Il PCC “porge i suoi saluti”: ciberattacchi a raffica contro Epoch Times

Leo Timm,Epoch Times,15/12/2014

Quando i massimi esponenti del Pcc si dichiarano guerra politica detestano intrusioni curiose e interpretazioni da parte dei media.

Il 5 dicembre, il portavoce del Partito Xinhua ha annunciato le accuse mosse all’ex capo delle potenti forze di sicurezza della Cina Zhou Yongkang: dall’adulterio alla divulgazione di segreti di Stato; e proprio pochi giorni prima, hacker, sospettati di agire per conto delle autorità cinesi, hanno lanciato raffiche di ciberattacchi contro il sito internet dell’edizione cinese di Epoch Times.

Nella foto: Xi Jinping, segretario generale del Partito Comunista cinese, (centro) insieme a Zhang Dejiamg, (il secondo a sinistra) presidente del Comitato del Congresso nazionale dei rappresentanti del popolo, al premier Li Keqiang (il secondo a destra) e a Yu Zhengsheng, (destra), prossimo presidente della conferenza politica consultiva del popolo cinese, durante un incontro a Pechino, a marzo del 2013.(Feng Li/Getty Images)

I ciberattacchi, iniziati il primo dicembre e durati quasi una settimana, sono solo gli ultimi di una lunga serie di operazioni degli hacker lanciate dal regime cinese contro l’edizione cinese di Epoch Times sin da quando è stata istituita, nel 2000, ha raccontato il personale tecnico.

Allo stesso modo, non appena le autorità cinesi hanno pubblicamente annunciato le indagini su Zhou Yongkang alla fine di luglio di quest’anno, la pubblicazione cinese di Epoch Times è stata hackerata e il sevizio internet ha lavorato a intermittenza per diversi giorni.

Anche se è difficile individuare esattamente chi sono i colpevoli dei ciberattacchi, gli attacchi hanno lo scopo di impedire al pubblico l’accesso al sito internet epochtimes.com, e hanno tutti i segni caratteristici di una ciberoperazione guidata dallo Stato, secondo quanto ha dichiarato nelle interviste il personale tecnico del quotidiano.

In particolare la tempistica degli attacchi è spesso prevedibile: raggiunge il picco nei periodi di lotta interna del Partito Comunista, quando i lettori in Cina cercano delle notizie, dei commenti, delle spiegazioni e delle interpretazioni degli eventi non censurate, nude e crude, nel momento in cui questi avvengono.
Un articolo intitolato ‘Smascherare la brutalità di Zhou Yongkang: una storia sanguinosa’ potrebbe essere stato parte del catalizzatore dell’attacco.

Il pezzo, popolare sulla versione cinese del sito internet, spiega nei dettagli i collegamenti dell’ex zar della sicurezza con l’espianto forzato di organi ai prigionieri di coscienza vivi, e ha presumibilmente toccato un tasto dolente dei leader del Partito. Anche se epurano Zhou per corruzione, tuttavia evitano di menzionare i crimini ben peggiori di cui si è macchiato mentre era in carica.

Questo è uno schema comune nella storia politica del Partito Comunista cinese: il sistema è in grado di vendicarsi contro gli individui colpevoli, ma non ci si rivolge agli abusi sistematici del Partito, né alla persecuzione politica dei gruppi considerati nemici.

Uno di questi ‘nemici’ è il Falun Gong, una pratica spirituale radicata nelle credenze tradizionali cinesi, diventata incredibilmente popolare nel 1990 e bersagliata nel 1999 da Jiang Zemin, allora leader del Partito. Spaventato perchè la rinascita della spiritualità cinese potesse rendere irrilevante l’ideologia del Partito, Jiang ha investito massicce risorse politiche e finanziarie in quella che è divenuta una brutale e continua campagna volta a sterminare il Falun Gong.

All’inizio del 2012, durante l’epurazione di Bo Xilai – un funzionario carismatico e un alleato di Zhou Yongkang – alcuni attacchi della Cina finalizzati al diniego del servizio hanno nuovamente colpito Epoch Times. Proprio come Zhou, Bo era gravemente coinvolto non soltanto nella corruzione standard e nelle varie scappatelle amorose che stanno ora mettendo in grossi guai migliaia di funzionari del Partito, ma era anche un soldato fanatico nella guerra di Jiang Zemin – e del Partito – contro il Falun Gong.

Si ritiene che una volta trasferito nella provincia nord-orientale del Liaoning, dove il gruppo spirituale viene perseguitato con particolare brutalità, Bo abbia avviato e agevolato l’espianto di organi dai praticanti del Falun Gong e perfino autorizzato la plastinatzione dei loro corpi per la vendita a programmi di biologia umana; è quanto è emerso dalla ricerca di Ethan Gutmann, il giornalista investigativo americano, documentata nel suo nuovo libro ‘The Slaughter’.

Nonostante l’attuale amministrazione comunista porti avanti epurazioni di figure di alto livello come Zhouu Yongkang – con la speranza di diminuire il giro del potere politico profondamente radicato fondato da Jiang Zemin negli anni 90 e del 2000 – la leadership si è mostrata poco propensa a intraprendere vere e proprie riforme o a esporre l’estensione della violenza delle campagne politiche del Partito. Rivelazioni di questo tipo minerebbero probabilmente la rimanente credibilità del Partito e in questo modo anche del suo controllo politico.

Quando il sito dell’edizione cinese di Epoch Times non è soggetto a ciberattacchi, gli speciali sugli intrighi politici del Partito Comunista generano un profondo interesse, sia nella diaspora cinese che all’interno della Cina, dove gli utenti internet utilizzano dei software di aggiramento per accedere ai siti internet. Il traffico spesso raddoppia nei periodi di lotta politica.

Il personale tecnico di Epoch Times si è ormai abituato alle intromissioni. Come ha sarcasticamente commentato un membro del personale tecnico successivamente ai recenti attacchi, «Il Partito Comunista è venuto a porgere i suoi saluti».

Fonte,Epoch Times, http://www.epochtimes.it/news/il-pcc-porge-i-suoi-saluti-ciberattacchi-a-raffica-contro-epochtimes—127655

English version,Epoch Times,click here: With Cyberattacks Against Epoch Times, the Party ‘Sends Its Regards’

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