Hong Kong: altri quattro parlamentari squalificati, cambiano equilibri politici

Pechino, 14 lug. – Altri quattro parlamentari di Hong Kong di orientamento pro-democratico sono stati squalificati da un tribunale dell’ex colonia britannica per la modalità con cui hanno prestato giuramento dopo l’elezione all’Assemblea Legislativa, il parlamento locale, nell’ottobre scorso.

Il Tribunale di Prima Istanza ha considerato non validi i giuramenti e ha tolto il seggio a quattro neo-deputati: Leung Kwok-hung, Lau Siu-lai, Edward Yiu Chung-yim e Nathan Law Kwun-chung, il più noto dei quattro, che fino a oggi era il più giovane parlamentare di tutta l’Asia e l’unico ad avere ottenuto il seggio mentre era ancora studente. Law appartiene al partito Demosisto, lo stesso che annovera tra le sue fila Joshua Wong, il volto più celebre delle manifestazioni pro-democratiche di Occupy Central del 2014. La squalifica dei deputati è attiva dal 12 ottobre scorso, ha deciso oggi il tribunale di Hong Kong, quando i quattro avevano prestato giuramento. La squalifica dei deputati, oltre a riaprire la vicenda dei giuramenti invalidati, potrebbe avere ripercussioni sul piano politico: l’area di orientamento democratico del parlamento di Hong Kong non ha più i numeri per potere bloccare eventuali emendamenti proposti dalla maggioranza pro-Pechino.

La squalifica dei quattro deputati decisa oggi porta a sei il numero di deputati dell’Assemblea Legislativa che hanno perso il seggio per il modo non solenne in cui hanno prestato giuramento. Sixtus Leung e Yau Wai-ching, dello schieramento Youngspiration, erano stati squalificati già nel novembre dello scorso anno: la loro vicenda ha portato l’Assemblea Nazionale del Popolo a esprimersi per la prima volta dal 1997, data del ritorno di Hong Kong alla Cina, sulla Basic Law, la legge fondamentale che regola il rapporto tra Pechino e l’ex colonia. Per Pechino, in base all’articolo 104, merita la squalifica chiunque presti giuramento in modo “non solenne”, fu la conclusione dell’Assemblea Nazionale del Popolo. Sia Leung e Yau avevano utilizzato parole non in linea con la formula usata per il giuramento: in almeno un caso avevano anche pronunciato insulti, storpiando il nome della Repubblica Popolare Cinese, e agitato striscioni inneggianti all’indipendenza di Hong Kong da Pechino durante la cerimonia.


Fonte: Eugenio Buzzetti, AgiChina, 14 luglio 2017

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