Guangdong: donna torturata a morte per la sua fede. Famiglia riceve il suo certificato di morte dopo cinque anni

Nove mesi dopo essere stata arrestata per aver prodotto del materiale informativo sul Falun Gong, una disciplina spirituale perseguitata dal regime comunista cinese, la praticante Yuan Zheng di 38 anni della città di Zhuhai è stata torturata a morte.

Nella foto la signora Yuan Zheng

I familiari hanno ricevuto il suo certificato di morte dopo cinque anni e sono rimasti scioccati nel rilevare che era stata indicata la “grave malnutrizione” come causa del decesso. Negli anni hanno cercato senza successo di ottenere giustizia per lei. Adesso desiderano condividere la sua storia pubblicamente nella speranza che sempre più persone si uniscano ai loro sforzi per fermare la persecuzione del Falun Gong.

Arrestata nel 2001, morta nel 2002

Il 10 settembre 2001 la signora Yuan è stata arrestata dopo essere stata denunciata alla polizia perché produceva copie dei materiali sulla persecuzione del Falun Gong da parte del regime comunista. Dopo che si è rifiutata di rivelare il suo nome al centro di detenzione di Zhuhai, è stata registrata come “sconosciuta”.

Secondo i testimoni la praticante veniva picchiata regolarmente perché si rifiutava di rinunciare alla sua fede. Le guardie l’afferravano, le sbattevano la testa contro un muro e quando iniziava uno sciopero della fame per protestare contro la detenzione illegale (*) e le brutali torture, l’alimentavano con la forza.

Dal momento che le guardie temevano che avrebbe influenzato gli altri praticanti del Falun Gong detenuti nel centro, la donna è stata spesso spostata da una cella all’altra.

Un volta un’altra praticante che la conosceva l’ha notata da lontano, ma non ha avuto la possibilità di parlarle. Questa donna ha raccontato che Yuan era visibilmente emaciata e debole.

Il 13 giugno la procura (*) del distretto di Xiangzhou ha depositato un atto di accusa contro la signora e due giorni dopo è stata ricoverata all’ospedale del distretto di Xiangzhou. Secondo alcune persone informate dei fatti, era in uno stato di coma profondo. Tutto il suo corpo era gonfio, pieno di ematomi ed aveva anche purulenti piaghe da decubito.

Il 17 giugno 2002 Yuan Zheng è morta. Le autorità si sono rifiutate di permettere alla famiglia di reclamare il suo corpo persino dopo che le impronte digitali e le foto l’hanno identificata. I familiari hanno poi eseguito il test del DNA come richiesto, tuttavia fino al 29 dicembre 2007 non è stato dato loro il certificato di morte.

La famiglia della praticante aveva cercato di rintracciarla sin dal giorno in cui era stata arrestata. La loro indagine privata li aveva condotti ad altri praticanti che erano stati detenuti insieme a lei e ad altre persone informate dei fatti che avevano rivelato loro i dettagli qui descritti attinenti alla sua morte.

Clearharmony,08/08/2016

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