La Germania attacca la Cina: ha una grande responsabilità nella guerra delle valute

La Cina esporta a livelli record. Ma, agli stessi livelli, sta importando. Di conseguenza il surplus commerciale (dato appunto dalla differenza tra export e import) è calato del 15,7% su base mensile a settembre. L’attivo commerciale cinese é ammontato a 16,88 miliardi di dollari, il suo livello più basso da aprile. Meno rispetto ai 18 attesi e ai 20 di un mese prima. Nel dettaglio, le esportazioni sono cresciute in settembre del 25,1% su base annua a 144,99 miliardi di dollari, mentre le importazioni sono aumentate del 24,1% a 128,11 miliardi di dollari, il più alto livello per un singolo mese. Allo sprint delle importazioni contribuiscono quelle record di petrolio. A settembre la seconda economia mondiale ha acquistato 23,29 milioni di tonnellate di greggio dall’estero, equivalente a 5,7 milioni di barili al giorno, secondo i dati provvisori delle dogane. Il volume é cresciuto del 4,8% dal precedente record segnato in giugno e del 35,4% rispetto al livello di 17,2 milioni di tonnellate che la Cina ha importato nel corrispondente mese dello scorso anno. L’aumento delle capacità di raffinazione cinese negli ultimi tempi fa pensare che questo record debba essere ancora ritoccato da qui a fine anno. A ravvivare la polemica è stato anche il ministro dell’Economia della Germania, Rainer Bruederle, che in una intervista al quotidiano Handelsblatt ha affermato che Pechino ha una «grande responsabilità» sui rischi che si scateni una guerra globale sulle valute. Secondo gli Stati Uniti lo yuan è sottovalutato almeno del 20-30 per cento. «Penso che la pressione continuerà» ha dichiarato Brian Jackson, economista della Royal Bank of Canada con base a Hong Kong. «Il fatto che le esportazioni siano ancora così forti – ha aggiunto – invita a pensare che la Cina ha ancora molto margine di manovra sulla moneta». È fiducioso su un apprezzamento dello yuan il segretario Usa al Tesoro, Timothy Geithner, che non vede il rischio di una guerra valutaria globale e si dice ottimista su una mossa di Pechino per rafforzare lo yuan. «Sono molto fiducioso – dice nel corso del Charlie Rose Show – che il rafforzamento dello yuan avverrà. Noi vogliamo essere certi che avvenga a un tasso graduale ma significativo».

Fonte: Il Sole 24 ore, 13 ottobre 2010

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