Lettera di sostegno al Cardinale Joseph Zen

(di Veronica Rasponi) «Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli» (Mt 5, 10). Queste parole di Nostro Signore Gesù Cristo esprimono bene la situazione in cui versa oggi la Chiesa cattolica in Cina che ha nel Card. Joseph Zen un egregio membro e portavoce.

Non poco sconcerto ha difatti causato nel mondo cattolico la notizia della visita in Cina di una delegazione vaticana capeggiata dall’Arcivescovo Claudio Maria Celli che, a nome di Papa Francesco, ha chiesto ai legittimi pastori delle diocesi di Shantou e Mindong di consegnare le loro diocesi e i loro fedeli a vescovi illegittimi nominati dal regime comunista e non in comunione con la Santa Sede.

Inoltre, qualche settimana più tardi, l’Arcivescovo Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia della Scienze Sociali, in seguito ad un suo viaggio nel paese sotto dittatura comunista, ha dichiarato: «In questo momento, quelli che meglio mettono in pratica la dottrina sociale della Chiesa sono i cinesi […]. I cinesi cercano il bene comune, subordinano le cose al bene generale».

Non una parola sulla persecuzione religiosa che il comunismo infligge ai cattolici cinesi – vescovi, sacerdoti e fedeli prigionieri –, né alla violazione sistematica e universale dei diritti fondamentali dell’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio.

Il cardinale Zen si è sentito dunque in dovere di denunciare il dramma dei cattolici cinesi che è quello di tanti i fedeli che, nel corso dell’ultimo secolo, hanno dovuto combattere contro il Leviatano comunista. Ieri come oggi, pressati dalla diplomazia della Santa Sede per accettare un accordo iniquo con il regime comunista, questi cattolici affrontano un gravissimo problema di coscienza: è lecito dire no all’Ostpolitik vaticana e continuare la resistenza al comunismo fino al martirio se fosse necessario? Una risposta a questa domanda venne già data dal leader cattolico brasiliano Plinio Corrêa de Oliveira in un documento pubblicato nel 1974 e intitolato La politica di distensione vaticana verso i governi comunisti – Per la TFP: cessare la lotta o resistere?

Oggi l’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira e associazioni autonome e consorelle di tutto il mondo, hanno redatto un messaggio di sostegno al Cardinale Zen e ai cattolici della “Chiesa clandestina” perseguitati in Cina (leggi qui). In questo documento essi:

  1. Manifestano al Cardinale Joseph Zen, a tutta la gerarchia, al clero e al popolo cattolico della Cina, la loro ammirazione e solidarietà morale, in quest’ora in cui urge innalzare la resistenza davanti al Moloch comunista e all’Ostpolitik I vescovi e i sacerdoti della Chiesa cinese clandestina e perseguitata che ora resistono, sono in questo momento per il mondo intero un simbolo vivo del buon pastore che dà la propria vita per le sue pecore.
  2. Affermano che dall’epico esempio degli attuali martiri che perseverano in Cina traggono stimolo, forza e speranza invincibili. Questi martiri sono la gloria della Chiesa, la gioia dei fedeli, l’onore di coloro che continuano la lotta sacrosanta.
  3. Innalzano le loro preghiere a Nostra Signora Imperatrice della Cina, perché con premura di Madre soccorra e dia animo ai suoi figli che lottano per mantenersi fedeli nonostante circostanze così crudelmente ostili.

Per firmare la lettera di sostegno al Cardinale Zen, clicca qui. (Veronica Rasponi)

Corrispondenza Romana,7/03/2018

English article: Traditon,Family and Property;

Letter to Cardinal Zen: Support for Our Persecuted Catholic Brethren in China

 

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