Hubei: donna arrestata fornisce un resoconto personale delle torture subite

È stato recentemente approvato dalla procura (*) l’arresto di una residente della città di Daye, in provincia di Hubei. La motivazione, quella di aver citato in giudizio l’ex dittatore cinese Jiang Zemin.


Nel novembre 2015 la signora Zhu Xixia è stata presa in custodia. Nel 2008 era stata già arrestata e durante la sua detenzione illegale, ha subito torture e iniezioni di droghe sconosciute. Ora con l’autorizzazione all’arresto, probabilmente dovrà affrontare il processo per aver presentato una denuncia penale contro Jiang.

L’ultimo arresto, la tortura e il lavoro forzato

La signora proviene dal distretto di Mingshan nella città di Daye, in provincia di Hubei. È stata arrestata il 3 novembre 2015 dalla polizia della Divisione di Sicurezza Interna di Daye e dalla sottostazione di polizia di Mingshan, col pretesto di indagare sulla sua denuncia.

Gli ufficiali hanno saccheggiato la sua casa, le hanno portato via i soldi, un computer e più di 90 libri della Falun Dafa. La signora è stata inviata al primo centro di detenzione di Huangshi, senza avere il permesso di ricevere visite dai familiari.

Il 18 dicembre, dopo la conferma del suo arresto, ha ricevuto una visita dal suo avvocato e le ha raccontato che per tre giorni ha avuto le mani legate dietro la schiena perché si è rifiutata di firmare quello che volevano.

 
Ricostruzione tortura: ammanettata con le mani dietro la schiena

È stata costretta ogni giorno a svolgere lavori manuali senza paga e con un compito al di sopra delle sue possibilità. Ogni volta che non è riuscita a portarlo a termine, non ha ricevuto il cibo ed è stato detratto dal deposito della famiglia il denaro per le spese quotidiane.

Nel 2008, ha subito iniezioni di droghe sconosciute in un centro di lavaggio del cervello, compromettendo le sue capacità motorie in modo permanente. Non era più in grado di finire il lavoro quotidiano assegnatole nel centro di detenzione.

Resoconto personale

Quanto segue è il racconto personale della signora Zhu, di come ha beneficiato della Falun Dafa e come è stata perseguitata dal regime comunista per essersi rifiutata di rinunciare alla sua fede.

Una nuova vita dopo aver praticato la Falun Dafa

Soffrivo di vertigini e forti mal di testa. A volte, non riuscivo nemmeno a pensare e mi sentivo esausta per tutto il tempo. Ero arrivata al punto di crollare mentalmente dopo essere stata costretta a letto per due mesi. Ho pensato al suicidio. Tuttavia ho rinunciato a questo estremo gesto prendendo forza dal mio bambino che aveva appena un anno.

Mia madre mi ha prestato una copia dello Zhuan Falun (*), il 19 luglio 1999. Ho subito capito i principi di “Verità, Compassione e Tolleranza” e come diventare una persona migliore. Dopo aver ascoltato le lezioni del Maestro Li, anche il mio solito mal di testa è scomparso. Sono diventata lucida ed energica. Non importava quanto camminassi, non mi sentivo mai stanca. Questo per me era impossibile prima!

Il 20 luglio 1999, Jiang Zemin e il Partito Comunista Cinese ha iniziato la persecuzione del Falun Gong. Da allora, sono stata molestata e minacciata dalla polizia della sottostazione locale. La Dafa mi ha salvato la vita, perciò mi sono rifiutata di rinunciare al mio credo.

Privata del sonno, iniettata con sostanze sconosciute

Sono stata arrestata dal personale dell’Ufficio 610 della città di Daye e dell’ufficio di Mingshan nel marzo 2008 e inviata al centro di lavaggio del cervello di Tangxunhu per oltre 30 giorni.

Ogni giorno, sono stata costretta ad ascoltare il personale del centro diffamare la Dafa. Mi prendevano a calci e mi sbattevano la testa contro il pavimento, tirandomi i capelli. Mi graffiavano il viso con le unghie affilate. Mi urlavano e imprecavano continuamente ad alta voce nelle orecchie.

Non mi permettevano di usare il bagno, di mangiare o dormire. Una guardia ha messo degli stuzzicadenti tra le mie palpebre per impedirmi di chiudere gli occhi. Il mio unico desiderio era che cessassero tutte le torture. Le mie gambe erano diventate gonfie, a causa dei lunghi periodi costretta a stare in piedi.

 
Ricostruzione tortura: stuzzicadenti tra le palpebre per privare del sonno i praticanti

Mi hanno legata ad una sedia fredda e iniettato droghe sconosciute per tre giorni. A mezzanotte, qualcuno ha chiesto se avevo avuto reazioni. A poco a poco, ho sentito che stavo perdendo frammenti di memoria. Hanno cercato di costringermi a firmare la scheda clinica. Ho rifiutato, ciò li ha fatti arrabbiare e mi hanno legata di nuovo. Il medico della prigione mi ha spinto dei tubi giù per il naso e per la gola più e più volte. Ho sofferto così tanto che credevo di morire.

Sono stata rilasciata nel mese di aprile del 2008. Sotto pressione, mio marito è stato costretto a sorvegliarmi. Inoltre ha avuto una relazione. Dopo aver visto la mia salute deteriorarsi in seguito alle torture, mi ha costretto a firmare i documenti per il divorzio. Ho dovuto lasciare la mia casa e prendermi cura di mio figlio da sola.

Sapevo solo che la Falun Dafa può salvare la vita. Attraverso la lettura dei suoi insegnamenti e facendo gli esercizi, sono stata in grado di recuperare, sia fisicamente che mentalmente.

Antefatto

Nel 1999, Jiang Zemin, capo del Partito Comunista Cinese, scavalcando gli altri membri del comitato permanente del Politburo, ha lanciato una violenta repressione contro il Falun Gong.

Negli ultimi 16 anni, la persecuzione ha causato la morte di molti praticanti di questa disciplina. Gli agenti dell’ufficio 610, hanno inflitto su larga scala minacce, pestaggi, incarcerazioni illegali e torture ai praticanti del Falun Gong. La maggior parte di loro, sono stati torturati per la loro fede e persino uccisi per i loro organi. Jiang Zemin è direttamente responsabile per l’avvio e la continuazione di questa brutale persecuzione.

Nel 10 giugno 1999, sotto la direzione personale dell’ex leader Jiang, il Partito Comunista Cinese, ha istituito un organo di sicurezza extralegale, chiamato Ufficio 610 (*). Questo ufficio è stato istituito per danneggiare la reputazione dei praticanti del Falun Gong, tagliare le loro risorse finanziarie e distruggerli fisicamente. Ha la precedenza sulle forze di polizia e sul sistema giudiziario e risponde direttamente alle direttive di Jiang Zemin.

La legge cinese permette ai cittadini, di ricorrere alle cause penali e molti praticanti, stanno ora esercitando tale diritto, presentando denunce penali contro l’ex dittatore.

(*) GLOSSARIO

Clearharmony,18/01/2016

English article,Minghui.org:

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