Categoria: Italia

Torturati e crocifissi. Ecco l’ultimo rapporto sulle persecuzioni dei cristiani

Dalla Cina all’Iraq, una situazione “degenerata.

Roma. La persecuzione contro i cristiani nel biennio 2015-17 non è diminuita, anzi. A leggere l’ultimo dettagliato rapporto di Aiuto alla chiesa che soffre, il quadro che emerge è sconfortante.

G7, Coldiretti: dalle conserve cinesi alle rose del Kenya, fermare lo sfruttamento.

La denuncia di Coldiretti in occasione del G7 dell’agricoltura a Bergamo.

Gli scaffali dei supermercati dell’Unione Europea sono invasi dalle importazioni di prodotti extracomunitari ottenuti dallo sfruttamento spesso anche grazie alle agevolazioni commerciali: lo denuncia la Coldiretti in occasione del G7 dell’agricoltura a Bergamo dove è in corso una mobilitazione con i prodotti locali del territorio e la pecora ‘Vicky’ di razza bergamasca, che è la più grande; del mondo, assunta a simbolo del G7.

Tessile: il cavallo di Troia della mafia cinese in Italia

Prato, 6 ott – In principio fu il tessile. Ci troviamo in Toscana, e più precisamente nella città di Prato. Qui a partire dagli anni novanta si comincia ad insediare una delle più forti comunità cinesi in Italia. In uno dei distretti più importanti del tessile italiano, tanti imprenditori provenienti dall’Estremo Oriente cominciavano a sostituire alla guida d queste aziende i loro omologhi italiani.

La maledizione dei nobel per la pace ha già colpito Aung San Suu Kyi

“Ma perché i Nobel per la pace non possono essere degradati ?”

Coldiretti: “Semaforo rosso per l’ortofrutta Made in Italy in Cina”

Coldiretti Ravenna dichiara che la Cina non consente l’ingresso di ortofrutta Made in Italy, ma continua ad “invadere” il nostro Paese con la sua frutta. “Nei negozi della grande distribuzione, anche sul nostro territorio – denuncia Coldiretti – è infatti facile trovare pere nashi di coltivazione cinese. Un bel controsenso col quale i produttori ravennati di frutta, e in particolare di pere, faticano a convivere”.

Brescia-Remedello. Venti euro per 18 ore di lavoro: chiusa la fabbrica degli schiavi

Confezionavano biancheria intima di lusso in cambio di una paga da Terzo mondo: diciotto ore di lavoro al giorno venivano retribuite 20 euro.

Condizioni di lavoro disumane da schiavi ad Anzola: azienda tessile cinese tira giù le serrande

„Macchinari al piano terra e dormitori al primo piano. Riscontrate violazioni in materia di sicurezza e igiene, abusivismo edilizio, oltre a lavoro nero“.