“I cinesi non clonano la Panda” Legittimata la libertà di copiare

Colpo di scena nella guerra fra Fiat e i cinesi che producono una copia della Panda: un giudice dell’alta corte della provincia cinese del Hebei ha infatti appena respinto il ricorso con cui il Lingotto accusava il costruttore cinese di aver copiato spudoratamente la Fiat Panda per realizzare il suo modello GW Peri. Così se così il tribunale di Torino aveva punito il costruttore asiatico vietando l’importazione in Europa della loro vettura e infliggendo una multa alla Great Wall di 15.000 euro per ogni “Peri” importata in Europa la giustizia cinese rimette tutto in gioco e scagiona il gruppo automobilistico Great Wall Motors

Per i cinesi fra l’altro “la sentenza è finale e conclusiva e nessun ulteriore appello può essere presentato”. Ma questo solo in Cina perché in Europa la situazione è diversa e il clone della Panda non potrà essere importato. In ogni caso per l’azione legale della Fiat si tratta di una mezza sconfitta perché il colosso torinese contava di bloccare la distribuzione del clone della Panda anche in tutti i Paesi asiatici.

Non solo: la sentenza del giudice dell’alta corte della provincia cinese del Hebei apre preoccupanti scenari: se nemmeno un clone così smaccato (guardate le prove usate in tribunale a Torino con la sovrapposizione delle immagini…) verrà bloccato, questo significa che i cinesi di fatto avranno la libertà più totale di copiare quello che vogliono, dalla Smart alla Mini, passando per supercar come Ferrari e Porsche. Per i loro “designer” a questo punto c’è solo l’imbarazzo della scelta…

di Vincenzo Borgomeo

(Fonte: La Repubblica, 6 gennaio 2009)

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