La rivoluzione di Sesto Fiorentino arriva a Pechino che prende posizione a favore della comunità cinese

Anche a Pechino, l’Osmannoro è diventato un caso. Che rimbalza sulle tv nazionali cinesi. Tutto parte da Firenze, dal consolato di via dei Della Robbia, da dove la console Wang Xinxia — presa d’assalto dai cronisti cinesi – ha informato l’ambasciatore a Roma Li Ruiyu della rivolta di mercoledì sera e delle proteste della comunità contro le istituzioni italiane.

L’intervento di Pechino

Così, venerdì, dopo essere stato avvisato dall’ambasciata, il governo di Pechino ha deciso di intervenire. E ha organizzato una conferenza stampa in cui ha mandato davanti alle telecamere il portavoce del ministro degli Esteri, Wang Yi: «Il governo cinese è molto interessato alla faccenda» e «chiede al governo italiano di assicurare l’imparzialità e che la legge sia uguale per tutti». Un messaggio apparentemente prudente, ma che sembra rappresentare una velata presa di posizione di Pechino a favore della comunità cinese in Toscana. Così il portavoce del ministro Wang Yi manda un messaggio ai propri connazionali per rassicurarli, per far sapere loro che il governo è vicino: «Assicureremo ai nostri connazionali in Italia tutta l’assistenza necessaria».

La chat dei cinesi

Anche il web amplifica il caso Osmannoro. Così, in Italia, il messaggio recapitato dall’esecutivo cinese rimbalza su WeChat, il social che la comunità usa per scambiarsi informazioni e che è stato alla base, mercoledì sera, del tam tam che ha scatenato la protesta davanti al Factory Store dell’Osmannoro.

Fonte: Corriere, 2 lug 16

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