Le truffe della sanità in Cina

Frank Fang, Epoch Times | 27/05/2016
Un ospedale di Pechino è stato recentemente chiuso per aver truffato delle persone affette da malattie debilitanti del cervello, una fascia di malati particolarmente indifesa. L’ospedale Haihua, secondo un’inchiesta del Beijing Times (giornale cinese appartenente al Quotidiano del Popolo, media portavoce del regime) aveva architettato un’elaborata truffa nei confronti di epilettici e persone affette da paralisi cerebrale, bambini compresi.

Attualmente, i funzionari locali stanno effettuando un’indagine approfondita, mentre su internet dilaga l’indignazione dei cittadini cinesi.

In pratica, l’ospedale Haihua assumeva personale, senza richiedere alcuna certificazione d’idoneità, per farlo lavorare come ‘rappresentante del cliente’, ‘specialista’ e ‘medico’ nel reparto di neurologia. Più precisamente, cinquanta di questi falsi medici lavoravano sotto falso nome, rispondendo a tutte le richieste telefoniche spacciandosi come personale qualificato. E quando i pazienti si presentavano presso la struttura, venivano visitati da questo ‘personale medico’ con addosso il classico camice bianco.

I pagamenti avvenivano sulla base di un elaborato sistema di incentivi: l’equivalente di quasi sette euro per ogni appuntamento in ospedale più un eventuale 1-1,5 per cento sulle spese mediche. I ‘medici più bravi’ ricevevano poi un bonus mensile da 40 a 110 euro ciascuno.

Per attirare in gran numero pazienti da tutto il Paese, l’ospedale investiva molto in programmi pubblicitari e televisivi, che spesso ingigantivano l’efficacia dei trattamenti. Per esempio, un programma di venti minuti andato in onda su Sichuan Television ha esaltato le capacità di Yang Shaobo, medico di una certa esperienza nonché fondatore della struttura, per aumentare la credibilità dell’ospedale: «Yang ha oltre trent’anni di esperienza nel trattamento dell’epilessia dei pazienti e vanta una percentuale di guarigione del 97 per cento».

Ma pare che questa trovata pubblicitaria nascondesse qualcosa: Zhang Guojun, presidente dell’Associazione della Cina contro l’Epilessia e direttore del reparto di neurologia presso l’Ospedale Xuanwu Capital Medical University, ha infatti dichiarato di conoscere il messaggio pubblicitario di Yang poiché gli era valso un’elezione nel comitato dell’associazione nel 2015. «Non ho mai sentito parlare di questo sistema di diagnosi e trattamento Ngc con i neurotrasmettitori; non è scientifico e non esiste alcuna ricerca su di esso», ha chiarito Zhang al Beijing Times, il quale ha poi aggiunto che l’epilessia non è una malattia da cui si può veramente guarire.
Zhang si è poi domandato se il dottor Yang Shaobo, «considerata una percentuale così alta di guarigione, è in grado di confermare questa sua dichiarazione». E, stando a un servizio del Beijing Times che ha parlato con gli ex pazienti dell’ospedale Haihua, l’affermazione non regge.

E lo dimostrano anche le esperienze dei pazienti: un signore di nome Han Jun (pseudonimo) ha portato il figlio di tre anni presso l’ospedale in questione dopo aver visto uno spot su Haihua Television nel 2014; da lungo tempo sospettava infatti che il figlio soffrisse di paralisi cerebrale, poiché non riusciva a camminare bene da solo. Il bambino, dopo essere stato sottoposto a interventi chirurgici minimamente invasivi a testa, spalle e gambe, non solo non ha avvertito miglioramenti nella sua condizione, ma sei mesi più tardi si è anche ammalato di calcoli renali, rachitismo e cataratta. Questo dopo una spesa (inutile) di 6.800 euro in totale di ‘cure’.

Un altro caso è quello di Liang Mengchao, che ha ricoverato il figlio di otto anni all’ospedale Haihua nel 2014 dopo che un ‘rappresentante del cliente’ gli aveva assicurato che il trattamento per la paralisi cerebrale del figlio avrebbe avuto un’efficacia pari quasi al cento per cento; il figlio è stato ricoverato per cinque giorni per un trattamento del costo di quasi 5.500 euro, ma senza miglioramenti. Liang ha capito di essere stato vittima di una truffa solo quando l’ospedale lo ha chiamato, tre mesi più tardi, per convincerlo a comprare ulteriori farmaci: «sono dei bugiardi che ingannano la gente per soldi», ha commentato al Beijing Times.

Su Sina Weibo, piattaforma cinese di microblogging, gli utenti indignati hanno speculato sui motivi dell’incidente Haihua: «Se non ci fosse stato un funzionario corrotto dietro a questo fatto, l’ospedale in questione sarebbe già stato multato dalle autorità: è una struttura spregevole, che meriterebbe di essere rasa al suolo dal popolo», ha scritto l’utente ‘Xin Wei 2012’ dell’Hainan.
‘Qi Qi e Jun’ dallo Shaanxi ha invece scritto che «questa è un’inadempienza al dovere da parte dei funzionari e delle televisioni: per soldi consentono a qualsiasi cosa di andare in onda; ma hanno peggiorato le sofferenze dei pazienti!».

Sfortunatamente questo è uno dei tanti casi di truffe che si stanno verificando in Cina negli ultimi anni. Per esempio, a settembre 2014 quattro persone sono morte per avvelenamento da monossido di carbonio nel retro di una finta ambulanza durante il trasporto: il mezzo era una modifica di un carro funebre.

Fonte: Epoch Times, http://epochtimes.it/n2/news/le-truffe-degli-ospedali-cinesi-3657.html

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