Alessandria: grossista di calzature cinese vendeva scarpe con tracce di cromo esavalente

OCCIMIANO – Scarpe con tracce di cromo esavalente vendute a ignari cittadini. La scoperta è stata dei Carabinieri di Occimiano che hanno denunciato per “immissione sul mercato di prodotti pericolosi” un cittadino cinese di 47 anni, (X.H.), residente a Roma.

L’uomo, titolare di un esercizio all’ingrosso di calzature, ha messo in vendita le scarpe nonostante la presenza della pericolosa sostanza, assolutamente vietata in Italia.

L’attività dei militari è partita da un precedente sequestro di ben 105 paia di scarpe, operato dagli stessi Carabinieri in un emporio cinese di Casale. 

Il rischio maggiore indossando queste scarpe è quello di sviluppare una reazioni allergica cutanea – spiega Ivo Iavicoli, Tossicologo e Ricercatore dell’Istituto Medicina del Lavoro dell’Università Cattolica di Roma – dovuta ai valori non in regola del cromo esavalente utilizzato per il trattamento del pellame”.

“Questa sostanza – dice – è un allergene molto importante, e nel periodo estivo il rischio dermatite è anche maggiore. Soprattutto per i bambini e gli anziani che indossano le calzature senza calzini”.

“Il cromo esavalente è usato anche per la colorazione delle pelli – afferma Armando Zingales Presidente Consiglio Nazionale dei Chimici – e non va sottovalutato il suo potere cancerogeno. Ad esempio attraverso un contatto prolungato della pelle della calzatura contaminata con il sudore del piede”.

Ma ad allarmare il presidente dei chimici italiani è anche l’esaclorofene, un disinfettante utilizzato per preservare le scarpe dalle muffe delle stive durante il lungo viaggio in nave dalla Cina verso l’Europa. “Questi importatori cinesi senza scrupoli utilizzano l’esaclorofene per disinfettare le calzature, ma così inquinano la merce con un elemento potenzialmente letale, se inalato ad alte concentrazioni”.

Il cromo esavalente può essere presente, ad esempio, nella carrozzeria delle automobili. E viene usato anche nella produzione del pellame italiano. “Ma i nostri prodotti d’abbigliamento- sottolinea Iavicoli – sono fatti a norma di legge e non presentano i livelli di pericolosità dei ‘cugini’ asiatici. Il pericolo maggiore in quei Paesi lo corrono i lavoratori – conclude l’esperto – costretti a inalare per molte ore al giorno sostanze tossiche concentrate. Senza nessuna tutela per la loro salute”.

Radio Gold 16/06/2016, ABC salute

 

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.