Categoria: Laogai

Il defunto Liu Xiaobo si unisce a una lunga lista di vittime causate dalla dura vita nelle prigioni cinesi

Il premio Nobel per la pace Liu Xiaobo, che ha ricevuto l’attenzione internazionale per il suo ruolo nella protesta di Piazza Tiananmen, e che stava scontando una sentenza di undici anni per “incoraggiamento alla sovversione del potere statale”, è morto giovedì per un cancro al fegato. Questo è stato semplicemente un ultimo esempio dell’effetto devastante, che accorcia la vita, della detenzione in una prigione cinese.

La morte di Liu Xiaobo: vergogna per il Governo Cinese ma anche per l’Occidente

di Aldo Forbice
“C’è qualcuno con te? / Ci sono degli uccelli / Non li vedo/ Ascolta il battito delle loro ali/ Non sarebbe bello disegnare degli uccelli sui rami ? / Sono troppo vecchia per vedere, cieca”.
Questi versi sono di Liu Xia, la moglie del dissidente Liu Xiaobo, morto a 61 anni, di un tumore al fegato dopo otto anni (su 11 anni di condanna) trascorsi in un carcere cinese. Le autorità lo hanno “liberato” per evitare di farlo morire in una cella: non lo hanno fatto per umanità, ma semplicemente perché temevano un impatto sull’opinione pubblica ancora più devastante.

HARRY WU, dissidente troppo scomodo: è stato eliminato?

di Aldo Forbice
Il regime comunista cinese forse si è reso complice o addirittura mandante di un assassinio: quello del fondatore a Washington della Laogai Research  Foundation, il dissidente cinese Harry Wu. Si trattava di un uomo combattivo, scomodo, nemico delle autorità cinesi che avevano fatto di tutto per neutralizzare le sue attività per denunciare gli orrori del regime comunista della Repubblica popolare cinese.

CINA – Il dissidente Liu Xiaobo esce dalla prigione: è malato di cancro terminale al fegato

Gli è stato concesso di curarsi fuori del carcere. Non cercherà trattamenti medici all’estero. Nel 2009 era stato condannato a 11 anni per “sovversione contro lo Stato”: aveva compilato il manifesto di Carta ’08. Mentre era in prigione, nel 2010 gli è stato assegnato il Premio Nobel per la pace.

CINA-Guangxi: Luo Jibiao, 50 anni, muore in prigione sotto le torture

Era stato arrestato un mese prima per rissa. I familiari hanno scattato foto al corpo senza vita e pieno di lividi e sangue. I tentativi di insabbiamento con false autopsie. Dopo la denuncia, il villaggio di Luo è controllato da uomini armati e gli avvocati della famiglia hanno perso il lavoro.

«Uccisioni su richiesta» in Cina

International Society for Human Rights , Epoch Times | 9/06/2017

La carenza di un sistema di donazioni d’organi regolare e legale costa probabilmente alla Cina decine di migliaia di vite umane all’anno: secondo quanto è noto, infatti, si deve assumere che nella Repubblica popolare, oltre ai condannati a morte, anche i prigionieri di coscienza vengono uccisi in grandi numeri, in modo da poter vendere i loro organi.

Diritti, così i lavoratori cinesi ci chiedono aiuto.

Ritrovato in un portafogli acquistato da Walmart, negli Usa, un biglietto che denuncia le condizioni di sfruttamento della manodopera impiegata nella produzione di beni per i grandi marchi occidentali.