Il Papa al card. Zen: “Dovreste essere al santuario di Sheshan”

Il vescovo emerito di Hong Kong ha guidato una veglia di preghiera per la libertà religiosa e la Chiesa in Cina, e ha rivelato uno scambio di battute avvenuto con Benedetto XVI nel corso del pellegrinaggio a Fatima.

“Il vostro cuore, cardinal Zen, dovrebbe essere nel santuario mariano di Sheshan”. Lo ha detto Benedetto XVI al vescovo emerito di Hong Kong durante il recente pellegrinaggio a Fatima, lo scorso 13 maggio. Il porporato ha risposto al Papa: “Dato che non posso essere a Sheshan, sono venuto qui”. E ha aggiunto che avrebbe pregato ancora di più per la sofferente Chiesa cinese il 24 maggio a Torino, giorno dedicato a Maria ausiliatrice.

L’episodio è stato raccontato dallo stesso card. Zen nel corso di un incontro con circa 100 cattolici di Hong Kong, che si è svolto il 18 maggio. La congregazione si era riunita per pregare proprio a favore della Chiesa in Cina. La battuta del Papa si riferisce alla proposta lanciata dallo stesso Benedetto XVI nella Lettera alla Chiesa di Cina, pubblicata nel 2007: il pontefice aveva chiesto ai cristiani di dedicare, il 24 maggio, un giorno di speciale venerazione al santuario mariano di Sheshan, nei pressi di Shanghai.

Quella giornata, aveva scritto ancora il Papa, “potrebbe essere un’occasione per i cattolici di tutto il mondo di unirsi in preghiera con i loro fratelli cinesi”. La comunità cinese che vive in Italia ha osservato questo giorno di preghiera l’8 e il 9 maggio scorso, riunendosi per pregare anche in occasione del 400mo anniversario della morte di p. Matteo Ricci, il grande missionario gesuita nativo di Macerata.

Parlando ai fedeli della situazione della Chiesa cinese, il porporato ha detto che i vescovi della Cina continentale sono “desolati”, dato che sono controllati e sotto pressione, ma ha aggiunto che non devono avere paura e debbono rimanere saldi nei loro principi. Nel corso delle ultime ordinazioni e installazioni episcopali, con vescovi approvati dal Papa, alcuni presuli ordinati in maniera illecita hanno cercato di concelebrare.

A questo proposito, il cardinal Zen ha ricordato il comunicato emesso dalla Commissione Cina-Vaticano dopo la riunione dello scorso marzo. Secondo il testo, “i vescovi cinesi hanno la piena dignità e responsabilità di guidare le comunità cattoliche; devono evitare gesti che vanno contro la comunione con il Papa, come ordinazioni episcopali, concelebrazioni e incontri pubblici con vescovi illeciti”.

Nel corso dell’incontro di preghiera, organizzato dalla Commissione diocesana giustizia e pace, è stato mostrato un video del  vescovo di Yongnian, mons. Han Dingxian, morto in carcere nel 2007; oltre a questo, sono stati ricordati con delle fotografie il vescovo di Zhengding, mons. Giulio Jia Zhiguo, e quello di Baoding mons. Giacomo Su Zhimin. Entrambi sono scomparsi; tutti e tre i vescovi non sono riconosciuti dal governo cinese.

Due cattolici cinesi hanno inviato un messaggio audio in cui parlano della loro vita e di come praticano la fede, notando la solitudine e la mancanza di formazione spirituale di diversi sacerdoti locali: “Nelle comunità cattoliche cinesi, soprattutto rurali, si recita il rosario e si partecipa alla messa. Nelle città i giovani sono attivi nella formazione e nell’evangelizzazione”.

I partecipanti hanno pregato per la libertà religiosa del Paese e in maniera particolare per i cattolici in prigione, per le vocazioni sacerdotali e per l’unità delle comunità cattoliche. Infine hanno accesso diverse candele sotto una mappa della Cina, per indicare dove si concentreranno le loro preghiere nella giornata speciale dedicata alla Vergine di Sheshan.

Fonte: Asianews, 20 maggio 2010

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