I cattolici in Cina

A gennaio migliaia di fedeli hanno partecipato alla S.Messa funebre di Mons. Leo Yao Liang, condannato a 30 anni di lavori forzati per aver rifiutato di entrare nella Chiesa Patriottica, e ciò nonostante le difficoltà imposte dalla polizia comunista cinese che si è schierata per frenare la partecipazione di fedeli. Secondo il ricercatore Antony Lam dell’Holy Spirit Study Centre della diocesi di Hong Kong, la morte di mons. Yao porta a 94 il numero di vescovi presenti in Cina: 38 della Chiesa sotterranea e 56 della Chiesa ufficiale. Nel 2009 sono morti 7 vescovi cinesi, 3 sotterranei (compreso Yao) e quattro della Chiesa patriottica ufficiale. La persecuzione dei cattolici in Cina è iniziata già nel ventennio prima della conquista del potere da parte di Mao Zedong nel 1949. Nel novembre del 1927 le guardie rosse massacrarono 600 persone nel piccolo villaggio di Jiesheng nel Guangdong, quasi tutti cattolici. Nel febbraio del 1940 le truppe di Mao trucidarono 12 religiosi cinesi della Congregazione di S. Giovanni. Nel 1947 , 36 monaci del Monastero di Yanjiping vennero uccisi. La Laogai Research Foundation Italia ha pubblicato un fascicolo sulla “Persecuzione dei cattolici in Cina” (reperibile sul sito della Laogai) che spiega la situazione dei cattolici nel paese asiatico, partendo dalla politica contro la Chiesa iniziata da Mao Tse Dong fino alla situazione dei nostri giorni. Il Comunismo cinese, per la sua natura atea, materialista e totalitaria, pone lo Stato al vertice di ogni valore e tutto è concepito nella funzione ultima di sostenere il potere assoluto del Partito Comunista (PCC) che lo incarna. Migliaia sono i martiri della Chiesa Cattolica cinese, fra questi S.E. il Cardinale Kung Pin Mei, detenuto per 32 anni nei laogai, Padre Beda Zhang, che morì per le torture ricevute dopo 94 giorni di carcere, Padre Saverio Cai (Tsai) che passò 35 anni della sua vita nei laogai. Padre Mathew-Koo trascorse 10 anni della sua vita in carcere e 19 nei laogai. La sua condanna fu prolungata perché trovato a pregare mentre era detenuto.  Quanti dei nostri peggiori criminali hanno scontato una pena così lunga?  Vista la crisi e poi il tracollo delle economie socialiste in Europa, la politica cinese ha deciso per un cambiamento, presentando al mondo la sua moderna “economia socialista di mercato”, una forma stravolta di capitalismo sfrenato e corrotto, dominato dai vertici del Partito, una classe di privilegiati e sfruttatori del popolo. Un connubio tra il peggio del capitalismo ed il peggio del marxismo. Lo Stato rimane totalitario: il mantenimento del potere e la sua stessa sopravvivenza impongono la rinuncia ad ogni reale istanza di democrazia e il mantenimento degli strumenti tipici dei regimi comunisti. La persecuzione continua ai giorni nostri: Mons. Han Dingxian, dopo aver passato almeno 35 anni della sua vita nei laogai, è morto in ospedale nel 2007. La sua salma è stata immediatamente cremata per nascondere le torture. Mons. Liu Difen, morto in prigione, il corpo venne consegnato ai parenti che poterono notare due buchi alla schiena, in cui si poteva infilare il dito, segno di torture. Ancora oggi, non si hanno notizie di molti prelati, fra questi Mons. Giacomo Su Zhimin, 76 anni, arrestato dal 1997. Non si hanno notizie di lui dal novembre 2003. Mons. Cosma Shi Enxiang, 87 anni, arrestato il 13 aprile 2001, precedentemente incarcerato per 30 anni. Anche i fedeli continuano ad essere perseguitati. E’ il caso di una piccola comunità del Fanzhi (regione dello Shanxi): sono rimasti  appena 80 fedeli, dei tremila che erano nel 1949. Essi chiedono la restituzione degli edifici religiosi sequestrati dal governo negli anni ’50 per “scopi sociali”. La comunità non ha una Chiesa e avrebbe legalmente il diritto di rientrare in possesso dei beni. Invece il governo locale ha venduto la zona ad una associazione buddista per la costruzione di una pagoda. Purtroppo la comunità non può mostrare i documenti di proprietà, persi a causa dell’esproprio e delle distruzioni dei decenni passati. Una delegazione di fedeli, che il 2 giugno 2008 è andata sul cantiere per discutere con i responsabili, è stata malmenata in modo selvaggio riportando lesioni e fratture. In seguito i fedeli sono stati minacciati di non poter più incontrarsi a pregare se i lavori di costruzione fossero stati fermati. La situazione del Fanzhi è simile a quella di altre comunità in Cina, che non tornano in possesso di chiese e terreni sequestrati. Negli anni scorsi (2005) ha fatto scalpore il pestaggio a sangue a Xian di 16 suore che difendevano una scuola dalla distruzione e quello di 50 sacerdoti e suore a Tianjin, che cercavano di difendere le proprietà della Chiesa. Un altro caso eclatante è accaduto nel giugno del 2004: Jiang Zongxiu, una donna di 34 anni, è morta in prigione per le percosse ricevute il giorno della sua detenzione. La donna era stata imprigionata perchè faceva circolare Bibbie nella provincia di Guizhou; la notizia è stata riportata da un giornale dello Stato, il Legal Daily. Dopo le Olimpiadi nulla è cambiato in Cina e la persecuzione dei cattolici continua. Nel mese di marzo del 2009, due picchiatori hanno ridotto in malo modo un sacerdote che era stato chiamato dal sindaco per discutere su un terreno espropriato alla Chiesa. Il pestaggio è avvenuto proprio nell’ufficio dell’autorità comunale. Padre Francesco Gao Jianli, 39 anni, sacerdote della diocesi di Fengxiang (Shaanxi), è stato ricoverato nell’ospedale di Baoji, a causa delle percosse ricevute. Soprattutto nell’Hebei, la regione con la massima concentrazione di cattolici, le comunità sotterranee sono sotto continua pressione e viene loro proibito di incontrarsi per la S. Messa. Un sacerdote di Dung Lu, Padre Paolo Ma, 55 anni, ha recentemente celebrato l’Eucarestia con alcuni fedeli sotterranei e per questo è stato arrestato. Il 30 marzo 2009, in concomitanza con l’incontro in Vaticano della Commissione Plenaria sulla Chiesa in Cina, è stato nuovamente arrestato Mons. Jia Zhiguo, di 74 anni, che, ad oggi, è ancora nelle mani della polizia. Mons. Jia soffre di vari disturbi a causa delle carcerazioni passate e per la sua età; i fedeli della diocesi sono preoccupati che il nuovo sequestro possa metterlo in pericolo di vita. Questo ennesimo arresto colpisce al cuore i tentativi posti in essere dal Vaticano di voler riconciliare Chiesa ufficiale e sotterranea, anche se il desiderio di unione fra i vescovi dell’una e dell’altra persiste. Il 3 marzo di quest’anno (2010) è stato arrestato un sacerdote della Chiesa clandestina fedele al Papa, P. Giovanni Battista Luo, 39 anni, per aver organizzato un campo invernale con 300 studenti.  È possibile che tutti questi martiri, passati e presenti, possano essere sacrificati agli interessi economici del regime comunista cinese e delle multinazionali che fanno affari con Pechino? Il senso religioso è talmente radicato nell’essere umano che non è stato possibile estirparlo del tutto. Nei più di mille laogai attualmente attivi, si presumono imprigionati da tre a sei milioni di persone, molti dei quali vi si trovano solo perchè credenti.  Un’approfondita indagine effettuata da due professori dell’Università Normale di Shanghai, Tong Shijun e Liu Zhongyu, ha rivelato che le religioni si stanno sviluppando in modo imprevisto con un numero sempre crescente di credenti, specialmente tra i giovani. In essa si dimostra che in Cina ve ne sono almeno 300 milioni, il triplo di quanto stimato alcuni anni fa dal governo, ma il totale aggiornato e realistico potrebbe essere molto superiore. Anche il rapporto annuale di China Aid concorda nel segnalare un significativo aumento del fenomeno religioso. L’indottrinamento materialista realizzato in questi decenni non è riuscito a colmare l’ansia di bene, di felicità e di Verità inscritta nei cuori umani, per loro natura rivolti al trascendente. La dilagante corruzione e l’immoralità diffusa causano un senso di disgusto esistenziale che solo la religione riesce a superare. Ricordiamo una parte della Preghiera a Nostra Signora di Sheshan.
“Nostra Signora di Sheshan, sostieni l’impegno di quanti in Cina, tra le quotidiane fatiche, continuano a credere, a sperare, ad amare, affinché mai temano di parlare di Gesù al mondo e del mondo a Gesù.
Nella statua che sovrasta il Santuario tu sorreggi in alto tuo Figlio, presentandolo al mondo con le braccia spalancate in gesto d’amore. Aiuta i cattolici ad essere sempre testimoni credibili di questo amore, mantenendosi uniti alla roccia di Pietro su cui è costruita la Chiesa. Madre della Cina e dell’Asia, prega per noi ora e sempre.  Amen!”
Preghiamo ed agiamo per i martiri passati e presenti della Chiesa Cattolica in Cina!
Toni Brandi, 15 marzo 2010

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