Il Dalai Lama lancia l’allarme Tibet: il ghiaccio si sta sciogliendo

A causa del riscaldamento globale, 2/3 dei ghiacciai presenti in Tibet potrebbero sciogliersi entro il 2050. Per questo motivo, il quattordicesimo Dalai Lama Tenzin Gyatso chiede ai leader dei 200 paesi che si incontreranno prossimamente a Parigi per la COP21 – Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici – di agire per salvare i ghiacci della nazione più alta del mondo, in cui è custodita la più grande riserva di acqua dolce oltre al Polo Nord e Polo Sud.

dalai lama

Nel comunicato apparso sul Guardian qualche giorno fa, la guida spirituale buddhista dichiara che “l’altopiano tibetano ha sofferto un aumento della temperatura media di 1,3 gradi negli ultimi 50 anni, circa 3 volte l’aumento della temperatura media globale”.

In un video messaggio diretto ai leader e a tutti noi (lo trovate in fondo all’articolo), il Dalai Lama fa riflettere su come il cambiamento climatico sia “un problema creato dall’essere umano”, e di come sia quindi responsabilità diretta di ognuno di noi porvi rimedio, trovando metodi che vadano aldilà della richiesta d’aiuto da Dio, Buddha o Allah. Egli, infatti, nota come sia prassi rivolgersi con la preghiera a Dio per risolvere problemi creati dall’uomo stesso, affermando quanto questo sia spesse volte “molto illogico”.

Proseguendo nel messaggio, egli pone altresì l’accento sulla necessità di una risposta comune in questo ambito, ricordando che “Questa non è una questione di una o due nazioni. Questa è una questione dell’umanità. Il nostro Mondo è la nostra casa” e aggiungendo poi che “Non c’è un altro pianeta dove potremmo spostarci o vivere”.

Si rivolge infine alle nuove generazioni, invitando i giovani a prendere maggiormente a cuore la protezione del nostro pianeta, incluso l’altopiano del Tibet.

Non sono solo le questioni globali a preoccupare il governo esiliato dalla regione: a seguito dell’occupazione cinese, intere comunità tibetane sono state costrette – spesso con la forza – ad abbandonare le loro terre, ed ora nessuno è in grado di preservare efficacemente quest’enorme riserva di acqua dolce, un tetto del mondo sempre più fragile.

Come afferma il primo ministro in esilio, Lobsang Sangay, “i tibetani devono avere l’ultima parola su ciò che succede nella loro terra. I nomadi tibetani sono gli esperti custodi dei pascoli montani, e la loro conoscenza ed esperienza deve essere riconosciuta”.

Landscape and snow covered mountains, Tibet | by reurinkjan on flickr.com

Il cambiamento climatico non colpisce soltanto i ghiacci himalayani: i suoi effetti sono allarmanti su tutte le riserve di acqua dolce delle catene montuose, a cominciare da Alpi e Appennini.

Grazie alle rilevazioni dell’ESRIN – centro italiano ESA dedicato all’osservazione della Terra – è oggi possibile elaborare dati molto precisi su tutti i fenomeni connessi al climate change, compreso lo scioglimento dei ghiacci dovuto all’innalzamento della temperatura globale.

In questo ambito, grazie all’impiego di CryoSat – 2, un satellite di ultima generazione utilizzato dai ricercatori italiani dell’ESA nel monitoraggio delle calotte polari, è ora possibile verificare come, nonostante un temporaneo arresto dovuto alla fredda estate del 2013, i ghiacci sono tornati a sciogliersi a ritmi preoccupanti anche nel 2015.

La scienza e i ricercatori danno un prezioso contributo alla salvaguardia del nostro pianeta ma, come ricordato dal Dalai Lama, sono le scelte personali e politiche che possono fare davvero la differenza nella salvaguardia del nostro pianeta e dell’intera umanità.

Il 2015 è l’anno della Conferenza Internazionale sul Clima COP21, in programma a dicembre a Parigi. Questo appuntamento rappresenta la nostra ultima opportunità: se disatteso, le conseguenze saranno probabilmente peggio di quanto possiamo immaginare.

Impegni concreti e precisi sono ciò che il mondo della scienza e della spiritualità chiedono ai politici. Per la prima volta, con l’appello di Papa Francesco, del Dalai Lama e degli scienziati dell’ESA, scienza e fede si trovano alleate, in una strenua battaglia contro interessi politici che rischiano di far compiere scelte scellerate senza ritorno.

Fonte: Silvia Falsetto, ehabitat.it

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