Inizia l’esodo di decine di milioni di migranti per il Capodanno cinese

Pechino, Cina – Un record di almeno 4,7 milioni di passeggeri ha preso d’assalto ieri le stazioni ferroviarie (nella foto), nel primo giorno di grande rientro per il Nuovo Anno Lunare, che quest’anno si celebra il 26 gennaio. Per il tradizionale capodanno, spesso unica occasione di ritorno a casa, si prevede lo spostamento di decine di milioni di migranti dalle grandi città ai villaggi dell’entroterra. Quest’anno, il periodo di vacanza concesso è di 40 giorni. Si stima che nel solo Guangdong le ferrovie avranno richieste per 20 milioni di passaggi, ma potranno portare “solo” 7- 8 milioni di passeggeri: gli altri prenderanno pullman o altri mezzi.

Si prevede un grande esodo, anche perché decine di migliaia di migranti non sono potuti tornare a casa nel 2008 per le pesanti nevicate che hanno interrotto linee ferroviarie e strade e intrappolato per giorni i migranti nelle stazioni. Quest’anno si prevede un tempo molto più mite, anche se l’autostrada Pechino-Zhuhai è stata chiusa per ghiaccio sulla strada già 11 volte dal 21 dicembre.

Intanto oggi Mao Qunan, portavoce del ministero per la Sanità, ha assicurato maggiori controlli in questo periodo sulla sanità dei cibi. Il Paese non si è ancora ripreso dallo scandalo del latte contenente quantità nocive di melamina, sostanza trovata anche in uova, cioccolata, gelati e yogurt.

Ma la grande preoccupazione per molti migranti è se ritroveranno il posto di lavoro, dopo le feste: decine di migliaia di fabbriche hanno già chiuso per il calo delle esportazioni e molte altre rischiano di doverlo fare. Per questo il 10 gennaio Jang Li, viceministro per gli Affari civili, ha annunciato sussidi per oltre 9 miliardi di yuan (900 milioni di euro) a favore di circa 74 milioni di poveri, che saranno erogati prima del Nuovo Anno per permettere a tutti di festeggiare. Sono 150 yuan ciascuno (circa 15 euro) agli abitanti urbani e 100 yuan ai rurali perché per loro è minore il costo della vita. Ma ben 180 yuan ai poveri che sono membri del Partito comunista da prima del 1949.

In Cina di recente sono stati istituiti numerosi sussidi simili per i poveri, ossia chi guadagna meno di 1.067 yuan all’anno, o poco di più se vive in città. Nel Jiangsu i poveri ricevono un sussidio di 100 yuan mensili e cure mediche a basso costo. Tutto questo – spiega Jiang – vuole “mantenere la stabilità sociale a favorire l’armonia sociale”.

(Fonte: AsiaNews 12 Gennaio 2009)

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