La condizione femminile nelle aree arretrate nel mondo

In tutto il mondo, la donna subisce soprusi e violenze, ma la condizione femminile nelle aree arretrate del mondo supera i limiti della sopravvivenza.

Ancora oggi parlare della condizione femminile nel mondo, offre spunti raccapriccianti. Sono ancora tantissimi i Paesi in cui la donna è vittima di abusi, ingiustizie e violenze pesanti.

Gli esempi più sconvolgenti provengono, prevalentemente, dai Paesi che orbitano nella cosiddetta ‘area del Terzo mondo’. Paesi fortemente arretrati, sottosviluppati, emarginati.

In Nepal, per esempio,  circa diecimila adolescenti, ogni anno, vengono vendute dalle stesse famiglie per essere avviate alla prostituzione.

Se ci spostiamo verso l’Asia sudorientale, oltre mezzo milione di bambine è costretto a svolgere questa attività.

In paesi come Cina e India nascere donna è spesso considerata una disgrazia e migliaia di neonate vengono lasciate morire abbandonate o buttate nella spazzatura.

Sotto i talebani, le donne afghane sono state totalmente private del diritto all’istruzione e del diritto al lavoro.

In alcuni paesi del terzo mondo, la violenza sulle donne non viene identificata come tale. Non costituisce reato. Anzi, è una pratica ‘normale’, oltre che consueta. Secondo l’Onu, ogni anno,  circa due milioni di bambine nel mondo subiscono questa barbara pratica tribale che lascerà devastanti conseguenze sulla loro vita sessuale.

Sempre in molti di questi paesi particolarmente arretrati, la donna è considerata un bottino di guerra. Il suo corpo costituisce mercanzia di scambio tra le parti belligeranti.

Questi esempi rappresentano solo una minima parte delle condizioni complessive in cui la donna è costretta a vivere, o meglio, a sopravvivere.

Nei paesi occidentali, tutto ciò che accade in questi Paesi culturalmente arretrati, sembra appartenere a un mondo surreale. Nel mondo cosiddetto progredito della sfera occidentale, infatti, ‘sulla carta’, la legislazione riconosce i diritti delle donne. Ma  precisare ‘sulla carta’ è d’obbligo, perché nella realtà, nonostante l’emancipazione, la donna non vive una situazione così rosea.

Secondo dati forniti dall’Onu, anche nella maggior parte dei paesi progrediti, le donne rischiano, ogni giorno, di morire più per la violenza subita dall’uomo, che in molti casi è il proprio partner o  un parente, o  un amico, che non di cancro o di incidenti di varia natura.

Insomma, sembra proprio che per la donna non esista pace in nessuna parte del mondo. Sempre secondo dati forniti dall’Onu, almeno una volta nella vita, il 70 per cento delle donne di tutto il mondo subisce violenza: non solo sessuale o fisica, ma anche psicologica.

La realtà della donna è una realtà ancora molto drammatica.

Inchiestasicilia.com,04/01/2016

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