La Cina spinge per tagliare i posti per i diritti umani presso le Nazioni Unite

E contemporaneamente gli Stati Uniti vogliono tagliare i fondi alle missioni di pace

Di Louis Charbonneau -Direttore delle Nazioni Unite United Nations Director

I negoziati sul bilancio delle Nazioni Unite si stanno infuocando – e non solo perché l’amministrazione Trump vuole tagliare 570 milioni di dollari al bilancio delle Nazioni Unite per le missioni di pace. A porte chiuse, la Cina sta spingendo affinché siano ridotti gli agenti per i diritti umani nelle missioni delle Nazioni Unite.

Per lo più sta avvenendo tutto sotto il radar. Pochissimi giornalisti stanno seguendo le consultazioni di bilancio delle Nazioni Unite. Eppure numerosi diplomatici, che seguono i colloqui di bilancio, hanno riferito a Human Rights Watch che una sala conferenze nello scantinato è diventata il luogo di bollenti “negoziazioni” per il futuro del monitoraggio dei diritti umani nelle missioni di pace delle Nazioni Unite. Hanno parlato in condizione di anonimato, dicendo che è importante rilevare ciò che la Cina sta cercando di fare.

Gli agenti per i diritti umani controllano, indagano e denunciano presunti abusi, e la loro presenza può ostacolare uccisioni, rapimenti e altre violazioni.

I negoziatori di Pechino, sostenuti dalla Russia e da alcuni altri membri dell’ONU, vogliono eliminare 19 esperti di diritti umani nella Repubblica Centrafricana. Secondo un diplomatico occidentale, questo significherebbe definitivamente la fine della capacità dell’ONU di controllare la violenza contro donne e bambini. La Cina vuole anche tagli finanziari a missioni in Mali e nel Sud Sudan che potrebbero danneggiare il controllo sugli abusi dei diritti umani, sia secondo i diplomatici, sia secondo la bozza delle risoluzioni esaminata da Human Rights Watch.

Molti diplomatici hanno affermato che la Cina sta spingendo inoltre perché vengano eliminati alcuni posti per i diritti umani presso la missione delle Nazioni Unite nella Repubblica democratica del Congo, MONUSCO – nonostante l’enorme mole di abusi registrata nella regione. A marzo sono stati uccisi due esperti dell’ONU che indagavano su omicidi extragiudiziali nella provincia di Kasai del Paese.

La Cina, nel bel mezzo della più grande repressione dei diritti a livello nazionale dopo il massacro di Piazza Tienanmen, è improbabile che otterrà tutto ciò che vuole dai negoziati sul bilancio delle Nazioni Unite. Ciononostante, come hanno fatto notare i diplomatici, probabilmente otterrà parte delle richieste, grazie al supporto della Russia e di altri paesi, di tagliare dei funzionari per i diritti umani. Dato che gli Stati Uniti vogliono ridurre di 200 milioni di dollari il budget di 1,2 miliardi di dollari della missione MONUSCO, c’è motivo di preoccuparsi che le voci eliminate saranno proprio gli ufficiali per i diritti umani.

Non c’è niente di sbagliato nel voler che le missioni di pace delle Nazioni Unite, col suo bilancio di circa 8 miliardi di dollari, siano efficienti ed effettive, come hanno chiesto gli Stati Uniti e altri paesi. Ma gli elementi riguardanti i diritti umani vanno rinforzati e migliorati, non smantellati. I diplomatici che negoziano il bilancio dovrebbero garantire che, nella ricerca dell’efficienza e del risparmio, non sia eliminato il monitoraggio dei diritti umani.

Human Rights Watch, 7 giugno 2017

Traduzione di Andrea Sinnove, LRF Italia Onlus

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