La Foxconn aumenta per la terza volta gli stipendi

Foxconn, la società taiwanese che nell’ultimo mese è stato teatro di una serie di suicidi fra gli operai dei suoi stabilimenti a Shenzhen, aumenterà dal primo ottobre gli stipendi di quasi il 70%. Lo ha annunciato la stessa azienda, che fornisce componenti elettriche per industrie come Apple, Hewlett-Packard e Dell.

L’annuncio è stato dato da un comunicato firmato dal fondatore dell’azienda, Terry Gou. Gli stipendi mensili degli operai che lavorano nelle aziende di Foxconn Technology situate a Shenzhen passeranno dunque da 1.200 a 2.000 yuan (290 dollari). All’inizio di maggio, il salario base di un operaio era pari a 900 yuan.

L’aumento, spiega il comunicato, “sarà collegato a un test di produzione della durata di tre mesi. Concluso in maniera positiva questo periodo, l’operaio potrà mantenere l’aumento della paga”. Sempre secondo la Foxconn, “grazie all’aumento sarà possibile ridurre l’orario di lavoro: gli straordinari diverranno dunque una scelta personale”.

La scelta, che segue quella similare della Honda, dimostra un importante cambiamento all’interno della forza lavoro del Paese. I migranti di nuova generazione, nati negli anni ’80, non accettano le condizioni di semi-schiavitù a cui sono obbligati gli operai, e l’alta mobilità lavorativa rende possibile abbandonare con estrema facilità un impiego troppo usurante.

Intanto negli ultimi 5 mesi l’occupazione degli operai industriali è cresciuta in Cina con la massima velocità da 5 anni, cosa che contribuisce a rendere gli operai consapevoli della loro importanza nel processo produttivo. E’ la generazione dei figli unici che ha sempre avuto piena attenzione da tutta la famiglia e che non si aspetta dal lavoro solo un salario, ma chiede una vita non asservita solo alla catena di montaggio.

Fonte: Asia News, 7 giugno 2010

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