Il regime cinese usa farmaci per rendere mentalmente insani i dissidenti

Carol Wickenkamp e Larry Ong , Epoch Times | 16/06/2015

Ultimamente stanno emergendo sempre più casi d’incarcerazione di prigionieri politici in strutture di salute mentale in Cina. Ma il regime cinese si auto-compiace per i progressi fatti lo scorso anno nel campo dei diritti umani.

Nella foto: un paziente a cui sono state legate braccia e gambe presso l’Ospedale Psichiatrico Anxian nell’omonima contea della provincia cinese del Sichuan, il 24 agosto 2008. (China Photos/Getty Images)

Secondo quanto riferisce Radio Free Asia (Rfa), emittente radiofonica senza scopo di lucro, nel corso degli ultimi cinque anni l’anziano attivista democratico Qiao Zhongling è stato trasferito in tre differenti ospedali psichiatrici di Shanghai. L’emittente ha citato il dottor Ma Jinchun, lo psichiatra che l’ha avuto in cura.

Il 70enne Qiao è stato etichettato come ‘controrivoluzionario’ durante il tumultuoso periodo della Rivoluzione Culturale (1967-1977), poi si è unito al movimento del ‘Muro della democrazia’ e nel 1978 ha avviato il Forum per Democrazia di Shanghai. Successivamente è stato arrestato e condannato al carcere per tre anni. Infine, dopo essere stato rilasciato, è stato posto sotto sorveglianza dalla polizia.

Secondo quanto riporta Radio France Internationale, che ha citato la rivista Open Magazine di Hong Kong, Qiao si era recato a Hong Kong nel 2001 per discutere della pubblicazione di un libro e quando era poi ritornato in Cina non si avevano avute più sue notizie.

Jin Zhong, direttore di Open Magazine, ha detto a Rfa che aveva dedotto quale potesse essere la sorte di Qiao, dal momento che era venuto a conoscenza delle dichiarazioni rilasciate dal dottor Ma e della pubblicazione del libro.

Jin ha detto che il dottor Ma, che è stato assegnato a Qiao nell’ultimo ospedale psichiatrico in cui è stato ricoverato, ha dedotto che il suo paziente non era malato di mente e ha sollevato la questione all’attenzione della direzione dell’ospedale.

«Gli stavano imponendo un trattamento per malattia mentale», ha detto Jin a Rfa. «I medicinali hanno avuto ripercussioni sul suo cervello e anche un effetto negativo sulle sue arterie coronarie».

Tuttavia, la direzione dell’ospedale ha detto al dottor Ma che non potevano fare nulla per il caso di Qiao – era stato portato lì dalla polizia dicendo all’ospedale di non «immischiarsi».

Ma ha deciso quindi di aggirare il Grande Firewall – il sistema di controllo di internet del regime cinese – per avere maggiori informazioni su Qiao e ha scoperto numerosi articoli che parlavano di casi simili al suo.

È stato così che il dottor Ma «ha concluso che Qiao Zhongling fosse vittima della persecuzione del regime», ha detto Jin.

‘SALUTE E PACE’

Nella lingua cinese gli ospedali psichiatrici della Cina vengono chiamati ankang, termine che significa ‘salute e pace’. Tuttavia, queste strutture mediche hanno la reputazione di portare tutto tranne che salute e pace a quei dissidenti e prigionieri di coscienza – attivisti pro-democrazia, petizionisti e praticanti del Falun Gong – che vi vengono ricoverati con la forza.

Le vittime sono spesso sequestrate dagli agenti della sicurezza e confinate con la forza in questi ankang senza il loro consenso o quello dei loro familiari. Questo atto viola la nuova legge cinese sulla salute mentale, istituita nel 2013.

Una volta reclusi negli ospedali psichiatrici, gli attivisti per i diritti, i dissidenti e i prigionieri di coscienza sono sottoposti ad assunzione forzata di psicofarmaci, che danneggiano il loro sistema nervoso e danno luogo a sintomi come insufficienza cardiaca e perdita di memoria e, nei casi peggiori, a paralisi o a vere e proprie malattie mentali.

Il farmaco somministrato a Qiao ha già «condizionato le sue funzioni cerebrali e sta facendo più danni di quanti ne provocherebbe un pestaggio», ha detto Jin Zhong a Rfa. Ma Jinchun teme che Qiao «sarà spacciato» se il «trattamento» psichiatrico su di lui dovesse continuare.

Il dottor Ma ha ben ragione di temere il peggio.

Numerosi praticanti del Falun Gong – una disciplina spirituale tradizionale cinese che consiste nella pratica di alcuni esercizi meditativi e nell’osservanza dei principi di Verità, Compassione e Tolleranza – che sono stati rinchiusi nelle strutture psichiatriche dopo che nel 1999 il regime cinese ha iniziato una radicale persecuzione della pratica, hanno riportato gravi perdite di memoria e sono rimasti paralizzati. In un caso il praticante del Falun Gong Liang Zhiqin, al quale erano stati iniettati degli psicofarmaci, ha sofferto di insufficienza cardiaca ed è collassato due volte, e nel 2009 è morto.

DIRITTI UMANI?

«Gli enormi progressi che la Cina ha fatto nei suoi sforzi per i diritti umani dimostrano pienamente che sta prendendo la strada giusta», si legge sul libro bianco del regime cinese, nei documenti dello scorso anno riguardanti il rispetto dei diritti umani. Tra le altre cose, il documento dichiara che il regime si è impegnato a sostenere i «diritti fondamentali» e i «valori universali» del suo popolo.

Ma il quadro che emerge è l’esatto opposto, secondo le indagini effettuate quest’anno dai gruppi per la difesa dei diritti umani.

Il libro bianco è stato rilasciato l’8 giugno 2015 e nello stesso giorno Rfa ha trasmesso il racconto della detenzione di Qiao Zhongling all’interno di un ankang.

Un mese fa, l’ong Chinese Human Rights Defenders (Chrd) di Washington ha reso noto sette casi di detenzione psichiatrica forzata che si sono verificati negli ultimi sei mesi. Un caso comprendeva il figlio di un petizionista che, a quanto si dice, è stato rinchiuso in un istituto psichiatrico come atto di punizione contro il padre.

Le autorità cinesi «hanno trovato nella reclusione psichiatrica forzata una valida alternativa per limitare la libertà dei cittadini ‘fastidiosi’», ha detto la Chrd.

Nel mese di gennaio l’ong per i diritti umani Civil Rights and Livelihood Watch di Hubei in Cina, ha affermato in una relazione che sta aumentando il numero dei membri dei gruppi presi di mira dal regime cinese reclusi senza processo negli istituti psichiatrici. Rendere le persone ‘malate di mente’ «non dovrebbe mai essere utilizzato come strumento per mantenere la stabilità» in Cina, ha detto Liu Feiyue, fondatore del gruppo, a Rfa.

Fonte,Epoch Times:http://epochtimes.it/n2/news/il-regime-cinese-usa-farmaci-per-rendere-mentalmente-insani-i-dissidenti-1630.html

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