Il papa approva un Compendio della sua Lettera ai cattolici della Cina

La pubblicazione a due anni dalla Lettera e nel giorno della Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina. La Lettera sta favorendo l’unità fra Chiesa ufficiale e sotterranea, ma l’Associazione patriottica vigila sulla loro divisione con controlli e arresti.

A due anni dalla pubblicazione della sua Lettera ai cattolici cinesi, Benedetto XVI ha approvato un”Compendio” del documento che da domani sarà disponibile sul sito vaticano in cinese e in inglese. Domani è anche la Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina, lanciata da pontefice proprio a conclusione della Lettera.

Secondo la dichiarazione della Sala stampa della Santa Sede, il Compendio riprende “gli elementi fondamentali” del documento, ma “secondo il genere letterario catechistico di domande e risposte”. Il Compendio era stato voluto con forza dal card. Joseph Zen, già vescovo di Hong Kong, grande paladino della libertà religiosa in Cina.

Esso “ripropone fedelmente, nella struttura e nel linguaggio, i contenuti della suddetta Lettera, riportando ampi estratti del suo testo. Esso, con l’aggiunta di alcune note a piè di pagina e di due brevi Appendici, si presenta come un autorevole strumento che può favorire una conoscenza più approfondita del pensiero di Sua Santità su alcuni punti particolarmente delicati”.

Alcuni fra i punti “delicati” riguardano il modo con cui trattare l’Associazione patriottica – l’organismo che controlla la Chiesa ufficiale, e che vuole edificare una chiesa indipendente dalla Santa Sede – la cui finalità viene dichiarata dal papa “inconciliabile con la dottrina cattolica”.

Diversi cattolici in Cina e all’estero pensano che dopo la Lettera, rimane necessario rapportarsi con l’Ap, come un “male minore” e dichiarano esaurito il periodo della Chiesa sotterranea, che rifiuta ogni collaborazione con l’Ap.

Dopo la pubblicazione della Lettera alcuni vescovi sotterranei hanno cercato di farsi riconoscere dal governo, rifiutandosi di iscriversi all’Ap. Ma il governo non ha accettato ed essi rimangono ancora dei vescovi illegali e passibili di prigione.

La Lettera del papa non ha potuto essere distribuita con facilità in Cina: l’Ap ne ha proibito la diffusione e i siti web che la riportavano hanno dovuto cancellarla. Alcuni sacerdoti che l’avevano distribuita sono stati arrestati. La Lettera in versione integrale, riportata sul nuovo sito web cinese della Santa Sede, è inaccessibile in Cina.

Il comunicato di oggi conferma comunque che il documento di Benedetto XVI ha avuto “grande e favorevole accoglienza” fra i cattolici cinesi che hanno potuto conoscerla”.

Uno dei frutti di tale Lettera è una maggiore unità e collaborazione fra cattolici ufficiali e non ufficiali. Diversi vescovi sotterranei hanno cominciato a collaborare per una pastorale comune con i vescovi ufficiali, ma a causa di questo sono incorsi nella persecuzione. In questi mesi i vescovi riconosciuti dal governo sono stati chiamati molte volte a subire per settimane e perfino per mesi sessioni politiche sul valore della politica religiosa del Partito comunista cinese. I vescovi sotterranei rimangono per la maggior parte agli arresti domiciliari. Tre vescovi sotterranei sono invece scomparsi nelle mani della polizia. Essi sono: mons. Giacomo Su Zhimin (diocesi di Baoding, Hebei), 75 anni, arrestato e scomparso dal 1996; mons. Cosma Shi Enxiang (diocesi di Yixian, Hebei), 86 anni, arrestato e scomparso il 13 aprile 2001; mons. Giulio Jia Zhiguo, scomparso per l’ennesima volta il 30 marzo scorso, proprio mentre si apprestava a lavorare insieme al vescovo ufficiale di Shijiazhuang, mons. Jang Taoran.

 

di Bernardo Cervellera

da Asia news

23/05/2009

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