Le multinazionali Usa esasperate da Pechino

Pechino usa l’arma del “segreto di Stato” per intimidire, e talvolta arrestare, i manager delle multinazionali Usa presenti in Cina che vengono considerate come concorrenti pericolose. E’ una delle tante denunce che si moltiplicano in questi giorni sulla stampa americana, mentre si apre in Cina il controverso e sospetto processo ai manager della multinazionale australiana Rio Tinto.

Il Wall Street Journal ha dedicato un corposo dossier al tema del neoprotezionismo cinese, il nazionalismo applicato sistematicamente in tutte le pieghe dell’economia, con favoritismi costanti alle imprese nazionali e ostacoli a quelle straniere.

Trapela un diffuso risentimento nell’ambiente dei manager occidentali espatriati in Cina. Queste lamentele non sono nuove, ma vengono accentuate dalle ultime vicende: la partenza di Google dopo il conflitto con le autorità di Pechino; e la durezza con cui il premier Wen Jiabao ha respinto le pressioni americane per una rivalutazione del renminbi.

Federico Rampini

Fonte: La Repubblica, 19 marzo 2010

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