La questione tibetana, le mille culture dell’India, il fascino dei paesaggi himalayani e il buddismo in otto documentari

Il 27 e il 28 maggio il Filmstudio presenta VERSO IL TIBET, una rassegna composta di otto documentari, in cui gli autori hanno rivolto l’attenzione e gli obiettivi sul Tibet, sulla questione tibetana, sulle mille culture dell’India, sugli affascinanti paesaggi himalayani, sul buddismo. La rassegna, oltre che un viaggio “verso il Tibet”, è anche una straordinaria peregrinazione attraverso luoghi e regioni dell’India impervie e poco esplorate, una piccola antologia di personaggi e di incontri.
Gli autori Gaia Ceriana, Marina Colonna, Manfredi Manera , Mario Gianni, Pietro Verni, Theo Eshetu insieme a Lhakpa, il tibetano che sta girando il mondo in motocicletta col fine di sensibilizzare la comunità internazionale sul tragico destino del popolo tibetano, la sera di venerdi 28 maggio (ore 21.00), dopo l’ultima proiezione , incontreranno il pubblico.

Tra i documentari inseriti nel programma citiamo ROAD TO TIBET di Manfredi Manera e Ankur Roy Chowdhury. In una nota di regia gli autori spiegano: “I tibetani di tutto il mondo ricordano il 10 Marzo 1959 come “Uprising day” – Giorno dell’insurrezione. Allora il popolo tibetano si sollevò contro l’oppressione dell’esercito occupante cinese. In quella data nel 2008, un gruppo di tibetani in esilio , monaci e laici ha cominciato una marcia di ritorno in Tibet, innalzando davanti a loro i ritratti del Dalai Lama e del Mahatma Gandhi. Si trattava di un atto simbolico con l’obbiettivo di rafforzare i legami tra gli esiliati e la loro madre patria. La marcia si basava sui principi della non-violenza e dell’autogoverno (swaraj) professati da Ghandi, intrecciandoli all’idea di compassione del buddhismo e ai principi della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Il nostro film ha seguito questa marcia sullo sfondo della saga irrisolta dei tibetani in esilio. Eravamo con i marciatori quando furono fermati e arrestati ai confini tra gli stati indiani. Abbiamo seguito i dimostranti quando si avvicinavano all’ambasciata cinese di Kathmandu. Abbiamo porto ascolto alle loro invocazioni. Potrebbe essere la storia di chiunque abbia perso la propria casa, il proprio paese. Il nostro film documenta il dramma del Tibet in esilio, una ferita ancora aperta che invoca giustizia a un mondo volentieri distratto dai legami d’affari con il regime di Pechino.”

Altro documentario che affronta la questione tibetana è THE ROAD TO FREEDOOM di Karma Chukey, Pietro Verni e Mario Cuccodoro. Gli autori ci spiegano fatti ed eventi con la seguente nota informativa:
“Dal marzo all’agosto del 2008, cinque organizzazioni non governative di esuli tibetani hanno dato vita alla “Marcia Verso il Tibet”. Un lungo e difficile cammino, più volte interrotto dalla polizia indiana, che si è drammaticamente concluso ai confini con il Tibet che le autorità di Delhi non hanno consentito ai profughi di varcare. Karma Chukey, una video giornalista tibetana, ha partecipato fin dall’inizio a questa epica “Marcia” e ne ha filmato le fasi salienti. Il film che presentiamo, diviso in due parti distinte, è quindi la cronaca fedele di quello che può essere considerato il più importante avvenimento politico nella storia della diaspora tibetana.

Del bellissimo documentario IACO’S TALE – Beyond Arunachal Pradesh di Gaia Ceriana, che arricchisce la rassegna, riportiamo un breve commento di Bernardo Bertolucci unitamente ad una sinossi.
Da un commento di Bernardo Bertolucci al film di Gaia Ceriana:
“Mi chiedevo se nel film fosse più importante il viaggio di Iacobella o quello di Tenzin. In realtà è il viaggio di Gaia che ci rapisce con l’intensità di uno sguardo che scopre, che rivela e che proietta su ciò che filma una costante aura di incantamento. Forse perché Gaia filma solo ciò che ama. (bb)

Il film racconta di un viaggio e dell’incontro tra una ragazza occidentale, Iacobella, che viaggia da sola e vuole conoscere il buddismo, ed un bambino di etnia Monpa (buddhista), Tenzin, orfano e un po’ visionario. Tenzin dice di poter visitare il cosmo e di avere la missione di farlo vedere agli altri bambini. Tra il reale e l’immaginario il viaggio procede alla ricerca di una buona scuola, che Iacobella vuole cercare per garantire un futuro al suo piccolo amico Tenzin. Il viaggio, iniziato a Tawang, area di etnia e cultura tibetana, prosegue e attraversa le diverse culture tribali e animiste della zona. Lungo la strada il gruppo raccoglie altri tre personaggi e insieme procedono verso le pianure dell’Assam, fino alla cittadina di Shillong, fondata dagli inglesi sulle colline di Meghalaya, dove sono situate le migliori scuole del nord-est dell’India

LADAKH CENTRO DEI PASSI di Gaia Ceriana e Marina Colonna è una limpida lezione di buddismo e non solo. Il documentario girato nell’estate del 1975 e del 1976, in Ladakh, distretto dello stato del Kashmir confinante con Tibet e Pakistan. La parte iniziale ambientata nel monastero di Lamayuru, racconta la teoria e la pratica del buddismo tibetano attraverso gli occhi di un novizio e l’esperienza di un eremita. Si raggiunge poi la cittadina di Leh, capitale del Ladakh, per raccontare la vita della città abitata da tre comunità etnico-religiose diverse: buddista, musulmana e indù. Ogni comunità è rappresentata nel film da un personaggio diverso che  introduce situazioni e incontri differenti. Nel finale i cinque personaggi diventano gli spettatori di una rappresentazione della vita di Buddha, messa in scena con i bambini della scuola di filosofia buddista, nella valle dell’Indo, tra le maestose catene montuose del Karakorum e del Ladakh.

WAYS TO A VOID (Le Vie Verso il Vuoto – “Modi da/per evitare”) di Theo Eshetu è una singolare esperienza realizzata da uno dei più importanti e rigorosi videoartisti operanti in Italia. “Il video ci mostra frammenti di vita quotidiana, l’atto di viaggiare, autisti alla guida delle loro vetture, una figura ricorrente nell’ atto di guardare il paesaggio. Il passare del tempo,  Lo spirito negli animali, Sciamani che allontano spiriti maligni nei rituali, La timidezza di cantanti, commedie incomprensibli, Il Dalai Lama come emblema e portavoce di un’ ideologia pacifista. Il luogo stesso come teatro di guerra e pace, dai gesti e costumi della tradizione alla spettacolarità dei Monaci Shoulin messi in contrapposizione ai paesaggi vuoti. Ma tutto è proteso a suggerire l’illusorietà dell’ immagine e la negazione della possibilità di leggere la realtà in ciò che ci appare, come stabilito nelle premesse della filosofia Buddista.”

Completano il programma LADAKH (1977-2007 / Parte seconda) di Mario Gianni. Una rivisitazione nel tempo tra le persone e i luoghi del primo LADAKH e, sempre di Mario Gianni, I CAMPA e LA PASHIMINA DEI NOMADI.

CALENDARIO DELLE PROIEZIONI

Giovedì 27 maggio
ore 18.00
I CAMPA di Mario Gianni
(Italia, col., 28’) vers. orig. con commento in italiano
LA PASHIMINA DEI NOMADI di Mario Gianni
(Italia, col., 26’) vers. orig. con sott. in italiano)

ore 19.30
WAYS TO A VOID di Theo Eshetu (Italia 2000, col., 60’) v.o.

ore 21.00
LADAKH / IL CENTRO DEI PASSI di Gaia Ceriana e Marina Colonna (Italia, 1977, col., 91’)
vers. orig. con commento in italiano)
LADAKH (1977-2007- Parte seconda) di Mario Gianni
(Italia, 2007, col., 28’) vers. orig. con commento in italiano

Venerdi 28 maggio
ore 18.30
IACO’S TALE / BEYOND ARUNACHAL PRADESH di Gaia Ceriana
(Italia, 2009, col., 66’) vers. orig. inglese

ore 20.00
ROAD TO TIBET (In marcia verso il Tibet)
di Manfredi Manera e Ankur Roy Chowdhury
(Italia, 2008 , col., 53’) vers. orig. inglese
THE ROAD TO FREEDOM
(In marcia verso il Tibet – Parte seconda)
di Karma Chukey, Piero Verni e Mario Cuccodoro (Francia, 2009, col., 23’) vers. italiana

Segue incontro con gli autori :
Gaia Ceriana, Marina Colonna, Manfredi Manera, Mario Gianni, Pietro Verni, Theo Eshetu
e con Lhakpa, il tibetano che sta girando il mondo in motocicletta
col fine di sensibilizzare la comunità internazionale sul tragico destino del popolo tibetano.

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