Il Tyc sospende il digiuno di bruxelles

Il Tibetan Youth Congress ha sospeso il digiuno che tre suoi militanti avevano iniziato il 10 marzo. Il presidente del TYC, Tsewang Rinzin, ha dichiarato che la decisione è stata presa dopo che il vice-presidente del Parlamento Europeo aveva fatto visita ai digiunatori e dichiarato: “Il Tibet dovrebbe essere completamente libero e indipendente.ono felice che abbiate avuto il coraggio di mostrare il vostro punto di vista alle istituzioni europee ma adesso vi chiedo di fermarvi. Non dobbiamo aggiungere altre sofferenze e morti a quelle causate dal più tirannico regime della storia del mondo”. E dopo che ieri era giunta al TYC e ai suoi militanti una lettera del presidente del Parlamento Europeo in cui questi chiedeva ai digiunatori di interrompere il digiuno assicurando che il Parlamento Europeo continuerà ad occuparsi della situazione del Tibet.

Tsewang Rinzin, nel corso della manifestazione che si è tenuta per annunciare la fine del digiuno, ha tra l’altro dichiarato: “Oggi noi chiudiamo questa campagna ma la nostra lotta continuerà fino a quando il Tibet non sarà nuovamente indipendente”.

Si chiude dunque un’altra pagina della lotta del popolo tibetano. Ma la lotta continua. E le immagini terribili che circolano in queste ore sulla Rete di come le forze di polizia cinesi massacrino i tibetani, sono lì a ricordarci che non potrebbe essere altrimenti. Che con il presente regime che governa a Pechino (”il più tirannico regime della storia” per dirla con le parole del vice-presidente del Parlamento Europeo) non può esserci alcun dialogo, alcuna tregua, alcuna apertura di credito. Chi lo pensa, tibetano o non tibetano, si illude e scambia i propri desideri per realtà. L’unica via che le donne e gli uomini del Tibet hanno di fronte per affermare il loro inalienabile diritto alla libertà e all’autodeterminazione, è un confronto aperto, e deciso con i loro oppressori. Chi non lo comprende (anche se nella più totale buonafede) e si ostina a negare la dura realtà dei fatti, è purtroppo responsabile di una politica avventurista, irrealistica, autolesionista che non aiuta certo il popolo tibetano ma al contrario lo lascia inerme e alla mercé dei suoi aguzzini.

Piero Verni

p.s. colgo l’occasione per ringraziare quanti (sia organizzazioni sia singoli individui) hanno aderito con entusiasmo all’appello in difesa dei digiunatori di Bruxelles e mi auguro che intendano continuare a rimanere attivamente al fianco della TYC e di tutti i tibetani che lottano per la libertà e l’indipendenza della loro nazione. Naturalmente questo blog continuerà ad essere a disposizione di tutti coloro che vogliano confrontare i rispettivi punti di vista riguardo alla questione tibetana e ogni intervento sarà, ovviamente, il benvenuto.

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