Inchiesta. Un ospedale costruito per uccidere

Matthew Robertson e Sophia Fang , Epoch Times | 10/02/2016

Dal 2006 il dottor Shen Zhongyang ha eseguito oltre 1.600 trapianti di fegato presso il Tianjin First Central Hospital, secondo quanto riportano con orgoglio i media cinesi.

Il Tianjin First Central Hospital sembra che abbia eseguito un numero di trapianti d’organo superiore rispetto a quanto si diceva, ma l’origine della fornitura rimane sconosciuta al pubblico. I ricercatori sostengono che gli organi provenivano probabilmente dai prigionieri di coscienza logorati nei campi di lavoro cinesi. (Rob Counts/Epoch Times)

Il Tianjin First, un ospedale il cui reparto trapianti era guidato dal dottor Shen, stava semplicemente costruendo un nuovo edificio, ben finanziato per gentile concessione del governo locale. Shen aveva brevettato la sua tecnica chirurgica per una rapida perfusione ed estrazione epatica, e siti ufficiali di trapianto lo definivano il «grande pioniere del trapianto» della Cina.

Ma la stampa cinese ha dedicato poca attenzione alle fonti di approvvigionamento degli organi che il medico trapiantava (piuttosto ha celebrato le sue molte operazioni salvavita). La carriera del dottor Shen è stata costruita su una catasta di cadaveri – questo è evidente – ma la vera domanda è da dove provengano. La spiegazione ufficiale sostiene che vengano utilizzati gli organi dei prigionieri giustiziati; affinché questa spiegazione fosse credibile, il numero dei trapianti dovrebbe corrispondere grossomodo a quello delle esecuzioni. Se si calcola la popolazione di una città rispetto al totale dei detenuti nel braccio della morte in tutta la Cina, a Tianjin questa quantità corrisponde a circa 40 esecuzioni all’anno.

Ma nel Tianjin First Central Hospital i numeri dei trapianti sono fuori scala. Le cifre ufficiali rilasciate dall’ospedale sono scarse, ma indagando si scopre che questa struttura, uno degli ospedali più attivi ed elogiati nel Paese, per anni ha beneficiato di un vasto appoggio da parte delle autorità: numerose volte ha trapiantato molti più organi rispetto a quanto sosteneibile con una semplice ‘fornitura’ da prigionieri giustiziati. E soprattutto, appare evidente come abbia trapiantato molti più organi rispetto a quanto dichiarato.

                      Il Tianjin First Central Hospital. (Immagine d’archivio)

Dopo aver studiato approfonditamente i documenti pubblici di questa struttura, Epoch Times ha scoperto prove sufficienti a costituire un grave dubbio – se non a demolire del tutto – la versione ufficiale sull’approvvigionamento di organi in Cina.

In realtà tutto si basa sul numero dei trapianti: è semplicemente troppo alto. Questo significa che la stragrande maggioranza degli organi trapiantati al Tianjin First Central Hospital – e, per esteso, anche in tutti gli altri principali ospedali del Paese – non poteva provenire dai prigionieri giustiziati né da un buon numero di volontari, perché in Cina il sistema di donazione volontaria è solo un traguardo recente, un’attività ancora in fase iniziale.

Inoltre la questione solleva inevitabilmente un’altra domanda, a cui le autorità cinesi non hanno mai risposto ma che hanno trovato particolarmente fastidiosa: da dove provengono in realtà gli organi? Qual è la fonte segreta che nel 2000 è diventata improvvisamente la base per un’espansione a livello nazionale in termini di capacità di trapianto, attività per cui il Tianjin First Central Hospital si pone come modello esemplare?

Per anni diversi ricercatori per i diritti umani hanno affermato che la popolazione prigioniera dei praticanti del Falun Gong (una pratica spirituale che in Cina viene perseguitata dal 1999) costituiscono la probabile fonte. Nel caso del Tianjin First, l’enorme disparità tra alcuni dati e una varietà di altre prove circostanziali, forniscono ulteriori argomentazioni che rendono più pressanti le loro rivendicazioni.

Questo problema è stato in gran parte schivato dai luminari nella comunità medica internazionale, ma le prove indiziarie che rafforzano la spiegazione alternativa continuano ad aumentare, e con esse la frustrazione tra i medici, poiché non è stato preso alcun provvedimento. Secondo i ricercatori che hanno studiato questa complessa situazione, si sta parlando di un omicidio di massa organizzato ai danni dei prigionieri di coscienza, in cui vengono utilizzati gli strumenti della medicina per trarre profitto dalla vendita degli organi dei cittadini della nazione più popolosa al mondo.

INIZIO DELLA CARRIERA DI UN CHIRURGO

Alla fine degli anni 90 Shen Zhongyang, un chirurgo specializzato in trapianti di fegato, si trova in una fase calante della sua carriera: l’industria dei trapianti d’organi in Cina è poco sviluppata, le operazioni sono rischiose, i destinatari disponibili pochi e le forniture d’organi limitate. Poi, nel maggio 1994, Shen rende il Tianjin il primo ospedale dove sia mai stato trapiantato un fegato: ha convinto un lavoratore migrante 37enne che soffre di cirrosi a sottoporsi a un trapianto. Sono anni in cui i beneficiari dei trapianti non sono tenuti ad alcun onere economico, in gran parte a causa del basso tasso di successo dell’operazione.

 

Il dottor Shen Zhongyang, direttore del centro trapianti al Tianjin First Central Hospital, in una fotografia non datata. (Kanzhongguo)

Gli anni successivi trascorrono senza sviluppi degni di nota e nel 1998 Shen torna dal Giappone, dove ha in precedenza ottenuto il suo titolo in Doctor of Medicine (equivalente in Italia a quello di ‘Dottore in Medicina e Chirurgia’). Al ritorno in Cina, spende il proprio denaro (l’equivalente di circa 14 mila euro) per creare una piccola unità di trapianto al Tianjin First Central Hospital. Il progresso è lento, in un primo momento: alla fine del 1998 la sua unità di trapianto ha eseguito solo sette trapianti di fegato, ma nel 1999 sono già 24.

Nel 2000, poi, il numero cresce rapidamente, grazie a una nuova fornitura d’organi improvvisamente disponibile. Nel decennio successivo, Shen mette rapidamente in piedi un vero business di trapianti d’organo in Cina: a Tianjin il numero continua a salire, secondo un servizio di EnorthNetnews (media portavoce del municipio di Tianjin), a gennaio del 2002 vengono eseguiti 209 trapianti di fegato, per arrivare a mille alla fine del 2003.

I successi del Tianjin First Central Hospital costituiscono un microcosmo nel sistema dei trapianti d’organi in Cina: nessuna trasparenza sulle operazioni, legami nascosti con ambienti paramilitari, reperimento d’organi rapido e inspiegabile (che suggerirebbe un gruppo dedicato di donatori che attendono solo di essere selezionati). E infine, le tecniche chirurgiche utilizzate sono tipiche del prelievo effettuato su donatori vivi o appena deceduti.

REALIZZARE L’ESPANSIONE

A dicembre 2003, l’Ufficio Comunale di Tianjin investe 18 milioni di euro per costruire un edificio di 17 piani specializzato in trapianti; questo è il momento più significativo per l’espansione del Tianjin First, un segno evidente che sta continuando la fiducia nella fornitura d’organi. L’edificio inizialmente si chiama Orient Organ Transplant Center [Centro trapianti d’organo d’oriente, ndt], con una capacità di 500 posti letto e una superficie di 36 mila metri quadrati. Sta diventando un «centro trapianti completo, in grado effettuare trapianti di fegato, rene, pancreas, ossa, pelle, capelli, cellule staminali, cuore, polmone , cornea e alla gola», secondo Enorth Netnews.

Fonte,Epoch Times,http://epochtimes.it/n2/news/rapporto-investigativo-un-ospedale-costruito-per-uccidere-3311.html#

English version,Epoch Times: Investigative Report: A Hospital Built for Murder

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