L’87% delle esecuzioni capitali nel mondo avviene in Cina

Con almeno 5.000 esecuzioni, anche nel 2008 la Cina si è aggiudicata il macabro primato di Paese con il maggior numero di condannati a morte: l’87,3 per cento del totale nel mondo. Seguono Iran (almeno 346), Arabia Saudita (102), Corea del Nord (63), Stati Uniti (37), Pakistan (36), Iraq (34).

Il rapporto 2009 di “Nessuno Tocchi Caino”
I dati sono stati raccolti e pubblicati da “Nessuno Tocchi Caino” nel rapporto 2009 sulla “Pena di morte nel mondo”, e rivelano che l’anno scorso i Paesi che hanno fatto ricorso alle esecuzioni capitali sono stati 26 (come nel 2007), mentre nel 2006 erano stati 28. Le esecuzioni sono state almeno 5.727, a fronte delle 5.851 del 2007 e delle 5.635 dell’anno precedente.

La situazione nel mondo
Dei 46 Stati mantenitori della pena di morte, 36 sono dittatoriali, autoritari o illiberali. In 20 di questi, nel 2008, sono state compiute almeno 5.662 esecuzioni, circa il 98,9% del totale. Degli altri 10 Paesi, definiti democrazie liberali, 6 hanno applicato la pena di morte e hanno effettuato in tutto 65 esecuzioni (1,1 per cento del totale): Stati Uniti (37), Giappone (15), Indonesia (almeno 10), Botswana (almeno 1), Saint Kitts e Nevis (1). Esecuzioni potrebbero essere avvenute anche in Mongolia, anche se non risultano dati ufficiali.

Fonte: RaiNews, 24 29 luglio 2009

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