La Cina aiuterà Taiwan ad affrontare la crisi economica

Pechino, Cina – Pechino presterà 130 miliardi di yuan (13 miliardi di euro) in 3 anni agli imprenditori taiwanesi che operano in Cina, all’interno di un progetto di cooperazione per aiutare l’Isola ad affrontare la crisi finanziaria globale.

Ieri, a Shanghai al termine di due giorni di incontri politici di alto livello tra i 2 Paesi, sono stati annunciati, tra l’altro, tagli alle imposte per le piccole e medie imprese di Taiwan, maggiore cooperazione in agricoltura e per le industrie di alta tecnologia e per le nuove energie, la partecipazione delle ditte taiwanesi ai finanziamenti cinesi per stimolare l’economia. Pechino intende anche comprare display piatti fatti a Taiwan per 2 miliardi di dollari.

In passato le imprese taiwanesi hanno investito circa 150 miliardi di dollari in Cina, ma anche loro sono ora in crisi per l’aumento del costo del lavoro, la diminuzione della domanda di prodotti e di esportazioni e l’erosione dei margini di profitto.

Al forum hanno preso parte oltre 400 delegati, tra cui molti membri di rilievo del Partito Kuomintang (Kmt), al governo a Taipei. Al termine entrambe le parti hanno celebrato “un completo successo” dell’incontro e “un nuovo inizio” nelle relazioni attraverso lo Stretto di Taiwan. Wang Yi, direttore dell’Ufficio cinese Affari di Taiwan, ha insistito che “i compatrioti di entrambi i lati [dello Stretto di Taiwan] sono parte della stessa famiglia. Sentiamo uguale preoccupazione per le attuali difficoltà economiche di Taiwan”.

Il Forum è alla sua quarta edizione. Jia Qingling, presidente della Conferenza politica consultiva del popolo cinese (nella foto), ha insistito che questa volta esso ha avuto “maggiore importanza” dei precedenti.

I rapporti tra i 2 Stati sono aumentati dopo che a maggio è diventato presidente Ma Ying-jeou del Kmt. Oggi a Chengdu è arrivato l’aereo di Taiwan che domani porterà sull’Isola la coppia di panda giganti dono di Pechino, chiamati Tuan Tuan e Yuan Yuan, nomi che insieme significano “riunire”. La Cina è famosa per la c.d. “diplomazia del panda”, con il dono del famoso animale, che in libertà vive solo nel Paese, a Stati esteri quale segno di buoni rapporti. Questo dono è stato offerto a Taipei sin dal 2006, ma è stato sempre rifiutato dal precedente presidente Chen Shui-bian, acceso nazionalista.

(Fonte: AsiaNews)

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