Lettera al Primo Ministro Silvio Berlusconi

In seguito alla “Marcia per la Pace in Tibet” di domenica scorsa, quando oltre duemila persone hanno marciato al grido di “Tibet libero”, ed in vista dell’arrivo della fiaccola Olimpica a Lhasa, la Comunità Tibetana in Italia, l’Associazione delle Donne Tibetane, l’Associazione Italia-Tibet e la Laogai Research Foundation Italia hanno chiesto al Governo Italiano di non partecipare all’inaugurazione delle Olimpiadi il prossimo 8 agosto a Pechino.

Con questo accorato appello, una lettera firmata dai quattro presidenti delle suddette associazioni è stata inviata al Primo Ministro, On. Silvio Berlusconi, oggi giovedì 19 Giugno. Nel testo della lettera i firmatari ricordano che “Il Comitato Olimpico cinese aveva promesso che, se Pechino fosse stata designata come sede dei Giochi Olimpici 2008, la Cina avrebbe apportato un miglioramento al proprio standard di rispetto dei diritti umani. La promessa non è stata mantenuta e la brutale repressione in corso, in Tibet, lo dimostra”. Infatti, la repressione in Tibet continua con arresti, torture e morti. Pechino rifiuta l’ingresso dei giornalisti stranieri e il Governo Tibetano in esilio ha identificato almeno 200 morti a causa di armi da fuoco o torture. Migliaia di monaci e laici tibetani sono ora internati e costretti al lavoro forzato nei Laoga i, i campi di concentramento cinesi.

Quando, recentemente, gli Stati Uniti e l’UE hanno chiesto insieme l’apertura di una concertazione sincera sul Tibet, le autorità cinesi hanno respinto l’appello, considerandolo un’ingerenza negli affari interni del Paese. La minaccia della politica della “sedia vuota” per il prossimo 8 agosto nello stadio olimpico di Pechino è forse l’unico modo di ottenere dei gesti concreti in favore dei diritti umani dalle autorità cinesi.

Tenzin Thupten, presidente della Comunità Tibetana in Italia sottolinea che “nonostante le relazioni commerciali del suo paese con la Cina , il presidente francese Nicolas Sarkozy ha espresso seri dubbi sulla sua presenza alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino. Analoghi dubbi sono stati espressi anche dall’attuale presidente del Parlamento Europeo Hans Gert Poettering. Lo stesso Parlamento ha approvato una risoluzione comune sul Tibet in Aprile. In Europa, altri importanti capi di stato, come Angela Merkel e Gordon Brown, hanno deciso di non presenziare alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici 2008 “.

Secondo i sondaggi l’idea del boicottaggio della cerimonia di apertura è sostenuta anche dall’opinione pubblica europea.

I firmatari chiedono al Governo Italiano di seguire l’esempio di altri coraggiosi leaders europei “per dimostrare concretamente la forte sensibilità del popolo italiano e di tutto il paese nei confronti del rispetto dei Diritti Umani e della Pace in Tibet, in Cina e nel mondo”.

Leggi la Lattera a Berlusconi

Precedente corrispondenza con l’allora candidato alla posizione di Primo Ministro On Silvio berlusconi

Lettera aperta: La risposta di Silvio berlusconi

1. Quando intende dare attuazione alle risoluzioni approvate dal nostro Parlamento il 30 Ottobre 2007 volte ad impedire che il Partito Comunista Cinese continui a detenere illegalmente milioni di uomini e donne nei campi di rieducazione denominati “Laogai”.

Il governo agirà da subito, rispettando gli impegni assunti con il Parlamento e che finora sono stati disattesi.

Quelle mozioni prevedevano in sintesi due azioni del governo.

Un azione di pressione diplomatica nell’ambito dei rapporti commerciali tra Unione europea e Cina per bandire dal mercato europeo le merci prodotte nel sistema dei campi di rieducazione “Laogai”, fino a giungere all’imposizione di un divieto sulle importazioni di tutte le merci cinesi provenienti, in tutto in parte, dal lavoro forzato e dallo sfruttamento umano dei Laogai.

Un azione di pressione sulle Nazioni Unite per rendere possibili le visite ai campi Laogai dell’Alto commissario per i diritti umani e degli inviati speciali dell’Onu e dei rappresentanti del Comitato internazionale della Croce rossa.

2. Quali iniziative diplomatiche intende intraprendere, d’intesa con i Paesi democratici,per impedire che il Governo della Repubblica Popolare Cinese continui a tenere in ostaggio tutte le Istituzioni Internazionali impedendo l’approvazione di ogni misura volta ad affermare i diritti umani ed il diritto internazionale nei paesi dove il regime comunista ha interessi economici e finanziari da tutelare.

Le istituzioni internazionali, per natura e regole di costituzione, offrono opportunità di veto su decisioni e orientamenti, anche maggioritari. In alcune occasioni, però, possono essere ottenuti risultati significativi anche in quelle sedi, anche in presenza di opposizioni da parte di nazioni importanti. L’Italia è stata protagonista dell’approvazione della moratoria della pena di morte. Con noi potrà diventare protagonista del rispetto dei diritti umani.

3. Quali azioni intende proporre in sede internazionale per affermare il diritto all’autodeterminazione dei Popoli Tibetano, Mongolo, Uiguro e Mancese e porre fine alla dominazione coloniale del regime comunista cinese su queste Nazioni.

La linea dell’autonomia amministrativa del Tibet proposta dal Dalai Lama mi sembra, al momento, la più percorribile. Il nostro impegno andrà nella direzione di renderla praticabile.

4. Quali iniziative intende assumere,d’intesa con i nostri partner europei, per contrastare la concorrenza sleale di paesi quali la Repubblica Popolare Cinese; concorrenza basata essenzialmente sullo sfruttamento dei lavoratori/trici cinesi che ha già prodotto la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro nel nostro Paese.

La concorrenza asimmetrica che viene dalla Cina, dove non esistono le regole contro lo sfruttamento del lavoro e dell’ambiente che esistono, giustamente, nei Paesi sviluppati rappresenta un problema della politica e dell’economia globale. Sostenere che dalla Cina viene un vantaggio per i consumatori occidentali, vista una maggiore disponibilità di beni di consumo a basso costo, equivale a ragionare come la nobiltà prima della Rivoluzione francese. Poi, appunto, è scoppiata la rivoluzione ed è seguito il terrore.

Oggi dobbiamo, comunque, registrare un successo. La Ferrero ha vista riconosciuta la proprietà intellettuale di un suo cioccolatino e l’industria cinese che li ha contraffatti non può più produrli. Lo ha deciso una corte cinese, e questo è un precedente storico che proprio un’azienda italiana ha conquistato a tutela del mercato.

5. Quali misure intende prendere, d’intesa con l’Unione Europea, per tutelare la salute e la sicurezza dei consumatori italiani ai quali oggi è persino negato il diritto di conoscere la provenienza di molti beni di consumo prodotti nella Repubblica Popolare Cinese in totale assenza di controlli igienici e sanitari.

Tutte le misure di controllo previste verso le importazioni da altri Paesi. Non ci possono essere occhi di riguardo nei confronti di nessuno.

Silvio Berlusconi

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