La mostra “Real Bodies” è accusata di usare cadaveri di prigionieri politici cinesi giustiziati

Decine di corpi utilizzati in una macabra mostra potrebbero provenire da prigionieri politici cinesi torturati e uccisi. “Real Bodies” mostra 20 cadaveri e 200 parti del corpo preservate attraverso la plastinazione ed è rinomata in tutto il mondo. L’esibizione mostra corpi umani con i loro muscoli, tendini, organi e ossa esposti per dare un’idea di come funzionano. Alcuni medici nutrono “gravi preoccupazioni che i corpi non siano stati donati liberamente e volontariamente” prima che venissero raccolti in Cina e che possano provenire della setta religiosa del Falun Gong, che è perseguitata senza sosta.

“Le origini di questi corpi sono state messe in discussione e si crede venissero dalla Cina – o dai detenuti nel braccio della morte o, come sospettato da investigatori indipendenti, da prigionieri di coscienza torturati”, è stato dichiarato a News Corp.

I cadaveri sono stati forniti dalla Biology Plantation della Dalian Medical University in Cina, il cui professore di Anatomia, Hong Jin Sui, ha affermato di averli prelevati legalmente.

“Erano stati originariamente ricevuti dall’obitorio della città e poi trasferiti alle università mediche in Cina e alla fine sono stati donati legalmente alla conservazione, dissezione e all’esposizione del laboratorio di biotecnologia di Dalian Hoffen”, ha affermato.

‘La tecnica di Dalian Hoffen accetta solo esemplari legalmente donati, privi di malattie infettive e certificati per la morte per cause naturali.’

I medici contro il prelievo forzato di organi hanno affermato che erano probabilmente membri della diciplina spirituale del Falun Gong, che è perseguitata senza sosta.

L’amministratore delegato della mostra, Tom Zaller, ha affermato che le accuse che i corpi siano di prigionieri giustiziati erano “infondate” e “offensive”.

“Sono ispezionati dai dipartimenti sanitari in innumerevoli paesi. Non c’è nessun gioco scorretto “, ha detto.

Tuttavia ha ammesso che non c’è “nessuna documentazione” per dimostrare la propria identità o che hanno accettato di donare il proprio corpo dopo la morte.

Altre ricerche hanno sostenuto che sono molti più i corpi dati alla scienza o venduti dalla Cina in tutto il mondo rispetto ai reali corpi donati.

‘La tratta di cadaveri umani è diventata un business. Gli esemplari plastinati sono quotati pubblicamente e venduti, afferma il rapporto del 2016 “Bloody Harvest / The Slaughter”.

I ricercatori hanno detto che “non una parola” di ciò che è stato affermato sui corpi nella mostra Real Bodies era credibile.

Uno studente cinese nutre diversi dubbi sulla provenienza dei cadaveri: “la nostra piccola clinica medica amatoriale di Changchun ha in qualche modo più corpi e campioni di organi della Waseda University di Tokyo”, ha scritto lo studente in un post sul blog.

“Come è possibile che abbiamo accumulato tanti cadaveri e organi negli ultimi anni dopo la Rivoluzione Culturale? Ho chiesto all’insegnante se questi corpi sono stati donati, ma l’insegnante mi ha detto di non chiedere. Più tardi ho scoperto che nel sobborgo e nel distretto di Changchun c’è un impianto di lavorazione di cadaveri. Oggi in Cina, abbiamo davvero tanti cadaveri da donatori volontari, così tanti che abbiamo bisogno di impianti di lavorazione?”

Nel 2017 quattro medici e quattro organizzazioni no-profit nella Repubblica Ceca hanno tentato di escludere la mostra dall’esposizione a Praga.

“Sulla base di numerose segnalazioni di violazioni dei diritti umani nella RPC, vi è il ragionevole sospetto che gli organi non siano stati ottenuti con mezzi legali”, hanno affermato.

Hanno invitato gli organizzatori della mostra a produrre documenti dei donatori dei corpi.

“Documenti contenenti l’approvazioni dei donatori e l’informazione sull’uso dei loro corpi a fini commerciali e sulle condizioni in cui saranno esposti”, si legge:

“Riteniamo che la mostra non soddisfi i requisiti etici o morali per far parte della cultura della Repubblica Ceca”.

Una mostra simile chiamata “Bodies: The Exhibition”, gestita da Premier Exhibitions, è stata perseguitata dalle polemiche sulla provenienza dei suoi cadaveri da quando è stata inaugurata nel 2005.

Negli Stati Uniti la notizia del 2006 ha suscitato un’inchiesta del Congresso e un’indagine dell’odierno Procuratore generale di New York, Andrew Cuomo.

Di conseguenza l’amministratore delegato di “Premier Exhibitions” si è dimesso e nel 2008 alla società è stato ordinato di pubblicare un disclaimer sul sito web della mostra che dichiara di far affidamento esclusivamente dei suoi partner cinesi e di non poter verificare in modo indipendente che i corpi non appartengano a prigionieri giustiziati.

Traduzione a cura della Laogai Research Foundation


Fonte: Daily Mail, 11/4/18

English article: Exhibition is accused of using the corpses of executed Chinese political prisoners in its shocking ‘Real Bodies’ display

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