Le autorità di Shanghai prevedono un duro 2009 per l’economia

Shanghai, Cina – I vertici del Partito comunista di Shanghai ammettono che la città è stata molto colpita dalla crisi finanziaria mondiale. E che il 2009 sarà ancora più duro.La crescita economica della città è stimata “solo” del 10% nel 2008, dopo il +13,3% del 2007. E ieri il sindaco Han Zheng, nel corso del Congresso del Popolo di Shanghai (nella foto), ha previsto per il 2009 una crescita del 9%, minimo dal 1991. Stima determinata anche dal grande declino delle industrie di autoveicoli, acciaio e petrolchimica negli ultimi 2 mesi e con la previsione di un’ulteriore contrazione delle esportazioni almeno per altri 3 mesi.

Previsioni condivise dal capo del Pc locale Yu Zhengsheng che, il 14 gennaio, ha invitato a “non preoccuparsi se alcuni dati peggioreranno nel breve termine” e a “prestare attenzione al lungo termine”. Grande attenzione sarà dedicata all’occupazione, indicata tra le “principali priorità”, con speciale riguardo ai 200mila laureati in cerca di lavoro, compresi i 150mila laureati nell’ultima sessione estiva.

Han, peraltro, è convinto che ci siano “buone prospettive” di sviluppo, per la grande disponibilità di “risorse umane, scientifiche e tecnologiche e nel settore dell’istruzione. La World Expo del 2010 a Shanghai darà una buona opportunità per la crescita economica”.

Le ricette per affrontare la crisi sono quelle note: interventi pubblici a sostegno dell’economia, attirare maggiori investimenti esteri, soprattutto potenziare i servizi visto il ruolo di Shanghai quale centro finanziario e nodo per il trasporto aereo. Ma anche privilegiare l’innovazione tecnologica presso università, istituti di ricerca e aziende, anche con finanziamenti pubblici.

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