La Cina sta programmando di spazzare via i monasteri tibetani

La Cina sta programmando di spazzare via i monasteri tibetani nei luoghi considerati centri di sovversione,con il divieto di esercitare liberamente qualsiasi culto. I monaci, o chi rifiuta di cambiare il loro pensiero con quello ufficialmente riconosciuto dal regime, sarò destituito o imprigionato. Abati e altri leaders che non svolgeranno gli ordini governativi di rieducazione e cambiamento del loro pensiero saranno sostituiti dagli incaricati del Regime.

Gli ordini sono contenuti in un documento ufficiale redatto solamente in tibetano che si trova sul sito del Governo tibetano. Questo documento riferisce dei disordino avvenuti nella Provincia di Sichuan, popolata largamente dai tibetani, dove sono avvenute, all’inizio dell’anno, alcune delle più gravi violenze sui monaci da parte delle forze dell’ordine del regime di Pechino.

E mostra anche delle immagini di alcuni eccidi di monaci coinvolti nelle proteste avvenute lo scorso marzo. Il documento, è firmato da Li Changping, il capo distretto della Provincia di Sichuan che mette in pratica le decisioni dei quadri del comitato esecutivo del Partito comunista.

Gli obiettivi sono “monasteri, monaci, separatisti e chi incita o promuove slogans e volantini con immagini di montagne innevate e leoni (simboli della bandiera tibetana) e chi prende parte a dimostrazioni non autorizzate che incitano alla separazione. Anche i monaci che hanno commesso “crimini minori” saranno sottoposti ad una “ri – educazione”, si legge nel documento. Chi ha commesso reati più gravi sarà imprigionato fino al momento in cui non ritratteranno, mentre quelli con maggiori crimini saranno dismessi dai loro monasteri.

Gli organizzatori e i cervelli delle attività di separazione saranno giudicati interamente dalla legge. Se dovessero trovare riparo in altri monasteri, i membri del comitato organizzatore, anche se nominati dal Partito, “saranno considerati fiancheggiatori e protettori dei separatisti e di elementi di disturbo.” Questa minaccia suggerisce che il Governo potrebbe avere difficoltà a controllare i propri incaricati nei vari monasteri. E’ premesso che le azioni con maggiore forza saranno contro i monasteri dove c’è una sostanziale percentuale di monaci che hanno preso parte in proteste – percentuale che si aggira tra il 10 e il 30%. “Tutte le attività religiose nel monastero saranno interrotte.”, dice il documento. “I movimenti dei monaci saranno costantemente monitorati”.

A tutti i monaci e le suore di questi monasteri sarà richiesto di essere “ri – registrati”. Il documento mette in guardia che anche chi fallisce i test di lealtà al Regime, sarà dismesso e il suo alloggio demolito.

Le aree della Provincia del Sichuan, abitate dai tibetani, sono state teatro di alcune delle più grandi proteste contro i cinesi. Monaci e protestanti sono stati coinvolti nelle sparatorie, anche se le due parti avevano stime differenti di come molti sono rimasti uccisi.

“Questa parte è stata molto attiva. Sembra – cosi come è abbastanza ovvio da altri reports – che ci sono pesanti misure repressive”. Ha affermato Tsering Topgya, un accademico tibetano della London school of Economics.

Zhang Qingli, l’ufficiale in carica promotore della linea dura della polizia del Tibet, ha fatto ripetuti attacchi verbali al Dalai Lama dicendo che “le campagne di educazione patriottica” saranno imposte in maniera più rigorosa in seguito alle proteste.Il capo della propaganda della campagna di educazione patriottica del Tibet, ha già affermato che stato necessario provvedere ai monasteri.

Stephanie Brigden, direttrice della campagna Free Tibet ha detto che stava scrivendo al Primo Ministro Gordon Brown per chiedere di condannare le nuove misure.

“Queste misure rappresentano una carta per le future repressioni. Loro anche forniscono la più schiacciante prova che la Cina ha lanciato la sua repressione più dura contro il Tibet e la sua religione degli ultimi decenni.Adesso, siamo di fronte all’orrendo prospetto che leaders della Cina presenziano i più alti ideali olimpici ai Giochi di Pechino mentre le loro forze di sicurezza conducono un brutale assedio ai monasteri tibetani.

La traduzione è stata verificata per il The Daily Telegraph da Tsering Topgya, un accademico tibetano della London school of Economics

telegraph.co.uk[Sunday, July 27, 2008 23:21]

Vedi l’articolo su DossierTibet

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