Giornata contro gli abbandoni a Maccarese

Nello Spazio Libero Agro Romano di Maccarese (Fregene), patrocinata dal Comune di Fiumicino
e organizzata dalla onlus Memento Naturae, si è svolta il 25 luglio 2010 la “Giornata contro gli Abbandoni” degli animali e, per analogia, contro l’oscuramento dell’identità e della memoria di popoli sgraditi, perché scomodi alla politica internazionale del momento. Sul palco, per gli animali, il dott.Riccardo Colagreco ha dichiarato che il microchip identificativo sottocutaneo è indolore e può efficacemente contrastare il randagismo, ferma restando la necessità della sterilizzazione. La dott. Giulia Barlozzari ha sottolineato come l’abbandono degli animali e il conseguente loro vagabondaggio siano collegati a rischi di malattie anche per l’uomo. Sono seguite le testimonianze di due responsabili di rifugi non finanziati dal Comune: il Pet Village, che si giova dei contributi di Memento Naturae, e Il Coccone, legato alla tifoseria biancoceleste della A. S. Lazio, al momento colpito da sfratto, che confida nell’intervento dell’ on. Cristiano Rasi (Presidente Commissione Ambientale, XIII Municipio) per  ottenere una nuova area verde. Lo stesso on. Rasi ha evidenziato un nuovo recente fenomeno: l’allontanamento di cavalli ed asini dalle loro stalle per volontà degli stessi padroni, che non intendono più averne cura.
Dopo il tradimento verso gli animali, sono stati ricordati i popoli abbandonati dai mass media. Prima i Karen, perseguitati dalla giunta comunista birmana perché non collaborano al Triangolo
d’oro del narcotraffico, sostenuto dal regime. La loro eroica esistenza è stata illustrata da Alberto Faccini dell’Associazione Solidarista Popoli, che va a costruire in loco scuole e piccoli ospedali per aiutarli a preservare la loro identità, la loro cultura e la loro salute nelle foreste. Non è facile per noi nell’opulento e flaccido Occidente immaginare di andare a dormire e vivere tutto il giorno, uomini/donne/bambini, nascondendoci e con il mitra a tracolla, ma i Karen vivono così. Poi la prof. Maria Vittoria Cattania ha raccontato come la Cina, oggi capital-comunista,  tenta di cancellare l’indipendenza di vastissimi territori semplicemente sostituendo gli abitanti autoctoni con i nuovi immigrati cinesi di etnia Han. Questo è ciò che Pechino ha operato contro i Tibetani nel Tibet e contro gli Uighuri nell’ex Turchestan Orientale, entrambi rapidamente incorporati nella patria cinese, che mai era stata la loro patria, prima dell’occupazione maoista del 1949. La sinesizzazione forzata e il tentativo di cancellare millenarie tradizioni buddiste o musulmane sono state attuate ovunque con lo stesso metodo: arresti indiscriminati, deportazioni, detenzione nei laogai (o nelle prigioni che li hanno sostituiti con altro nome, quando tutto il mondo si è scandalizzato per la notizia dei lager ancora aperti), almeno 10.000 condanne capitali annue e organi prelevati senza consenso ai condannati, politica del figlio unico e degli aborti forzati, in breve: secretare tutto, trasformare le popolazioni non cinesi maggioritarie in minoranze e tramutare la vita in un inferno. Alla postazione laogai  sono stati presenti la prof. Francesca Romana Poleggi, la prof. Maria Vittoria Cattania ed il socio Giuseppe Ciamarra.
Maria Vittoria Cattania

Fonte: Redazione, 28 luglio 2010

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