ll Circolo “G. D’Annunzio” di Mondolfo e Marotta inscena manifestazione pro-Tibet

Pro Tibet demonstration Il Circolo di An “G. D’Annunzio” di Mondolfo e Marotta (PU) ha organizzato oggi, in occasione dell’apertura ufficiale delle olimpiadi di Pechino un sit-in di protesta davanti al palazzo del Comune di Mondolfo, al quale hanno partecipato anche i consiglieri comunali Bassotti e Zenobi, per dimostrare contro il mancato rispetto dei diritti umani e civili in Cina e contro la repressione che il governo cinese perpetra da decenni contro il popolo tibetano.Nel corso della manifestazione sono stati esposti, oltre alla bandiere del tibet, anche dei cartelli per sensibilizzare i cittadini al tema della violazione dei diritti umani e per invitarli a boicottare la manifestazione con un piccolo gesto simbolico: spegnere la tv ! In questi mesi abbiamo portato avanti anche altre iniziative infatti nel Consiglio Comunale del 15 Aprile scorso avevamo presentato un ordine del giorno che chiedeva al Governo e al Parlamento della Repubblica di dare immediata attuazione alla Risoluzione del Parlamento Europeo, concorrendo in questo modo a un accordo che garantisca la piena autonomia dei tibetani in tutti i campi della vita politica, economica, sociale e culturale e che impegnava la giunta comunale di Mondolfo ad aderire all’ “Associazione di Comuni, Province e Regioni per il Tibet “;

al Governo e al Parlamento della Repubblica di dare immediata attuazione alla Risoluzione del Parlamento Europeo, concorrendo in questo modo a un accordo che garantisca la piena autonomia dei tibetani in tutti i campi della vita politica, economica, sociale e culturale e che impegnava la giunta comunale di Mondolfo ad aderire all’ “Associazione di Comuni, Province e Regioni per il Tibet “;
al Governo e al Parlamento della Repubblica di dare immediata attuazione alla Risoluzione del Parlamento Europeo, concorrendo in questo modo a un accordo che garantisca la piena autonomia dei tibetani in tutti i campi della vita politica, economica, sociale e culturale e che impegnava la giunta comunale di Mondolfo ad aderire all’ “Associazione di Comuni, Province e Regioni per il Tibet “;
al Governo e al Parlamento della Repubblica di dare immediata attuazione alla Risoluzione del Parlamento Europeo, concorrendo in questo modo a un accordo che garantisca la piena autonomia dei tibetani in tutti i campi della vita politica, economica, sociale e culturale e che impegnava la giunta comunale di Mondolfo ad aderire all’ “Associazione di Comuni, Province e Regioni per il Tibet “;
al Governo e al Parlamento della Repubblica di dare immediata attuazione alla Risoluzione del Parlamento Europeo, concorrendo in questo modo a un accordo che garantisca la piena autonomia dei tibetani in tutti i campi della vita politica, economica, sociale e culturale e che impegnava la giunta comunale di Mondolfo ad aderire all’ “Associazione di Comuni, Province e Regioni per il Tibet “;
L’o.d.g. impegnava inoltre l’amministrazione ad attivarsi presso il Governo e tutte le più alte cariche dello Stato al fine di porre in essere tutte le possibili iniziative diplomatiche a sostegno del popolo tibetano fino ad arrivare al boicottaggio, da parte delle autorità italiane, delle olimpiadi di Pechino. Con nostra grande soddisfazionel’o.d.g. è stato approvato all’unanimità dal consiglio comunale. In queste ultime settimane abbiamo partecipato attivamente al convegno dal titolo:”I Laogai, le esecuzioni capitali, la vendita degli organi, la repressione in Tibet e le olimpiadi” con Toni Brandi presidente della Laogai Foundation-Italia organizzato il 17 luglio scorso dalla neonata associazione Nuova Italia a Fano di cui Giancarlo D’Anna è Presidente . Un incontro interessante e partecipato, a tratti crudo per gli argomenti trattati, in alcuni momenti commovente come quando, durante l’intervento del giovane Chomphel Geleck degli Studenti for Free Tibet, si è entrati nel discorso della dura repressione cinese a Lhasa. Il Maestro Tibetano Geshe Lobsang Phende ha ringraziato gli organizzatori e il numeroso pubblico per l’interesse alla causa del popolo Tibetano, ribadendo la pressante richiesta del rispetto dell’autonomia del suo popolo e il rispetto dei Diritti umani in Tibet come in Cina. Occorre ricordare infatti che il Tibet fu invaso e occupato nel 1949 e 1950 dalle forze armate del regime di Pechino e che la rivolta di Lhasa contro l’occupazione del regime di Pechino (1959) provocò la morte e l’incarcerazione di decine di migliaia di persone e l’esilio del Dalai Lama e di altre decine di migliaia di tibetani. La lotta di resistenza del popolo tibetano negli anni ’50 e ’60 provocò la morte di oltre un milione di tibetani, cioè di oltre un quinto della popolazione di allora e la distruzione di oltre 6.000 monasteri tibetani, l’incendio di centinaia di biblioteche, il saccheggio di templi, la razzia di tesori religiosi e culturali, le esecuzioni sommarie di decine di migliaia di tibetani eseguite dalle guardie rosse durante la cosiddetta rivoluzione culturale cinese del 1968.
Tutti ricorderanno poi le manifestazioni di protesta del 1987/1988 contro l’occupazione cinese e la violenta repressione scatenata dalle autorità di Pechino culminata nell’uccisione di migliaia (il numero preciso non fu mai reso noto) di ragazzi in Piazza Tienammen perché chiedevano una svolta democratica al loro paese. Questa politica ha reso i tibetani minoranza nel loro stesso Paese, anche a causa della pratica, mai cessata, delle sterilizzazioni e degli aborti forzati delle donne tibetane;  il Governo tibetano in esilio oggi è ospitato nella città indiana di Dharamsala. Il problema è che le repressioni continuano anche oggi, anzi soprattutto oggi che ci sono le olimpiadi perché il governo cinese vuole far emergere la sua forza e dimostrare che tra pochi anni sarà la Cina la prima potenza Mondiale…anche a discapito dei diritti umani.

Carlo Diotallevi

Presidente del Circolo G. D’Annunzio

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