La Cina sta costruendo isole artificiali in un arcipelago conteso

La settimana scorsa sono state diffuse alcune immagini che dimostrano che la Cina sta costruendo delle isole artificiali nell’arcipelago delle isole Spratly, situato nel Mar Cinese Meridionale e conteso da anni da altri cinque paesi.

Le immagini sono state pubblicate dal Jane’s Defence Weeklyil magazine della società di consulenza IHS: mostrano per esempio che nell’ultimo anno è stata costruita a Hughes Reef, un pezzo di terra che emerge dalle acque soltanto in caso di bassa marea, un’isola artificiale di 75mila metri quadrati. Le immagini, secondo il Los Angeles Times, mostrano due moli, una pista per elicotteri e una torre poco riconoscibile. Secondo il Jane’s Defence Weekly le immagini dimostrano che sul posto sono ancora in costruzione nuove strutture. Altre due isole artificiali sono in costruzione su altrettanti pezzi di terra delle Spratly, chiamati Johnson South Reef e Gaven Reefs.

Sin dalla fine della Seconda guerra mondiale la Cina reclama la sovranità su gran parte del Mar Cinese Meridionale e in particolare sulle isole Spratly: un arcipelago di isole molto piccole a circa mille chilometri a sud delle coste cinesi, ricco di risorse naturali – fra cui petrolio e gas naturale – e situato in una posizione strategica per il trasporto militare e commerciale. La Cina sostiene che i territori compresi nel Mar Cinese Meridionale facciano parte da duemila anni dello stato cinese, mentre i paesi che si oppongono alle richieste cinesi – come il Vietnam – sostengono che l’interesse della Cina si sia manifestato solo dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Le Spratly sono attualmente reclamate da altri cinque paesi: le Filippine, la Malesia, Taiwan, Brunei e il Vietnam. Tutti i paesi tranne il Brunei, negli anni, hanno costruito delle basi artificiali nell’arcipelago (il Vietnam ne ha 25).

cina mappa

James Hardy, che si occupa dell’Asia per il Jane’s Defence Weekly, ha detto che la Cina sta conducendo «una metodica e ben programmata campagna per creare una catena di fortezze di mare e di terra nel centro dell’arcipelago Spratly». Carl Thayer, un esperto di Mar Cinese Meridionale della Australian Defence Force Academy, ha detto a Reuters che la loro costruzione può essere legata anche a fattori esterni a quello militare: grazie alle nuove strutture la Cina può sorvegliare più efficacemente l’arcipelago, e permettere ai propri pescherecci e alle navi che cercano il petrolio di riposare e fare rifornimento nelle nuove basi.

Non è chiaro in che modo possa essere risolta la questione. Fra gli anni Settanta e Ottanta Cina e Vietnam si sono scontrati molto duramente per il dominio delle isole del Mar Cinese Meridionale: nel 1974 la Cina occupò l’arcipelago delle Paracel, a nord delle Spratly, uccidendo più di 70 soldati vietnamiti. Nel 1988 gli stessi paesi scontrarono per le Spratly, e nell’occasione furono uccisi circa 60 vietnamiti. Gli Stati Uniti hanno già chiesto in passato alla Cina di smettere di costruire nuove isole artificiali, senza successo. Un tribunale dell’ONU sta valutando un ricorso presentato dalla Filippine sull’occupazione della Cina da parte di alcune isole del Mar Cinese Meridionale.

nella foto: alcune strutture cinesi sulle Spratly fotografate nel 1995 (ROMEO GACAD/AFP/Getty Images)


Fonte: ilpost.it, 20 feb 15

 

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