Guangzhou, arrestato un pastore protestante

La polizia della metropoli meridionale di Guangzhou ha arrestato lo scorso 8 maggio il pastore di una chiesa sotterranea cinese e ha interrotto lo svolgimento di una funzione, che si stava tenendo in un parco pubblico. Il raid fa temere una nuova ondata di repressione contro le espressioni religiose che non si piegano al controllo statale.

La polizia ha compiuto un’irruzione nella casa di Wang Dao, religioso protestante, per interrogarlo: secondo la moglie  “è ancora sotto il controllo delle autorità”. Nel pomeriggio sempre dell’8, gli agenti sono tornati nella casa del pastore e hanno sequestrato un computer, i documenti di viaggio e le carte di credito. Infine, hanno arrestato la moglie.

Dopo aver passato la notte in prigione, dice oggi, “mi hanno notificato il mandato di detenzione criminale per mio marito. L’accusa sostiene che Wang sia in stato di accusa per aver convocato una folla tesa a colpire l’ordine sociale. Sono preoccupata, perché la detenzione criminale è una misura molto seria”. Conosciuto anche come Wang Tongjiang, il pastore arrestato era un studente all’epoca di moti di piazza Tiananmen, ai quali ha partecipato.

Proprio per questa partecipazione, ha passato un anno in galera: al suo rilascio ha cambiato nome in Wang Dao. Secondo la moglie, tutto questo non è bastato: nei mesi scorsi è stato più volte trattenuto per “accertamenti”, e la polizia è arrivata a “consigliargli” di cambiare nazione. Il giorno dopo l’ultimo arresto, il 9 maggio, la polizia ha caricato alcune decine di cristiani – membri della chiesa di Wang – che si erano riuniti in un parco per pregare.

La congregazione della Liangren era costretta a svolgere le proprie funzioni all’aperto dopo che, il 2 maggio, la polizia aveva sigillato la chiesa. Secondo alcuni testimoni, la pressione sui fedeli è dovuta all’interesse di alcuni speculatori, che vorrebbero prendersi il terreno su cui sorge. In una lettera aperta, pubblicata su internet il 3 maggio, il pastore ha chiesto l’aiuto delle altre chiese.

Secondo il religioso, la chiesa Liangren è nel mirino della polizia per il suo impegno a favore dei terremotati del Sichuan: “Lo spazio per la sopravvivenza delle chiese domestiche cinesi si fa sempre più stretto”. In effetti, sembra aumentare la repressione del governo nei confronti dei fedeli: lo scorso novembre è stata chiusa la chiesa Shouwang, a Pechino, e pochi giorni dopo la stessa sorte è toccata alla Wanbang di Shanghai.

Pechino permette la pratica del cristianesimo protestante solo all’interno del Movimento delle tre autonomie (MTA), nato nel 1950 dopo la presa di potere di Mao e l’espulsione dei missionari stranieri e dei leader delle Chiese, anche cinesi. Le statistiche ufficiali dicono che in Cina vi sono 10 milioni di protestanti ufficiali, tutti uniti nel MTA. I protestanti non ufficiali, che si radunano nelle “chiese domestiche” non registrate, sono stimati ad oltre 50 milioni.

Fonte: AsiaNews, 11 maggio 2010

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