I prodotti nocivi cinesi portano alti profitti e tanti danni….

I prodotti nocivi cinesi non causano solo alti profitti per il regime e per le numerose compagnie nazionali e multinazionali che producono o investono nel paese asiatico ma anche grandi danni ai consumatori e tanto sfruttamento umano…..L’importazione di prodotti nocivi dalla Cina è ormai una notizia che appare frequentemente sulla stampa internazionale : giocattoli con elementi tossici, latte, caramelle e prodotti dolciari ed alimentari con melanina sono tra i molti esempi.  Fonti cinesi lo confermano.  Il Nanfang Daily ha recentemente notato che il diffuso uso della melanina nei mangimi animali, per il suo basso costo, è “un segreto alla luce del sole”, “con conseguenze molto maggiori che lo scandalo del latte in polvere”. Anche l’agenzia statale Xinhua e l’organo ufficiale del Partito comunista People’s Daily hanno confermato la notizia. L’agenzia Associated Press ha intervistato il dirigente di una fabbrica di mangimi dell’Henan, rimasto anonimo, che conferma essere “assai comune che il mangime per le galline da uova contenga melamina… per il suo basso costo”. Oltre 53mila neonati si sono ammalati ai reni per il consumo del latte in polvere (con almeno 4 morti), 2.390 sono ancora in ospedale e continuano i ricoveri: 90 solo il 29 ottobre.  Dopo che sono state coinvolte le principali ditte cinesi, come la Sanlu, (produttrici di circa il 60% del latte fresco e di gran parte del latte in polvere), in tutto il mondo sono stati banditi o sottoposti a rigide analisi i prodotti cinesi contenenti latte. Molte marche famose, anche occidentali, hanno stabilimenti in Cina, oppure fanno uso di latte in polvere e crema cinesi. Il colosso britannico Cadbury ha richiamato 11 suoi tipi di cioccolato prodotti a Pechino e distribuiti a Taiwan, Hong Kong e in Australia, che sono risultati contenere melamina. In Indonesia sono in corso accertamenti sui biscotti Oreo della Kraft Foods e sulle pasticche M&Ms e gli Snickers della Mars, fatti in Cina e che conterrebbero alte quantità della sostanza. A Hong Kong la Heinz Foods ha ritirato la sua zuppa di cereali per bambini nella quale ha riscontrato tracce di melamina. A Taiwan la Pizza Hut ha trovato la sostanza nel suo formaggio, peraltro fornitole dalla taiwanese Kaiyuan Company, la cui fonte non è nota. La preoccupazione è grande soprattutto a Taiwan e nella Corea del Sud (ma anche in Giappone), Paesi che usano in grande misura creme e latte in polvere cinese per i loro prodotti: come lo snack Misarang Custard della coreana Haitai Confectionary, per il quale le autorità sanitarie hanno ordinato di sequestrare e distruggere l’intera quantità in circolazione.  A Hong Kong è stata trovata melamina anche in crackers e cereali per bambini. Fonti di stampa hanno detto che c’era persino in marche di latte per bambini della Nestlé – anche se in quantità “non nociva” – e il prodotto è stato tolto dagli scaffali. Ma la ditta svizzera ha smentito la contaminazione. Dall’Olanda è giunta invece notizia secondo cui sono stati ritirati dagli scaffali biscotti e caramelle del marchio cinese Koala, seguendo un analogo provvedimento preso contro noccioline e biscotti al cioccolato dello stesso brand. Anche nell’isola di Malta, gli ispettori del Ministero della Sanità hanno disposto il sequestro di 257 confezioni di biscotti prodotti in Cina e contenenti la sostanza chimica incriminata; via dai negozi i marchi Koala e White Rabbit, i quali sarebbero giunti nei negozi maltesi attraverso importatori che commerciavano con l’Olanda. Anche in Asia sono state prese misure. Nel Nepal il governo maoista ha messo al bando latte e prodotti caseari cinesi. Il primo Paese asiatico a mettere al bando i prodotti cinesi dopo lo scoppio dello scandalo del latte contaminato dalla melamina è stata l’India. La decisione di New Delhi è stata seguita da altri governi asiatici che hanno applicato diverse politiche per correre ai ripari. Paesi come Vietnam, Corea, Giappone, Brimania e Taiwan hanno ritirato dal commercio diversi prodotti a rischio o imposto il bando ad alimenti che vanno dalle caramelle a cibi contenenti proteine vegetali. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha duramente criticato la scarsa sicurezza alimentare in Cina, ritenuta del tutto insufficiente. “E’  un sistema disgregato con le competenze disperse tra ministeri diversi e uffici che hanno scarsi contatti e a volte rispondono con lentezza” ha dichiarato Jorgen Schlundt, capo della Sicurezza alimentare dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, durante una conferenza stampa, tenuta a Pechino a Ottobre riguardo a come la Cina ha gestito lo scandalo-latte.L’Unione europea nel 2007 ha importato dalla Cina circa 19.500 tonnellate di prodotti dolciari, tra caramelle, cioccolati e biscotti. Mentre gli Usa hanno importato nel 2008 circa 900mila chilogrammi di proteine derivate dal latte, la caseina, utilizzata come ingredienti di molti cibi.

Negli USA esistono forti controlli sulle importazioni cinesi. A maggio del 2008 la “American Toy Industry Association” ed il “American Standards Institute” hanno sviluppato un nuovo programma di certificazione dei giocattoli riguardo alla loro igiene e sicurezza. Il 26 settembre l’Amministrazione Usa per alimenti e medicine ha anche avvertito di non consumare sette marche di caffé istantaneo e di tè al latte della linea Mr. Brown, che la King Car Food Industrial Co. Ltd produce in Cina dalla Shandong Duqing Inc. e che ha ritirato dal mercato “per la possibilità di contaminazione con melamina” nella crema. Nell’UE esiste una direttiva dal 2001, la “2001/ 95 / EC” – General Product Safety Directive” che non sembra essere applicata. Da molto tempo il Parlamento Europeo “parla” di misure per l’etichettatura. Finalmente, a settembre di quest’anno, il Parlamento ha sollecitato  la rapida indicazione del paese d’origine sui prodotti importati, la revisione della direttiva sulla sicurezza dei  giocattoli e la creazione di un marchio europeo per la sicurezza dei consumatori. Occorre poi rendere più credibile il marchio CE e chiarire le responsabilità di produttori e importatori in caso di abusi, anche con sanzioni, sostengono giustamente i parlamentari. E’ poi necessario aumentare l’efficacia del sistema RAPEX e rafforzare la cooperazione con i paesi terzi, in particolare con la Cina. Il sistema RAPEX è un sistema di emergenza che informa i paesi membri dell’UE riguardo l’importazione di prodotti tossici. Consultando il sito   si può osservare la forte importazione di prodotti cinesi nell’Unione Europea. Inoltre questi giorni il Parlamento Europeo ha discusso e richiesto una nuova direttiva sui giocattoli importati che possa dare maggiori garanzie ai consumatori. Vedi il testo .

Noi speriamo veramente che le nostre autorità nazionali ed europee si rendano presto conto del danno sociale ed economico di questa corsa al profitto… di questa venerazione per il dio danaro nella Cina capital comunista e che le stesse autorità prendano le misure necessarie per proteggere la salute e gli interessi dei popoli europei.  Domandiamoci chi trae vantaggio da questo “commercio” con la Cina? Le centinaia  di milioni di lavoratori e contadini cinesi sfruttati dal partito?  Le centinaia di migliaia di disoccupati europei? O, forse, solo le multinazionali ed il regime totalitario cinese ?

Questa devozione del dio danaro si verifica anche in occidente dove molte imprese delocalizzano e fanno accordi per produrre in Cina e quindi per aumentare i loro profitti. Quanti dei prodotti cinesi importati in Europa sono manufatti nei Laogai ? Da dove vengono i prodotti cinesi ad 1 euro distribuiti dalla catena Eurocity ?

Perchè questa “resistenza” a fare ciò che è giusto ? Perchè nonostante le denunce delle organizzazioni umanitarie internazionali, dell’ONU, del Congresso USA, del Bundestag tedesco e del parlamento italiano contro  il sistema dei LAOGAI, la repressione religiosa, le esecuzioni di massa, il traffico di organi umani e la continua violazione dei diritti umani in Cina,   le autorità politiche ed economiche nazionali ed internazionali occidentali continuano imperterrite a collaborare con Pechino ed i mass media presentano, prevalentemente, l’immagine di una Cina in prodigiosa crescita economica e con un promettente progresso sociale ?? Perchè l’argomento che l’incremento dei rapporti commerciali porta a un miglioramento del rispetto dei diritti umani è stato applicato  ad alcuni paesi come la Cina e non ad altri come il Sud Africa dell’apartheide o all’Iraq di Saddam Hussein ?  Perchè per la protezione dei propri marchi di fabbrica e brevetti il mondo degli affari insorge e pretende ritorsioni e sanzioni contro la Cina, ma ciò non accade per i prodotti manufatti dal lavoro forzato e dallo sfruttamento umano ?

Purtroppo solo perchè lo sfruttamento umano è fonte di alti profitti per il regime comunista cinesi ed i suoi amici e protettori occidentali. Crediamo che l’umanità, in buona fede, sia rimasta vittima delle teorie liberiste che hanno promosso una concezione della societa’ ispirata all’utilitarismo, all’individualismo ed al materialismo, limitando l’oggetto delle attività economiche alla ricchezza materiale, separando l’economia dalla visione integrale dei fini etici della società ed identificando il principio economico con l’egoismo individuale

Questa erronea visione della vita ha relativizzato tutto ed ha prodotto una mentalità dove “è giusto ciò che conviene”. Non a caso Giulio Tremonti nel suo ultimo libro “la paura e la speranza” denuncia come si è creato “un tipo umano che non solo consuma per esistere, ma che esiste per consumare. Un uomo che pensa come consuma e consuma come pensa, per cui i vecchi simboli civili e morali sono sostituiti dalle icone e dalle immagini commerciali”… E’ stata questa attitudine mentale, questo “relativismo” assoluto e questo regresso a valori meramente materiali che ha permesso che gli interessi delle banche e delle multinazionali prevalgano all’interno di organizzazioni internazionali come le NU, l’UE e il CIO.

Quindi, ritroviamo i nostri valori e troveremo le soluzioni ! Tutti noi ci sentiamo spesso una goccia nell’oceano ma non dimentichiamo che l’oceano è composto da tantissime gocce e che tutti possono fare qualcosa : diffondere le verità scomode, scrivere a giornali, intervenire presso i propri rappresentanti politici e sindacali e boicottare i prodotti cinesi.

Giustamente Tomas Jefferson disse “All tyranny needs to gain a foothold is for people of good conscience to remain silent”


Toni Brandi





 

Condividi:

print print
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.