La parola “laogai” in alcuni vocabolari italiani non è presente. Studentesse chiedono inserimento.

“Arbeit macht frei”, “il lavoro rende liberi”. Questa è una delle frasi più celebri e toccanti della storia della seconda guerra mondiale. Tale scritta si trovava sul cancello di ingresso del campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia. Le vittime dell’Olocausto arrivavano e leggevano quella scritta che risuonava nella mente come un continuo tintinnio. Era quasi un lavaggio del cervello affinché lavorassero senza sosta. Peccato, però, che questa tipologia di  lavoro non renda liberi: rende schiavi. E nell’epoca in cui questi soprusi non dovrebbero esserci, milioni di persone vengono ancora imprigionate e costrette a confessare crimini che non hanno commesso. I Laogai sono dei gulag cinesi costruiti per debellare chiunque si opponga al regime comunista. Questi campi di concentramento sorgono lontano dalle città in modo che i condannati non possano scappare a far ritorno alle proprie case. Da fuori non hanno l’aspetto di un campo di concentramento come da polacca memoria; assomigliano a fabbriche e non destano alcun sospetto.

La vita all’interno è dura, non può quasi essere considerata vita. I presunti colpevoli di non si sa quale crimine, sono costretti a ritmi di lavoro forzato, cibo scarso, nessuna igiene, nessun contatto e niente riposo.

Quando finisce il periodo di prigionia, a meno che non siano stati condannati a morte, credono di poter essere liberi. Ma in realtà non lo sono: sono “liberi” di poter lavorare all’interno dei Laogai.

Le poche testimonianze arrivano da Harry Wu, recentemente scomparso, e da Liu Xiaobo, premio nobel per la pace, condannato a rimanere in questi campi. Quest’ultimo fu condannato perché aveva usato la libertà di opinione per scrivere poesie sui Laogai. Il primo, invece, riuscì a scappare da questi campi di prigionia e ha cercato di condividere la sua esperienza divulgando informazioni. Ha fondato la “Laogai Research Foundation” un istituto di ricerca che ha come obiettivo la divulgazione e la lotta per aggiungere questa parola sui vari vocabolari.

Tra i vocabolari che mancano all’appello c’è quello della lingua italiana e noi, studentesse del liceo Leonardo Da Vinci di Alba, vogliamo batterci affinché tale parola venga aggiunta.

Il nostro intento è la divulgazione di questa parola e del suo significato.

Vorremmo che la parola Laogai sia presente in ogni dizionario per far sì che tutti ne conoscano l’esistenza.

Firma la petizione: https://www.change.org/p/accademia-della-crusca-che-cos-è-un-laogai-cerchiamolo-sul-dizionario

Quattro studentesse.

Alba, 21 Aprile 2017

“Arbeit macht frei”, “work makes free”.

This is one of the most touching and known sentence of the World War Second.

It was written on the enter gate of Auschwitz’s concentration camp.

When the victims of the Holocaust arrived, they read it and felt it inside their mind like a never-ending jungle.

It was like a brain wash in order to make people work hard. Unfortunately this kind of work does not make free: it makes slaves.

In the era in which this kind of tyranny should not exist, thousands of people are locked up and forced to admit crimes they have never done.

Laogai are gulag-like Chinese structures built to  eradicate anyone who goes against Communist regime.

These concentration camps are built far away from cities so prisoners cannot escape and come back home.

Externally they seem industries with no suspicion.

The life within is hard and it can’t be considered life. The presumed prisoners, are forced to work without food, hygiene and relax.

When the period of prisoning ends, they are “free” of working there, inside the Laogai.

Little testimonies come from Harry Wu, recently dead, and Liu Xiaobo, who won the Nobel Peace Prize. The latter was imprisoned because he wrote poems about Laogai, the former escaped and shared his experience founding the “Laogai Research Foundation”. It is an establishment whose aim is the divulgation and the struggle to add this word in every vocabulary.

We are four high school students and our aim is the divulgation of the word “Laogai” and its meaning on the Italian’s dictionary.

Sign a petition:  https://www.change.org/p/accademia-della-crusca-che-cos-%C3%A8-un-laogai-cerchiamolo-sul-dizionario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alba, 21th of April 2017

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