La Cina e la nostra Cyber Security

Nel corso di un’audizione in Senato da parte dei vertici di FBI e delle varie intelligence americane, si è affrontato il tema della cyber security e del rischio di attività di spionaggio da parte cinese mediante gli smartphone di loro produzione e  sono stati citati come esempi HUAWEI e ZTE.

Secondo gli 007 americani queste aziende presterebbero il fianco alle attività di spionaggio di Pechino. Il tema è molto importante e non rappresenta una novità perché HUAWEI e ZTE non sono solo produttori di telefonini ma sono anche possessori di infrastrutture di rete fissa e mobile, bandite nel mercato statunitense in ambito governativo e militare. Le telecomunicazioni sono un settore strategico e si teme che la minaccia di spionaggio potrebbe arrivare da “backdoor” installate dai produttori di hardware e software. Mediante queste porte segrete sarebbe infatti possibile effettuare spionaggio politico, strategico ed industriale al fine di rubare proprietà intellettuale, progetti, brevetti alle aziende. (da Radio 24, da Enrico Pagliarini nel programma “2024”  16.2.2018).

E’ noto che la Cina è sempre piu’ affamata di tecnologia occidentale, allo scopo di realizzare il famoso piano strategico “MADE IN CHINA 2025”, cioè raggiungere la capacità di produrre in Cina il 70% di quella tecnologia che oggi viene importata. Uno sforzo incredibile,  un risultato raggiungibile con qualsiasi mezzo e lo spionaggio è sicuramente uno di quelli piu’ efficaci.

“Perché spendere miliardi in ricerca e sviluppo quando la puoi rubare spendendo pochi soldi? I cinesi ragionano cosi’”. Le infiltrazioni nelle reti è forse la tecnica migliore per raggiungere gli obiettivi . Gli interessi cinesi riguardano tutti i settori tecnologici e quello militare è uno di quelli che li attrae maggiormente. L’industria americana degli armamenti è la piu’ colpita ma anche i Russi riconoscono, secondo quanto afferma l’analista Vasily Kashin, del Centre for Analysis of Strategies and Technologies (Cast), che le Cina spia la Russia piu’ di tutti i paesi occidentali messi insieme. Ai cinesi interessa tutto cio’ che riguarda la tecnologia militare, nucleare, spaziale, chimica, biotecnologie, finanza, energia. Di fatto secondo alcuni commentatori, i settori economici attaccati, corrispondono ai sette settori strategici evidenziati nel dodicesimo piano quinquennale che stabiliva le priorità economiche del paese fino al 2015. (Come la Cina sta conquistando l’Occidente – Cardenal, Araujo – Feltrinelli)

Il Sole 24 Ore del 23.9.2017  titolava “Imprese tedesche sotto attacco dagli Hacker cinesi (WSI)”. Colpito il 65% delle aziende manifatturiere tedesche. E l’Italia, che in Europa e seconda solo alla Germania nella produzione manifatturiera, è totalmente risparmiata dal fenomeno? Crediamo purtroppo che la situazione non sia proprio cosi’ e che gli 007 digitali siano quotidianamente impegnati ad intercettare e respingere attacchi di questo tipo.

In Italia ZTE, che dalla fine del 2016 controlla la rete WIND-3,  è divenuto il primo operatore di telefonia mobile in Italia, davanti a TIM e Vodafone (Mobileworld -23.6.2017), mentre in Cina il settore delle telecomunicazioni è  sempre piu’ controllato e blindato dalle autorità governative e nuova legge prevede che i dati degli utenti cinesi debbano rimanere in Cina. In questo modo e’ ancora piu’ semplice per il governo cinese monitorare dati personali, messaggi, mail, foto e chiamate degli utenti. (Michela Rovelli – Il Corriere Della Sera Tecnologia – 26.2.2018). Grandissima preoccupazione è stata espressa dall’attivista per i diritti umani Jing Zhao. Infatti una decina di anni fa un precedente analogo  vide coinvolto “Yahoo!” . Il risultato furono numerosi arresti ed purtroppo anche delle condanne a morte. (SKY TG24 – 26.2.18)

E’ chiaro che la linea di governo di Xi Jinping sta portando ad una ulteriore e progressiva restrizione delle libertà individuali già storicamente molto limitate in Cina. La rotta è stata invertita. Il tempo delle apertura e’ terminato per buona pace di chi si illudeva nella possibilità di riforme. Gli obiettivi cinesi sono di altra natura.

Marzio Ammendola,03/03/2018

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