina: basta inondarci di merce sottocosto, altrimenti è crisi globale

La Camera di commercio dell’Unione europea in Cina ha invitato Pechino a fare di più per risolvere il problema della  produzione industriale in eccesso, sostenendo che i tentativi falliti hanno creato un dilagare di merci che minaccia di destabilizzare l’economia globale.


Il chiaro monito arriva nel momento in cui le società cinesi che producono  beni quali per esempio  pneumatici, acciaio, pannelli solari e sostanze chimiche, cercano di collocarli all’estero perché restano invenduti a casa.

La Camera di commercio dell’Ue, che rappresenta oltre 1.600 membri in tutta la Cina, ha detto oggi che la produzione in eccesso affligge settori industriali quali acciaio, cemento, prodotti chimici, ma che può riversarsi ora anche sull’economia di consumo, tra cui l’elettronica, i prodotti farmaceutici e persino il cibo e l’abbigliamento.

Basti pensare che il tasso di utilizzo dell’acciaio in Cina nel 2014 è sceso al 71% dall’80% del 2008, ha stimato la Camera dell’Ue sulla base dei dati ufficiali della Cina. La produzione, tuttavia,  è salita nello stesso periodo a 813 milioni di tonnellate dai 513 milioni di tonnellate precedenti.

I rappresentanti dell’industria siderurgica europea, colpiti dalla concorrenza di acciaio cinese a basso costo, la scorsa settimana sono scesi in piazza a Bruxelles per protestare contro le presunte pratiche commerciali sleali destinate a peggiorare se la Cina riuscirà a ottenere lo status di economia di mercato entro la fine dell’anno. Una tale mossa renderebbe più difficile per l’Europa imporre tariffe in forte rialzo sulle merci cinesi allinenandole così ai prezzi europei.

I primi effetti di questa invasione di beni low cost si sono già visti. Con sede a Londra, Caparo Industries Plc ha avviato la procedura di fallimento in ottobre per 16 delle sue 20 società dell’acciaio. queste ultime impiegano 1.700 persone, scrive oggi Marketwatch (gruppo Wall Street Journal). Il gruppo indiano Tata Steel Ltd. aveva denunciato a gennaio che avrebbe tagliato 1.050 posti di lavoro nelle sue sedi del Regno Unito, in aggiunta ai tagli già annunciati lo scorso ottobre, a causa della sovraproduzione in Cina.

La Camera di commercio dell’Ue ha detto a chiare lettere oggi, in uno studio sulla sovracapacità industriale della Cina, ha Pechino deve agire immediatamente per ristrutturare la propria economia e mettere sotto controllo i gruppi statali che stanno producendo merci in eccesso senza darsi un limite.  Altrimenti l’effetto sull’economia globale potrebbe essere devastante.

Milano Finanza,22/02/2016

English article,Market Watch:

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