<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>

<channel>
	<title>Laogai</title>
	<atom:link href="http://www.laogai.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.laogai.it</link>
	<description></description>
	<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 16:12:35 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.6</generator>
	<language>en</language>
			<item>
		<title>Lhasa è divenuta un inferno per i tibetani</title>
		<link>http://www.laogai.it/2012/02/lhasa-e-divenuta-un-inferno-per-i-tibetani/</link>
		<comments>http://www.laogai.it/2012/02/lhasa-e-divenuta-un-inferno-per-i-tibetani/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 16:12:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Persecuzione delle minoranze]]></category>

		<category><![CDATA[Persecuzione religiosa]]></category>

		<category><![CDATA[Tibet]]></category>

		<category><![CDATA[condizioni di vita]]></category>

		<category><![CDATA[laogai.it]]></category>

		<category><![CDATA[Lhasa]]></category>

		<category><![CDATA[tibetani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laogai.it/?p=29235</guid>
		<description><![CDATA[In Tibet &#8220;i tibetani stanno sparendo: vivono in aree limitate da mura e da filo spinato, costretti ad ascoltare e cantare inni comunisti, guardati a vista dalle armi cinesi. Oltre 7mila persone sono state sbattute in un campo di rieducazione tramite il lavoro, e i monaci sono in sciopero della fame&#8221;. E&#8217; il racconto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Tibet &#8220;i tibetani stanno sparendo: vivono in aree limitate da mura e da filo spinato, costretti ad ascoltare e cantare inni comunisti, guardati a vista dalle armi cinesi.<span id="more-29235"></span> <img src="http://www.asianews.it/files/img/size2/TIBET_-_CINA_-_lhasa_e_poloizia_controlli.jpg" alt="TIBET   CINA   lhasa e poloizia controlli Lhasa è divenuta un inferno per i tibetani" width="150" height="106" title="Lhasa è divenuta un inferno per i tibetani" />Oltre 7mila persone sono state sbattute in un campo di rieducazione tramite il lavoro, e i monaci sono in sciopero della fame&#8221;. E&#8217; il racconto di una fonte che ha appena lasciato Lhasa: anonima per motivi di sicurezza, traccia la vera situazione della provincia occupata con la forza dai comunisti di etnia han. La sua testimonianza è preziosa, perché il governo centrale cinese impedisce da tempo a reporter e turisti di visitare il Tibet e la capitale, Lhasa. Le auto-immolazioni dei monaci, le proteste di piazza e le violenze sporadiche anti-Pechino hanno riportato la questione tibetana al primo posto nei pensieri della leadership comunista, che reagisce con durezza a ogni azione della popolazione locale. Oggi è il Losar, il capodanno tibetano, ma in Tibet &#8220;non si festeggia. Troppo dolore&#8221;. Di seguito il testo completo del racconto. Sono appena tornato da Lhasa. I tibetani stanno scomparendo: ognuno è terrorizzato dal bagno di sangue che sembra inevitabile. Al momento a Lhasa vivono circa 1,2 milioni di cinesi di etnia han e 200mila tibetani. La maggioranza di questi vive in aree quasi del tutto circondate da stazioni militari, con mura alte più di due metri: alcune di queste hanno in cima il filo spinato. L&#8217;isolamento dà l&#8217;impressione di quello che era il Ghetto di Varsavia. All&#8217;interno delle &#8220;aree chiuse&#8221; operano soldati armati, membri delle squadre speciali e poliziotti, che controllano le strade 24 ore al giorno. Le canzoni e le marce militari si possono udire durante tutto il corso della giornata. I camion della Swat [squadra anti-terrorismo ndt] e gruppi di veicoli anti-proiettile simile ai carri armati passano per la zona ogni giorno. Sulla torretta di ogni veicolo ci sono 3 o 4 soldati armati di fucili d&#8217;assalto o mitragliatrici, puntati contro i tibetani. Questi devono portare le proprie carte di identità in ogni momento: quelli che vivono a Lhasa devono registrarsi dalla polizia. Al momento ci sono circa 134 nuovi posti di blocco militari, che fermano a caso pedoni e veicoli. Oltre alle caserme dentro e fuori Lhasa, all&#8217;interno della città ci sono posti di blocco militari permanenti con 10 soldati ciascuno. Alla cerimonia del Kalachakra, celebrata nel gennaio 2012 a Bodh Gaya in India dal Dalai Lama, hanno partecipato circa 10mila tibetani provenienti dal Tibet: di questi, 3mila erano informatori del governo. Appena rientrati in Tibet, gli altri 7mila sono stati mandati tutti nei campi di rieducazione tramite il lavoro per un minimo di 3 mesi. Gli anziani hanno implorato le guardie di tornare a casa, dato il freddo dei campi di lavoro, ma sono stati ignorati. In molti casi, alcuni familiari di questi anziani sono andati nei campi con delle coperte per i loro congiunti, ma le autorità hanno detto loro che non erano più nel campo e non sapevano dove fossero. In ogni caso, gli agenti hanno interrogato tutti gli arrestati: hanno chiesto che lavoro facessero (e li hanno fatti licenziare), hanno eliminato pensioni e altri benefici e hanno iniziato a chiedere nomi e professioni dei loro parenti. Poi hanno iniziato dei controlli &#8220;casuali&#8221; e hanno fermato i parenti di queste persone per &#8220;controlli&#8221;. Gli agenti hanno fermato un bus con sopra 50 monache tibetane dirette a un ritiro: un informatore ha detto alla polizia che parlavano male del governo. Al momento non si sa dove siano. Un artista tibetano ha disegnato un tibetano che guarda un orologio e ha intitolato il quadro &#8220;Aspettando&#8221;: è stato arrestato per il simbolismo sovversivo usato nell&#8217;opera. Mi hanno detto che molte persone sono state portate via dalla pubblica sicurezza e sono sparite nel nulle. I punti di controllo nella Regione sono usati per tenere i tibetani non residenti a Lhasa lontani dalla capitale. Inoltre se su una macchina fermata ci sono un monaco o una monaca, i poliziotti li costringono a scendere e a proseguire a piedi. Il Palazzo Potala di Lhasa è un luogo di pellegrinaggio per tibetani, in particolare durante il Losar: ma nessuno può passare dai posti di blocco e Pechino ha imposto un limite di tibetani che possono stare nella capitale. Qualche tempo fa, nel Palazzo vivevano tra i 300 e i 400 monaci: ora sono 36. Nelle stanze dei lama ora vivono militari e poliziotti. Anche se è considerato un patrimonio dell&#8217;umanità, il Potala è divenuto una caserma cinese. Nel monastero interno ora ci sono i bunker militari. Il monastero Jokhang è talmente pieno di soldati che devi stare attento a non pestarli, quando lo visiti. Nel monastero Drepung vivevano fra i 7 e i 10mila monaci: ora sono 500. Nel monastero Sera erano 6mila, oggi sono 200. Attorno a questo monastero la polizia è particolarmente presente, controllano tutto compreso il luogo dove i monaci discutono. Il Palazzo Norbulingka era la casa di 300 monaci: oggi non sono più di 10. I piccoli appartamenti privati del Dalai Lama sono stati venduti a un uomo d&#8217;affari cinesi e per vedere il parco Nobulingka, anche questo patrimonio dell&#8217;umanità, si deve pagare un biglietto. Mi dicono che 100 monaci sono pronti a digiunare fino alla morte contro questa situazione.</p>
<p>Fonte: Asia News, 22 febbraio 2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laogai.it/2012/02/lhasa-e-divenuta-un-inferno-per-i-tibetani/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Ecco chi sono i nuovi padroni</title>
		<link>http://www.laogai.it/2012/02/ecco-chi-sono-i-nuovi-padroni/</link>
		<comments>http://www.laogai.it/2012/02/ecco-chi-sono-i-nuovi-padroni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 14:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>

		<category><![CDATA[Stampa italiana]]></category>

		<category><![CDATA[censura]]></category>

		<category><![CDATA[Cina]]></category>

		<category><![CDATA[laogai.it]]></category>

		<category><![CDATA[scrittore cinese]]></category>

		<category><![CDATA[Yu Hua]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laogai.it/?p=29231</guid>
		<description><![CDATA[Dal Maoismo sotterraneo alle tecniche fantasiose per aggirare la censura, lo scrittore cinese Yu Hua racconta il Paese più emergente del mondo. Un enigma con cui già facciamo i conti.
Leggi l&#8217;articolo su Il Venerdì di Repubblica
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal Maoismo sotterraneo alle tecniche fantasiose per aggirare la censura, lo scrittore cinese Yu Hua racconta il Paese più emergente del mondo. Un enigma con cui già facciamo i conti.</p>
<p><a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/02/cina-ecco-chi-sono-i-nuovi-padroni.pdf">Leggi l&#8217;articolo su Il Venerdì di Repubblica</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laogai.it/2012/02/ecco-chi-sono-i-nuovi-padroni/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Sabato 10 marzo alle 19,00 in Piazza del Popolo - Roma</title>
		<link>http://www.laogai.it/2012/02/sabato-10-marzo-alle-1900-in-piazza-del-popolo-roma/</link>
		<comments>http://www.laogai.it/2012/02/sabato-10-marzo-alle-1900-in-piazza-del-popolo-roma/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 11:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[fiaccolata silenziosa]]></category>

		<category><![CDATA[laogai.it]]></category>

		<category><![CDATA[Tibet]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laogai.it/?p=29226</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;Associazione italiana Società Libera ha diffuso un comunicato riguardo la fiaccolata silenziosa che si terrà il giorno 10 marzo alle ore 19,00 in Piazza del Popolo a Roma per la difesa dei diritti umani in Tibet.
Leggi qui il comunicato.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione italiana <a href="http://www.societalibera.org/it/">Società Libera</a> ha diffuso un comunicato riguardo la fiaccolata silenziosa che si terrà il giorno 10 marzo alle ore 19,00 in Piazza del Popolo a Roma per la difesa dei diritti umani in Tibet.<span id="more-29226"></span></p>
<p><a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/02/fiaccolata-10-marzo.pdf">Leggi qui il comunicato</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laogai.it/2012/02/sabato-10-marzo-alle-1900-in-piazza-del-popolo-roma/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Operai schiavi e dormitori prigioni nella fabbrica cinese</title>
		<link>http://www.laogai.it/2012/02/operai-schiavi-e-dormitori-prigioni-nella-fabbrica-cinese/</link>
		<comments>http://www.laogai.it/2012/02/operai-schiavi-e-dormitori-prigioni-nella-fabbrica-cinese/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 10:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Legislazione sul lavoro]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Apple]]></category>

		<category><![CDATA[dormitori]]></category>

		<category><![CDATA[Foxconn]]></category>

		<category><![CDATA[Ipad]]></category>

		<category><![CDATA[iPhone]]></category>

		<category><![CDATA[laogai.it]]></category>

		<category><![CDATA[prigioni]]></category>

		<category><![CDATA[suicidi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laogai.it/?p=29223</guid>
		<description><![CDATA[Un dollaro e 78 centesimi l’ora di paga, dormitori che sembrano celle, una folla di pendolari che si accalca all’entrata ed una catena di montaggio in 141 passaggi: sono notizie e immagini con cui la tv Abc documenta cosa avviene dentro la fabbrica di Foxconn a Chengdu, in Cina, dove negli ultimi due anni vi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un dollaro e 78 centesimi l’ora di paga, dormitori che sembrano celle, una folla di pendolari che si accalca all’entrata ed una catena di montaggio in 141 passaggi: sono notizie e immagini con cui la tv Abc documenta cosa avviene dentro la fabbrica di Foxconn a Chengdu, in Cina, dove negli ultimi due anni vi sono stati 18 suicidi fra le migliaia di operai che costruiscono i prodotti Apple.<span id="more-29223"></span> L’inviato di &#8220;Nightline&#8221; Bill Weir è il primo ad essere ammesso con le telecamere nell’impianto da dove provengono iPad e iPhone destinati al mercato americano e nei circa 20 minuti di filmati trasmessi ieri sera durante il reportage &#8220;iFactory: inside Apple&#8221; si ricostruiscono tutti i momenti della vita quotidiana di operai che sembrano schiavi. Fuori dei cancelli della fabbrica le telecamere filmano una folla di giovani «nessuno dei quali supera i trenta anni» che si accalcano in maniera disordinata «dopo aver fatto lunghe ore di autobus dai villaggi della provincia». Il servizio d’ordine fa fatica a gestire l’entrata ma una volta oltre i cancelli regna un ordine ferreo. Weir accompagna i telespettatori dentro le sale dove file di impiegati montano pezzo per pezzo gli iPad. Si vedono con chiarezza le parti smontate che poi prendono forma, passando di mano in mano in un processo meticoloso che, secondo quanto spiega un manager «comprende 141 passaggi». E’ una fabbrica che non si ferma mai. Gli operai sempre seduti a lavorare «per 1,78 dollari l’ora, troppo pochi anche per il governo cinese che non li tassa», spiega l’inviato, fino alla pausa pranzo che vede affluire migliaia di dipendenti in una imponente mensa dove il cibo appare frugale. Le immagini più crude arrivano nel finale quando Weir fa vedere, prima da fuori e poi da dentro, i dormitori dove i dipendenti si riposano a turno. Da fuori sembrano prigioni, con finestre piccole a volte chiuse da inferiate dalle quali si affacciano volti di giovani impiegate con lo sguardo perso. Da dentro l’impressione è di luoghi spogli, freddi, dove la pulizia è carente e domina la confusione. Quando il reportage finisce la sensazione è di aver potuto intuire il livello di sfruttamento che c’è dietro il boom di vendite dei prodotti più popolari di Apple, anche se Weir precisa che altri giganti dell’hi-tech sfruttano Foxconn ma, a differenza di Apple, non hanno permesso alle tv di entrare nei propri laboratori.</p>
<p>Maurizio Molinari</p>
<p>Fonte: La Stampa, 22 febbraio 2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laogai.it/2012/02/operai-schiavi-e-dormitori-prigioni-nella-fabbrica-cinese/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Giustizia post mortem</title>
		<link>http://www.laogai.it/2012/02/giustizia-post-mortem/</link>
		<comments>http://www.laogai.it/2012/02/giustizia-post-mortem/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 16:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[giustizia]]></category>

		<category><![CDATA[laogai.it]]></category>

		<category><![CDATA[omicidio]]></category>

		<category><![CDATA[Yao Jiaxin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laogai.it/?p=29220</guid>
		<description><![CDATA[Torna d&#8217;attualità un fatto di cronaca dello scorso anno. Yao Jiaxin, 21 anni, aveva investito e poi finito a coltellate Zhang Miao, una ragazza di 26 anni. Yao era stato condannato a morte: la sentenza è stata eseguita lo scorso giugno. Il caso è tornato sui media cinesi in questi giorni, perché la famiglia della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torna d&#8217;attualità un fatto di cronaca dello scorso anno. Yao Jiaxin, 21 anni, aveva investito e poi finito a coltellate Zhang Miao, una ragazza di 26 anni.<span id="more-29220"></span> <img src="http://www.lettera43.it/upload/images/02_2012/xcina-jiaxin-120221121317_medium.jpg.pagespeed.ic.5L30OAi7N5.jpg" alt="xcina jiaxin 120221121317 medium.jpg.pagespeed.ic.5L30OAi7N5 Giustizia post mortem" width="135" height="90" title="Giustizia post mortem" />Yao era stato condannato a morte: la sentenza è stata eseguita lo scorso giugno. Il caso è tornato sui media cinesi in questi giorni, perché la famiglia della vittima che prima aveva rinunciato ai soldi della compensazione, è invece tornata a chiederli ai genitori del ragazzo giustiziato, scatenando polemiche e creando imbarazzo tra chi inizialmente aveva sostenuto la loro causa. A peggiorare le cose per i Zhang, ha scritto oggi il South China Morning Post, «c&#8217;è il fatto che prima avevano sostenuto che il denaro gli serviva per le cure mediche per la madre di Zhang, ma cinque giorni più tardi hanno detto che avrebbero chiesto i soldi perché fossero devoluti in beneficenza». Il pubblico – hanno scritto i media cinesi - “è stato troppo emotivo e veloce nel giudicare Yao e la sua famiglia lo scorso anno? L&#8217;opinione pubblica ha svolto un ruolo nello spingere i Zhang a rifiutare il risarcimento da parte della famiglia Yao in quel momento? In definitiva, perché la morte di Yao non ha posto fine a questa tragedia per entrambe le famiglie?” C&#8217;è anche chi sottolinea il ruolo ambiguo, in tutta questa vicenda, di Zhang Xian, professore universitario e parente dei Zhang, che aveva accusato Yao di essere il figlio di una famiglia ricca e potente contribuendo non poco al supporto dell&#8217;opinione pubblica cinese per una condanna a morte del ragazzo. Lo scorso anno il padre di Yao, Yao Qingwei, ha  intentato una causa per diffamazione contro Zhang: «Zhang ha orchestrato questa richiesta di risarcimento, al fine di distogliere l&#8217;attenzione dall&#8217;accusa di diffamazione intentata da noi contro di lui», ha detto Ma Yanming, un utente di Internet che il padre di Yao ha nominato per parlare a suo nome nella controversia in corso. «È stato anche colui che ha trasformato questa vicenda in una lotta di classe: la città contro la campagna, i ricchi contro i poveri». La famiglia di Yao ha detto alla stampa di essere, in ogni modo, disposta a offrire il risarcimento alla famiglia Zhang promesso prima che il figlio fosse ucciso: «Prima però» ha dichiarato Mao, «devono dimostrare che si trovano in reali difficoltà economiche, e scusarsi per le cose non veritiere che avevano detto di Yao».</p>
<p>Simone Pieranni</p>
<p>Fonte: Lettera43, 21 febbraio 2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laogai.it/2012/02/giustizia-post-mortem/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Tibet: i monaci Qinghai, &#8220;ci vietano il capodanno&#8221;</title>
		<link>http://www.laogai.it/2012/02/tibet-i-monaci-qinghai-ci-vietano-il-capodanno/</link>
		<comments>http://www.laogai.it/2012/02/tibet-i-monaci-qinghai-ci-vietano-il-capodanno/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 13:57:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Persecuzione delle minoranze]]></category>

		<category><![CDATA[Persecuzione religiosa]]></category>

		<category><![CDATA[Tibet]]></category>

		<category><![CDATA[capodanno]]></category>

		<category><![CDATA[divieto]]></category>

		<category><![CDATA[laogai.it]]></category>

		<category><![CDATA[monaci Qinghai]]></category>

		<category><![CDATA[monaci tibetani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laogai.it/?p=29218</guid>
		<description><![CDATA[Non ci sara&#8217; nessun capodanno tibetano per i monaci della provincia del Qinghai: i pellegrini che ogni anno viaggiavano anche centinaia di chilometri per raggiungere i luoghi di culto di questa immensa provincia della Cina centrale, quest&#8217;anno, non festeggeranno. Il Losar, la festa tradizionale che inizia domani, apre il calendario dei tibetani e inaugura anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ci sara&#8217; nessun capodanno tibetano per i monaci della provincia del Qinghai: i pellegrini che ogni anno viaggiavano anche centinaia di chilometri per raggiungere i luoghi di culto di questa immensa provincia della Cina centrale, quest&#8217;anno, non festeggeranno.<span id="more-29218"></span><img src="http://www.agi.it/uploads/newson/80/kp/80kpGg_R_7GJd0igYmK-_A/thumb250-700_dettaglio2_GIOVEDI-CAPODANNO-TIBETANO-MONTA-PROTESTA-SUICIDA-MONACI--20-feb-11.jpg" alt="thumb250 700 dettaglio2 GIOVEDI CAPODANNO TIBETANO MONTA PROTESTA SUICIDA MONACI  20 feb 11 Tibet: i monaci Qinghai, ci vietano il capodanno" width="130" height="97" title="Tibet: i monaci Qinghai, ci vietano il capodanno" /> Il Losar, la festa tradizionale che inizia domani, apre il calendario dei tibetani e inaugura anche il periodo piu&#8217; rischioso dell&#8217;anno nel braccio di ferro tra i monaci fedeli al Dalai Lama e il governo di Pechino. Da mercoledi&#8217; in poi, in queste zone, si entra nella zona rossa che culminera&#8217; tra il 10 marzo - anniversario della fuga del Dalai Lama in India - e il 14 marzo, in cui ricorrono i sanguinosi scontri del 2008 a Lhasa. Le premesse sono le peggiori possibili da diverso tempo a questa parte: solo nelle ultime due settimane, secondo le organizzazioni pro-Tibet, tra le province del Sichuan e del Qinghai si sono autoimmolati nove monaci. I piu&#8217; importanti monasteri del Sichuan sono circondati dalle forze di sicurezza, e se nel Qinghai la presenza della polizia sembra meno pressante, monaci e fedeli raccontano le loro preoccupazioni. &#8220;Quest&#8217;anno le autorita&#8217; ci hanno impedito le celebrazioni&#8221; ammette ad AgiChina24.it un giovane monaco di Kumbum, uno dei santuari piu&#8217; importanti della zona. Alla vigilia del Losar, solo pochi pellegrini sul percorso per purificarsi l&#8217;anima che si snoda attraverso le colline. &#8220;I festeggiamenti sono proibiti per via dei problemi degli ultimi giorni, voi sapete quali&#8221;. Reticenti in gruppo, i monaci si aprono quando sono in coppia: &#8220;Kumbum e&#8217; pieno di spie - dice uno - e quando siamo in tanti non parliamo tra noi del Dalai Lama. Io lo faccio solo con chi conosco da quando eravamo bambini&#8221;. Racconta di un confratello imprigionato perche&#8217; sorpreso a scaricare da internet materiale sul Dalai Lama, che secondo Pechino complotta per separare il Tibet dalla Cina e restaurare la teocrazia. &#8220;E&#8217; stato scarcerato ed e&#8217; riuscito a fuggire in India. Riusciamo ancora a tenerci in contatto in qualche modo, scapperei anch&#8217;io, ma e&#8217; troppo pericoloso&#8221;, dice, e fa il segno della pistola senza aggiungere altro. Secondo la versione dei monaci, i tibetani del Qinghai sono scontenti perche&#8217; non hanno le stesse possibilita&#8217; economiche dei cinesi. Aumenta la presenza della polizia, diminuisce la scolarizzazione. Un giovane di 18 anni in pellegrinaggio con la madre, ha un approccio piu&#8217; positivo sull&#8217;istruzione, e racconta ad AgiChina24.it: &#8220;Frequento un liceo con cinesi Han e musulmani. Ho amici cinesi. Ma i corsi di tibetano restano esclusivamente per tibetani&#8221;. Qualcuno riesce a sfuggire alla poverta&#8217;, come un pellegrino che ha aperto un&#8217;attivita&#8217; legata al turismo: &#8220;Molti cinesi vengono a stare da me per le vacanze, frequento alcuni di loro da anni, ormai. Il problema non sono loro&#8221;. &#8220;Sono i loro amici - dice enigmatico - quelli che magari vanno a riferire ai funzionari&#8221;. Che cosa possano riferire di cosi&#8217; compromettente lo racconta una ventenne che vive sul lago Qinghai, a qualche ora di distanza dal monastero di Bongtak, teatro venerdi&#8217; scorso dell&#8217;ultima autoimmolazione della zona. Per gli standard locali e&#8217; una ragazza ricca: la sua famiglia ha un&#8217;attivita&#8217; che le permette di frequentare l&#8217;universita&#8217; di Xiling. In casa, ha un altare dedicato al Dalai Lama e al Panchen Lama scomparso nel nulla da anni, quello che Pechino ha sostituito con un monaco gradito alle autorita&#8217;. &#8220;La polizia entra in casa periodicamente e cerca immagini del Dalai Lama - racconta -, quando le trova, ci costringe ad andare tutti insieme al villaggio e bruciarle&#8221;. La studentessa sa dell&#8217;ondata di suicidi, e la giustifica: &#8220;Le voci tra noi si spandono molto velocemente. Si, il suicidio e&#8217; un atto molto forte. Ma qui ne va della nostra liberta&#8217;, liberta&#8217; religiosa e liberta&#8217; economica. Certo, se mi paragono ad altri tibetani sono fortunata. Ma in un confronto coi cinesi Han, avro&#8217; sempre meno opportunita&#8217;. Tutti qui vogliamo il ritorno del Dalai Lama, e&#8217; il nostro leader religioso. Iniziare a concedercelo sarebbe aumentare le nostre liberta&#8217;&#8221;. Ma i negoziati tra Pechino e Dharamsala si sono interrotti nel 2010, e a meno di una svolta improbabile non riprenderanno proprio ora. Nelle stesse ore in cui le forze dell&#8217;ordine si stringono sempre di piu&#8217; attorno al monastero di Bongtak e lo rendono irraggiungibile, il governo cinese non lascia margine di negoziato. &#8220;Secondo le nostre indagini, alcune delle immolazioni di questi giorni sono da collegarsi direttamente al Dalai Lama e al suo gruppo - ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino Hong Lei - che sta pervertendo i principi del buddismo e i principi morali. Chiediamo alla &#8216;cricca del Dalai Lama&#8217; di cessare queste pratiche e a tutte le forze competenti di stabilizzare la situazione nelle aree tibetane&#8221;.</p>
<p>Fonte: AGI.it, 21 febbraio 2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laogai.it/2012/02/tibet-i-monaci-qinghai-ci-vietano-il-capodanno/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>22 FEBBRAIO - LOSAR 2139  nuovo anno tibetano</title>
		<link>http://www.laogai.it/2012/02/22-febbraio-losar-2139-nuovo-anno-tibetano/</link>
		<comments>http://www.laogai.it/2012/02/22-febbraio-losar-2139-nuovo-anno-tibetano/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 11:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Persecuzione delle minoranze]]></category>

		<category><![CDATA[Persecuzione religiosa]]></category>

		<category><![CDATA[Tibet]]></category>

		<category><![CDATA[commemorazione]]></category>

		<category><![CDATA[laogai.it]]></category>

		<category><![CDATA[Losar]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laogai.it/?p=29214</guid>
		<description><![CDATA[In Tibet tradizione vuole che se nell&#8217;anno appena trascorso vi è stato un lutto in famiglia i parenti si asterranno dall&#8217;organizzare festeggiamenti per il nuovo anno. Quindi i tibetani hanno deciso di boicottare i festeggiamenti per il capodanno in quanto troppi lutti hanno funestato l&#8217;anno appena trascorso. Nelle case,nei monasteri si ritroveranno soltanto per ricordare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Tibet tradizione vuole che se nell&#8217;anno appena trascorso vi è stato un lutto in famiglia i parenti si asterranno dall&#8217;organizzare festeggiamenti per il nuovo anno.<span id="more-29214"></span> <a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/02/losar.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-29215" title="losar" src="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/02/losar-202x300.jpg" alt="losar 202x300 22 FEBBRAIO   LOSAR 2139  nuovo anno tibetano " width="176" height="261" /></a>Quindi i tibetani hanno deciso di boicottare i festeggiamenti per il capodanno in quanto troppi lutti hanno funestato l&#8217;anno appena trascorso. Nelle case,nei monasteri si ritroveranno soltanto per ricordare i loro martiri ed esprimere solidarietà alle famiglie delle vittime del regime comunista.</p>
<p>Fonte: Campagna di solidarietà con il popolo Tibetano, 21 febbraio 2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laogai.it/2012/02/22-febbraio-losar-2139-nuovo-anno-tibetano/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Il Partito Comunistra cinese ha tradito le donne</title>
		<link>http://www.laogai.it/2012/02/il-partito-comunistra-cinese-ha-tradito-le-donne/</link>
		<comments>http://www.laogai.it/2012/02/il-partito-comunistra-cinese-ha-tradito-le-donne/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 15:44:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[laogai.it]]></category>

		<category><![CDATA[Partito Comunista Cinese]]></category>

		<category><![CDATA[politica del figlio unico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laogai.it/?p=29212</guid>
		<description><![CDATA[Lo scorso novembre ho partecipato a una conferenza presso l&#8217;Unione europea, dove ho incontrato molti vecchi amici. Sono stato anche invitato dal Parlamento europeo a partecipare a un programma moderato dal direttore di Europarl TV. Il tema originario di questo programma era discutere sul ruolo delle donne nelle transizioni democratiche, con la domanda se possano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso novembre ho partecipato a una conferenza presso l&#8217;Unione europea, dove ho incontrato molti vecchi amici. Sono stato anche invitato dal Parlamento europeo a partecipare a un programma moderato dal direttore di Europarl TV.<span id="more-29212"></span> <img src="http://www.asianews.it/files/img/size2/CINA_%28f%29_0220_-_Chinese-mothers-hold-babi-007.jpg" alt="CINA %28f%29 0220   Chinese mothers hold babi 007 Il Partito Comunistra cinese ha tradito le donne" width="150" height="90" title="Il Partito Comunistra cinese ha tradito le donne" />Il tema originario di questo programma era discutere sul ruolo delle donne nelle transizioni democratiche, con la domanda se possano o meno essere leader oppure quale tipo di ruolo possano svolgere. Le risposte a questa domanda sono divenute una denuncia di discriminazione nei confronti delle donne e di violenza contro di loro. In origine non avevo nulla da dire. Ovviamente, le donne possono essere leader. Questo è confermato dalla storia, molte donne sono divenute ottime leader. Se fosse stata una cerimonia in onore delle donne, avrei potuto dire qualcosa. Ma esporre soltanto questa verità non mi sembrava poi così interessante. Quindi sono rimasto seduto a guardare le luci del palco, pronto a rimanere in silenzio per l&#8217;intera trasmissione. Ma quando mi sono accorto dell&#8217;espressione trionfante del vice direttore esecutivo del Programma Onu per le donne, che sembrava l&#8217;eroina della festa, mi sono arrabbiato. Quando sono stato invitato a intervenire dall&#8217;entusiasta ospite, ho cambiato la mia decisione originaria di dire soltanto parole favorevoli come le altre pronunciate e ho deciso di chiedere giustizia per le donne cinesi. Ho iniziato l&#8217;intervento dicendo che, prima di tutto, non potevo parlare a nome delle donne cinesi poiché sono soltanto un osservatore della loro situazione. Subito dopo, ho sottolineato che molti politici e accademici occidentali hanno una visione sbagliata riguardo molte questioni inerenti alla Cina. Per esempio, molti studiosi occidentali che non sostengono il Partito comunista pensano che - nonostante Mao Zedong abbia fatto molto male al popolo cinese - la sua scelta di liberare le donne sia stata una buona cosa. E&#8217; ovvio che questa è una incomprensione, dovuta alla propaganda del Partito comunista. Non solo le donne cinesi non sono state liberate, ma sono state gettate in una nuova situazione di oppressione e violenze. Le donne sono oppresse e violate tanto quanto gli uomini, senza la cosiddetta liberazione. Anzi, le donne soffrono di più degli uomini. Ad esempio, le vittime della selvaggia politica di pianificazione familiare introdotta dal regime comunista cinese sono state negli anni per lo più le donne. Il Partito comunista ha rapito molte donne giovani e di mezza età per le strade, le ha caricate sui camion e le ha mandate in ospedale per costringerle alla sterilizzazione: sono state castrate come animali. Queste pesanti violazioni ai diritti umani, questi atti barbarici che portano l&#8217;uomo a essere trattato come un bestia sono state appena condannate dalle Nazioni Unite e continuano, fino a oggi, a essere messe in pratica. A quel punto mi sono girato e ho chiesto a questo vice direttore esecutivo del Programma Onu per le donne: &#8220;Qual è il commento delle vostre Nazioni Unite su questa questione? Perché il suo Programma o il consiglio per i diritti umani non intervengono e non criticano questo fatto?&#8221;. Centinaia di ospiti presenti nello studio hanno applaudito con calore e hanno chiesto alla signora di rispondere. Il moderatore le ha passato subito il microfono. Questa dirigente ha spiegato con molto imbarazzo che la Cina è una grande nazione, che ha grande influenza nelle Nazioni Unite, che queste non possono intervenire negli affari interni degli Stati membri, ecc ecc&#8230; Un discorso fatto con il linguaggio diplomatico. In maniera sorprendente, il pubblico non le ha riservato un applauso. Il moderatore le è andato in soccorso, spiegando che il Programma e persino le Nazioni Unite sono organizzazioni che non hanno autorità, che lavorano più che altro per dare consigli e incoraggiamento. Il vice direttore esecutivo ci ha pensato sopra ancora un poco e, dato che non era soddisfatta, ha trovato il modo per spiegare ancora una volta: &#8220;Facciamo molte indagini sui problemi cinesi, e scriviamo molti rapporti per criticare la situazione, ma non riceviamo risposte soddisfacenti dal governo cinese&#8221;. Dopo il dibattito, molti dei presenti sono venuti a stringermi la mano per esprimere il proprio incoraggiamento. Anche il presidente del Parlamento europeo e il suo vice sono venuti da me e hanno stretto con calore la mia mando, dicendomi: &#8220;Hai parlato bene, dobbiamo far conoscere al popolo la verità&#8221;. In effetti, mi sono molto dispiaciuto per il tempo limitato a disposizione, che non mi ha permesso di dire a tutti come stanno realmente le cose. Al ricevimento subito dopo il programma, molte persone sono venute per sapere altre cose. Le donne cinesi non soltanto soffrono più miseria rispetto agli uomini, ma la selvaggia politica per la pianificazione familiare ha portato la Cina a dover affrontare problemi sociali a lungo termine. Il significativo calo della natalità in Cina, che è iniziato negli anni Settanta, da una parte ha creato una penuria di lavoratori e dall&#8217;altra il tasso di anziani ha iniziato a sorpassare quello di molte nazioni sviluppate. Si può dire con più semplicità che la popolazione in grado di lavorare è diminuita in maniera drastica, mentre è cresciuta con rapidità quella fascia di popolazione che ha bisogno di sostegno. Alle attuali circostanze, una giovane coppia deve prendersi cura di 1 bambino e 12 anziani. Gli si chiede troppo per affrontare tutta questa miseria, e si scatenano i problemi sociali. Negli anni Settanta, la politica ufficiale del Partito comunista è cambiata all&#8217;improvviso dal sostegno alle nascite alla selvaggia politica di pianificazione familiare. Il Partito cercava una scusa per il suo fallimento economico. Tuttavia, la popolazione in eccesso era davvero la ragione del fallimento economico. Non soltanto non esistono prove di questo nelle nazioni straniere, ma la crescita economica della Cina stessa negli ultimi 30 anni non ha niente a che vedere con la politica di pianificazione familiare. I popoli di diverse nazioni sviluppate sono vicini a un tasso di crescita negativo (o ci sono già), ma le loro economie non si fermano a causa di questo fattore. Dire che la povertà nasce da una rapida crescita della popolazione è un sofismo puro e illogico. Il ruolo della popolazione nello sviluppo economico è invece un fattore positivo. La popolazione rappresenta lavoro e consumo, che sono le basi fondamentali dell&#8217;attività economica. Certo, una rapida o lenta crescita esponenziale della popolazione può portare a problemi per lo sviluppo economico. Ma la popolazione non è l&#8217;unica ragione alla base dello sviluppo o del declino economico. Oltre a portare delle bustarelle nelle tasche di alcuni funzionari corrotti, la politica di pianificazione familiare in Cina non ha una relazione diretta con lo sviluppo economico; invece, produce problemi sociali molto difficili. Se la Cina vuole avere uno sviluppo sostenibile abbiamo bisogno non soltanto di un sistema politico democratico, ma anche di una politica sociale corretta. Dobbiamo escludere alcuni miti politici creati dal Partito comunista, incluso quello che dive che c&#8217;è più prosperità se c&#8217;è meno popolazione. Dobbiamo mettere in atto una politica di crescita bilanciata di popolazione ed economia. Da un punto di vista umanitario, dobbiamo come prima cosa abolire la barbarica politica di pianificazione familiare del Partito comunista cinese. Di questo argomento non si deve neanche discutere. Il passo successivo è aggiustare il livello di crescita della popolazione secondo le condizioni attuali. Secondo le prove fornite da molte nazioni, mentre cresce il livello culturale ed economico il tasso di natalità affronta un trend negativo ma lento. Invece, se il tasso di crescita della popolazione cade troppo velocemente, creerà un problema nell&#8217;ambito del processo di sviluppo economico. La crescita della popolazione e il progresso tecnologico sono le due forze più importanti per arrivare allo sviluppo economico. Come coordinare il rapporto fra crescita della popolazione e progresso è una questione importante per lo sviluppo sostenibile dell&#8217;economia. Troverò il modo di discutere di questa complessa questione in futuro.</p>
<p>Fonte: Asia News, 20 febbraio 2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laogai.it/2012/02/il-partito-comunistra-cinese-ha-tradito-le-donne/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Monaco 18enne si da&#8217; fuoco</title>
		<link>http://www.laogai.it/2012/02/monaco-18enne-si-da-fuoco/</link>
		<comments>http://www.laogai.it/2012/02/monaco-18enne-si-da-fuoco/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 13:28:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Persecuzione delle minoranze]]></category>

		<category><![CDATA[Persecuzione religiosa]]></category>

		<category><![CDATA[Tibet]]></category>

		<category><![CDATA[immolazione]]></category>

		<category><![CDATA[laogai.it]]></category>

		<category><![CDATA[monaco tibetano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laogai.it/?p=29210</guid>
		<description><![CDATA[Un monaco tibetano di appena 18 anni si e&#8217; immolato a Ngaba, nella prefettura di Aba, in Cina sud-occidentale, ed e&#8217; morto. Secondo una ong di appoggio all&#8217;indipendentismo tibetano, Nangdrol si e&#8217; dato fuoco alle porte di un monastero, dopo aver lanciato appelli a favore dell&#8217;indipendenza del Tibet e in appoggio al Dalai Lama. Secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un monaco tibetano di appena 18 anni si e&#8217; immolato a Ngaba, nella prefettura di Aba, in Cina sud-occidentale, ed e&#8217; morto.<span id="more-29210"></span> <img src="http://www.agi.it/uploads/newson/G2/Dl/G2DlFD-taxN6zogk1P3NQQ/thumb250-700_dettaglio2_TIBET_-_CINA_-_self_immolation_ok_ape.jpg" alt="thumb250 700 dettaglio2 TIBET   CINA   self immolation ok ape Monaco 18enne si da fuoco" width="168" height="112" title="Monaco 18enne si da fuoco" />Secondo una ong di appoggio all&#8217;indipendentismo tibetano, Nangdrol si e&#8217; dato fuoco alle porte di un monastero, dopo aver lanciato appelli a favore dell&#8217;indipendenza del Tibet e in appoggio al Dalai Lama. Secondo il gruppo Campaign for Tibet, la polizia avrebbe voluto la salma di Nangdrol, ma i monaci e piu&#8217; di un migliaio di persone si sono raccolti sul posto si sono rifiutati di consegnarlo, come del resto gia&#8217; era avvenuto nei giorni precedenti. Con Nangdrol, sono ormai una trentina i monaci e i tibetani che si sono immolati nel 2011 e nel 2012, molti dei quali proprio ad Aba, un zona al confine tra le regioni dominate da abitanti di etnia tibetana e quelle abitate dagli &#8216;han&#8217;, la maggioranza etnica in Cina. Molti di coloro che si immolano sono monaci di Kirti, uno dei monasteri piu&#8217; sacri della regione: dal 2011 il monastero e&#8217; fonte di forte tensione con le autorita&#8217; che sono arrivate a circondare il recinto perche&#8217; nessuno esca da esso o hanno inviato i &#8216;bonzi&#8217; ai campi di rieducazione. Le tensioni sono aumentate nelle ultime settimane, con l&#8217;approssimarsi del mese di marzo, quello in cui si commemora l&#8217;anniversario della fallita ribellione in Tibet che culmino&#8217; con la fuga del Dalai Lama in esilio, nel 1959.</p>
<p>Fonte: AGI.it, 20 febbraio 2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laogai.it/2012/02/monaco-18enne-si-da-fuoco/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Farmaco importato da Cina: sequestrate 50 mila capsule</title>
		<link>http://www.laogai.it/2012/02/farmaco-importato-da-cina-sequestrate-50-mila-capsule/</link>
		<comments>http://www.laogai.it/2012/02/farmaco-importato-da-cina-sequestrate-50-mila-capsule/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 10:49:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[prodotti pericolosi o contraffatti]]></category>

		<category><![CDATA[capsule]]></category>

		<category><![CDATA[farmaco anti impotenza]]></category>

		<category><![CDATA[laogai.it]]></category>

		<category><![CDATA[sequestro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laogai.it/?p=29206</guid>
		<description><![CDATA[I carabinieri del Nas di Trento hanno sequestrato 50 mila capsule di integratore alimentare che prometteva di migliorare le prestazioni sessuali, importato dalla Cina e risultato pericoloso per la salute degli assuntori. Denunciati i due rappresentanti legali di entrambe le aziende della provincia di Varese risultate importatrici e distributrici del falso integratore. A segnalare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I carabinieri del Nas di Trento hanno sequestrato 50 mila capsule di integratore alimentare che prometteva di migliorare le prestazioni sessuali, importato dalla Cina e risultato pericoloso per la salute degli assuntori.<span id="more-29206"></span> <img src="http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/provvisori_1/frmclmbrd_web--400x300.jpg" alt="frmclmbrd web  400x300 Farmaco importato da Cina: sequestrate 50 mila capsule" width="137" height="102" title="Farmaco importato da Cina: sequestrate 50 mila capsule" />Denunciati i due rappresentanti legali di entrambe le aziende della provincia di Varese risultate importatrici e distributrici del falso integratore. A segnalare il fatto e&#8217; stato un cittadino, affermando che gli effetti dell&#8217;integratore erano addirittura superiori a quelli provocati dai farmaci utilizzati normalmente per il trattamento di determinate patologie sessuali. Dalle analisi effettuate sul prodotto e&#8217; emerso che conteneva elevatissime concentrazioni di diversi principi attivi di sintesi, contraffatti, di un farmaco che necessita di prescrizione medica perche&#8217; potenzialmente pericoloso. La presenza del principio attivo non era citata nell&#8217;etichetta del prodotto, che veniva peraltro commercializzato come integratore di origine naturale tanto che veniva venduto anche in erboristerie, parafarmacie e soprattutto on-line. I carabinieri del Nas hanno quindi segnalato quanto riscontrato all&#8217;autorita&#8217; giudiziaria che ha disposto la perquisizione delle due aziende lombarde con il sequestro di tutte le confezione rinvenute. Rintracciati poi tutti gli esercizi commerciali che disponevano del prodotto per eliminarlo dal mercato. L&#8217;indagine, coordinata prima dalla Procura della Repubblica di Trento e poi diretta da quella di Busto Arsizio, dove si trovano le due aziende coinvolte, ha consentito di sequestrare quasi 50mila capsule per un valore commerciale pari a 570mila euro. Ai due legali responsabili delle aziende coinvolte sono stati contestati i reati di importazione illegale di farmaci, distribuzione di sostanze alimentari nocive e frode nell&#8217;esercizio del commercio.</p>
<p>Fonte: Adnkronos, 20 febbraio 2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laogai.it/2012/02/farmaco-importato-da-cina-sequestrate-50-mila-capsule/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Scrittore tibetano arrestato a Serthar</title>
		<link>http://www.laogai.it/2012/02/scrittore-tibetano-arrestato-a-serthar/</link>
		<comments>http://www.laogai.it/2012/02/scrittore-tibetano-arrestato-a-serthar/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 11:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Persecuzione delle minoranze]]></category>

		<category><![CDATA[arresto]]></category>

		<category><![CDATA[laogai.it]]></category>

		<category><![CDATA[scrittore tibetano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laogai.it/?p=29197</guid>
		<description><![CDATA[Uno scrittore tibetano, Gangkye Drubpa Kyab, è stato arrestato dalla polizia cinese nell&#8217;ambito della repressione delle proteste antigovernative nella contea occidentale di Serthar. Lo rende noto il sito d&#8217;informazione Voice of Tibet, con sede in Norvegia, precisando che l&#8217;autore è stato prelevato nella sua casa da oltre 20 agenti mercoledì sera e non è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno scrittore tibetano, Gangkye Drubpa Kyab, è stato arrestato dalla polizia cinese nell&#8217;ambito della repressione delle proteste antigovernative nella contea occidentale di Serthar.<span id="more-29197"></span><img src="http://notizie.tiscali.it/media_agencies/12/02/19/20120219_EST_LG01_0008.JPG" alt=" Scrittore tibetano arrestato a Serthar" width="202" height="107" title="Scrittore tibetano arrestato a Serthar" /> Lo rende noto il sito d&#8217;informazione Voice of Tibet, con sede in Norvegia, precisando che l&#8217;autore è stato prelevato nella sua casa da oltre 20 agenti mercoledì sera e non è stato ancora rilasciato. Le autorità locali sostengono di non sapere nulla del caso. Secondo Voice of Tibet, che cita come fonte un politico tibetano in esilio, quando la moglie dello scrittore ha chiesto di esibire un mandato d&#8217;arresto, gli agenti hanno risposto che volevano semplicemente parlare con il marito. Lo scrittore, 33 anni, è nato a Serthar e fa l&#8217;insegnante da oltre 10 anni. A Serthar, che è anche conosciuta come Seda, il mese scorso si sono verificati scontri tra manifestanti tibetani e forze di sicurezza e almeno due tibetani sono rimasti uccisi. Stando alla versione fornita dal governo, i dimostranti avrebbero attaccato una stazione di polizia, ma non è chiaro se Drubpa Kyab fosse coinvolto nelle proteste. Si tratta almeno del secondo intellettuale tibetano di spicco a essere arrestato nell&#8217;ambito della repressione attuata dal governo cinese. La scorsa settimana, infatti, è stato arrestato l&#8217;avvocato e difensore dei diritti civili dei tibetani Dawa Dorje, noto per la sua attività di promozione di musica e cultura tibetane. Nell&#8217;ultimo anno almeno 21 tibetani, perlopiù monaci ed ex monaci, si sono dati fuoco in segno di protesta contro i metodi repressivi adottati dal governo di Pechino e le forze di sicurezza hanno risposto intensificando i controlli. Gli ultimi tre casi si sono verificati a breve distanza di tempo l&#8217;uno dall&#8217;altro: domenica 12 febbraio una monaca tibetana di 18 anni del monastero Mamae si è data fuoco nella provincia di Sichuan, centro delle proteste, ed è morta poco dopo; martedì 14, poi, un monaco 19enne ha fatto lo stesso nei pressi del monastero di Kirti, sempre nella provincia di Sichuan; ieri, infine, un altro monaco è morto dopo essersi autoimmolato nella provincia cinese di Qinghai.</p>
<p>Fonte: La Presse, 18 febbraio 2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laogai.it/2012/02/scrittore-tibetano-arrestato-a-serthar/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Sequestrato centro ingrosso di Manzano</title>
		<link>http://www.laogai.it/2012/02/sequestrato-centro-ingrosso-di-manzano/</link>
		<comments>http://www.laogai.it/2012/02/sequestrato-centro-ingrosso-di-manzano/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 10:09:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[prodotti pericolosi o contraffatti]]></category>

		<category><![CDATA[centro ingrosso]]></category>

		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>

		<category><![CDATA[laogai.it]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laogai.it/?p=29200</guid>
		<description><![CDATA[La Guardia di Finanza di Cividale ha posto stamani i sigilli al centro per il commercio all&#8217;ingrosso Italia-Cina a Manzano in esecuzione di un&#8217;ordinanza di sequestro preventivo emessa dal gip del tribunale di Udine su richiesta della Procura di Udine che ha aperto un&#8217;indagine nei confronti del proprietario del capannone, un cittadino friulano. La Procura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Guardia di Finanza di Cividale ha posto stamani i sigilli al centro per il commercio all&#8217;ingrosso Italia-Cina a Manzano in esecuzione di un&#8217;ordinanza di sequestro preventivo emessa dal gip del tribunale di Udine su richiesta della Procura di Udine che ha aperto un&#8217;indagine nei confronti del proprietario del capannone, un cittadino friulano.<span id="more-29200"></span> La Procura ipotizza violazioni alla sicurezza delle persone per il mancato funzionamento di impianti antincendio e difformità nei certificati. Nessuna contestazione per gli affittuari, che oggi non sono potuti entrare nel centro. Per garantire l&#8217;ordine pubblico sono intervenuti in ausilio ai finanzieri anche polizia e carabinieri. Presenti anche i vigili del fuoco.</p>
<p>Fonte: ANSA.it, 19 febbraio 2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laogai.it/2012/02/sequestrato-centro-ingrosso-di-manzano/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Centinaia di arresti fra chi ha pregato con il Dalai Lama</title>
		<link>http://www.laogai.it/2012/02/centinaia-di-arresti-fra-chi-ha-pregato-con-il-dalai-lama/</link>
		<comments>http://www.laogai.it/2012/02/centinaia-di-arresti-fra-chi-ha-pregato-con-il-dalai-lama/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 15:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Persecuzione delle minoranze]]></category>

		<category><![CDATA[Persecuzione religiosa]]></category>

		<category><![CDATA[Tibet]]></category>

		<category><![CDATA[arresti]]></category>

		<category><![CDATA[Dalai Lama]]></category>

		<category><![CDATA[laogai.it]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laogai.it/?p=29193</guid>
		<description><![CDATA[Il governo centrale cinese ha ordinato un raid in Tibet per cercare di fermare le proteste anti-comuniste: in questi giorni si sono verificate centinaia di arresti e condanne alla rieducazione tramite il lavoro. Lo denuncia Human Rights Watch. La repressione è nata dopo che 7mila fedeli buddisti si sono recati dal Tibet in India per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo centrale cinese ha ordinato un raid in Tibet per cercare di fermare le proteste anti-comuniste: in questi giorni si sono verificate centinaia di arresti e condanne alla rieducazione tramite il lavoro. Lo denuncia Human Rights Watch.<span id="more-29193"></span> <img src="http://www.asianews.it/files/img/size2/TIBET_%28F%29_0217_-_Arresti.jpg" alt="TIBET %28F%29 0217   Arresti Centinaia di arresti fra chi ha pregato con il Dalai Lama" width="150" height="112" title="Centinaia di arresti fra chi ha pregato con il Dalai Lama" />La repressione è nata dopo che 7mila fedeli buddisti si sono recati dal Tibet in India per seguire gli insegnamenti del Dalai Lama. La repressione cinese a questo gesto di sfida - compiuto comunque con il permesso delle autorità locali - era stata anticipata da AsiaNews che, in un articolo dello scorso gennaio aveva intervistato un lama presente agli insegnamenti del leader buddista. Secondo la fonte, Pechino non aveva compreso la portata dell&#8217;evento: «L&#8217;aumento della violenza anti-tibetana nasce dalla paura di Pechino, che vede nei tibetani un popolo che non si china più senza reagire ai loro soprusi. Alla fine di dicembre, sfidando la repressione e senza paura delle conseguenze, un gruppo di 6mila fedeli buddisti ha lasciato il Tibet ed è andato in India a seguire la Bhodigaya, una grande festa religiosa guidata dal Dalai Lama. In questo modo hanno dimostrato il loro amore per la libertà religiosa e hanno detto che non hanno paura della Cina&#8221;. Nel corso di questo incontro, &#8220;il Dalai Lama si è rivolto a loro e ha chiesto la fine di tutte le violenze, che non giovano alla causa tibetana e mettono a rischio vite umane preziose. Sono stati dei momenti molto toccanti: buona parte dei presenti non aveva mai visto il proprio leader religioso se non in foto, e diverse centinaia di persone si sono messe a piangere. Chiedono soltanto che possa tornare a casa&#8221;. Tuttavia, dopo la Bhodigaya, la Cina ha cambiato idea. Senza accuse precise, ha ordinato centinaia di arresti e lavaggi del cervello ai danni di coloro che avevano superato il confine: «Una violenza inaudita - commenta ancora la fonte di AsiaNews - che si spiega soltanto con la schizofrenia di un regime che non cerca più di capire o di confrontarsi. Vogliono un popolo composto da zombi».</p>
<p>Fonte: Asia News, 17 febbraio 2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laogai.it/2012/02/centinaia-di-arresti-fra-chi-ha-pregato-con-il-dalai-lama/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Nuovo scandalo alimentare cinese: gamberetti alla colla</title>
		<link>http://www.laogai.it/2012/02/nuovo-scandalo-alimentare-cinese-gamberetti-alla-colla/</link>
		<comments>http://www.laogai.it/2012/02/nuovo-scandalo-alimentare-cinese-gamberetti-alla-colla/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 13:51:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[prodotti pericolosi o contraffatti]]></category>

		<category><![CDATA[gamberetti alla colla]]></category>

		<category><![CDATA[laogai.it]]></category>

		<category><![CDATA[scandalo alimentare cinese]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laogai.it/?p=29190</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;agenzia per la sicurezza alimentare di Tianjin, municipalità nel nord della Cina, ha aperto un&#8217;inchiesta ai danni di un mercato ittico della zona, per una possibile contaminazione del pesce. In particolare, le indagini sono scattate dopo una segnalazione diffusa su internet e si concentrano sulle partite di gamberetti &#8220;iniettate con un agente chimico simile a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;agenzia per la sicurezza alimentare di Tianjin, municipalità nel nord della Cina, ha aperto un&#8217;inchiesta ai danni di un mercato ittico della zona, per una possibile contaminazione del pesce.<span id="more-29190"></span> <img src="http://www.asianews.it/files/img/size2/CINA_-_gamberetti_alla_colla.jpg" alt="CINA   gamberetti alla colla Nuovo scandalo alimentare cinese: gamberetti alla colla" width="150" height="96" title="Nuovo scandalo alimentare cinese: gamberetti alla colla" />In particolare, le indagini sono scattate dopo una segnalazione diffusa su internet e si concentrano sulle partite di gamberetti &#8220;iniettate con un agente chimico simile a una colla gelatinosa&#8221; volto ad aumentarne il peso e la consistenza. Fonti locali raccontano che, nei giorni scorsi, una donna di nome Zhang ha acquistato circa 2,5 kg di gamberi all&#8217;apparenza grandi e freschi: dopo averli lavati, i crostacei hanno perso consistenza e perso un liquido &#8220;anomalo&#8221; dall&#8217;interno. Anche se non vi sono al momento conferme ufficiali, secondo gli esperti si tratterebbe di gelatina utilizzata per far sembrare i gamberetti (nella foto) più freschi e pesanti &#8220;almeno del 30%&#8221;. I rivenditori affermano che è un additivo alimentare &#8220;legale&#8221; e non costituisce una minaccia per la salute. Tuttavia, per disinnescare polemiche e proteste la Camera di commercio di Tianjin ha promosso una &#8220;10 giorni di campagna&#8221; per analizzare le criticità alimentari e valutare la qualità dei prodotti ittici del mercato locale. Un venditore di pesce, dietro anonimato, ha confermato all&#8217;agenzia ufficiale cinese Xinhua che la gelatina &#8220;veniva iniettata nella testa e nella pancia&#8221; dei gamberetti, per farne risaltare le qualità alla vista. I produttori sembrano minimizzare i rischi e gettano acqua sul fuoco; tuttavia, ad oggi nessuna autorità garante ha certificato che questo particolare tipo di gelatina sia immune da rischi per l&#8217;uomo, in particolare durante la procedura di &#8220;innesto&#8221; nell&#8217;alimento. Già nel 2011 il governo locale ha ordinato la chiusura di un&#8217;azienda che iniettava gelatina nei crostacei per aumentarne il peso, sequestrando 170 kg di prodotto. Il Paese del Dragone non è nuovo a scandali alimentari, che si ripetono a dispetto dei proclami governativi che parlano di controlli e sicurezza: lo scorso anno l&#8217;industria casearia cinese Mengniu ha ammesso la presenza di un livello mortale di aflatossina, una delle sostanze più cancerogene esistenti al mondo; nel 2008 sono morti sei bambini e altri 300mila si sono ammalati per aver consumato latte alla melamina; e ancora, dentifrici all&#8217;antigelo, soia cancerogena, uova bollite che rimbalzano e molti altri prodotti tossici.</p>
<p>Fonte: Asia News, 17 febbraio 2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laogai.it/2012/02/nuovo-scandalo-alimentare-cinese-gamberetti-alla-colla/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Foxconn e la generazione migrante</title>
		<link>http://www.laogai.it/2012/02/foxconn-e-la-generazione-migrante/</link>
		<comments>http://www.laogai.it/2012/02/foxconn-e-la-generazione-migrante/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 13:35:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Legislazione sul lavoro]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Foxconn]]></category>

		<category><![CDATA[laogai.it]]></category>

		<category><![CDATA[suicidi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laogai.it/?p=29187</guid>
		<description><![CDATA[Foxconn è il più grande produttore mondiale di componentistica per l’elettronica di consumo. Multinazionale taiwanese, è finita sotto la luce dei riflettori da quando, nel 2010, all’interno del suo stabilimento di Shanghai è cominciata una catena di suicidi tra i dipendenti. Foxconn produce per Apple e il caso ha coinvolto anche il marchio fondato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Foxconn è il più grande produttore mondiale di componentistica per l’elettronica di consumo. Multinazionale taiwanese, è finita sotto la luce dei riflettori da quando, nel 2010, all’interno del suo stabilimento di Shanghai è cominciata una catena di suicidi tra i dipendenti.<span id="more-29187"></span> <img src="http://www.eilmensile.it/wp-content/uploads/2012/02/foxconn-ispezione.jpg" alt="foxconn ispezione Foxconn e la generazione migrante" width="156" height="88" title="Foxconn e la generazione migrante" />Foxconn produce per Apple e il caso ha coinvolto anche il marchio fondato da Steve Jobs. In questi giorni, proprio su mandato Apple, la Ong statunitense Fair Labor Association (Fla) svolge un’indagine tra circa 200mila dipendenti Foxconn per chiarire in quali condizioni lavorino. Le polemiche non mancano: Le Monde ha raccolto diverse testimonianze che accusano la Fla di essere una Ong poco trasparente e al centro di conflitti d’interesse: “Il suo consiglio d’amministrazione è composto in parti uguali da rappresentanti dell’industria, delle associazioni e delle università”. Inoltre avrebbe “un codice di comportamento troppo limitato, che non ha dato luogo a impegni in materia di diritti delle donne”. Altre organizzazioni hanno in passato criticato “la scelta della Fla di non rendere pubblico l’elenco delle fabbriche ispezionate”. La vicenda è un buon punto di partenza per parlare di condizioni di lavoro in Cina con Ivan Franceschini, ricercatore italiano che vive a Pechino e autore, con Tommaso Facchin e Tommaso Bonaventura, di Dreamwork China, un documentario sui giovani lavoratori migranti della Foxconn di Shenzhen. “Non conosco la Fair Labor Association, ma alcune Ong cinesi, chiamate dai clienti internazionali della Foxconn, hanno già fatto ricerche basate su interviste ai lavoratori. Immagino però che un’iniziativa promossa da Apple sia più capillare e di ampia scala, anche a causa della grande risonanza mediatica.<br />
La chiamata di terze parti per verificare condizioni di lavoro e corrispondenza ai codici di responsabilità aziendale è molto comune in Cina, ma raramente funziona. In genere si tratta di piccole imprese, subfornitori, che adottano espedienti come buste paga false e un doppio sistema di libri contabili. Inoltre, visto che le ispezioni sono annunciate in anticipo, il datore di lavoro può ricattare i dipendenti minacciandoli di licenziamento o, al contrario, promettere loro dei bonus se dicono quello che sta bene a lui. Oppure ancora, spaventarli dicendo che se raccontano qualcosa che nuoce all’azienda, si finisce per chiudere e loro perdono il lavoro. Tutti meccanismi che conosciamo benissimo anche in Italia. Molte aziende si sono addirittura sdoppiate: un’impresa “di facciata” dove tutto è in regola e poi lo sweatshop. Credo che l’attenzione mediatica farà sì che invece alla Foxconn l’indagine funzioni. Sicuramente è una buona mossa dal punto di vista delle pubbliche relazioni. Ma bisogna anche vedere che cosa ci si aspetta dalla Foxconn. La stessa definizione di xuehàn gongchang (????), “fabbrica del sudore”, non è chiara: si parla solo di salari o anche di altri parametri? Non si capisce se può essere applicata alla Foxconn che, tra l’altro, ha tanti stabilimenti sparsi per la Cina. Quello di Shanghai, che ha 400mila dipendenti, è al centro dell’attenzione: i media hanno parlato dei suicidi avvenuti lì. Ma ce ne sono decine e la produzione viene sempre più spostata nelle regioni dell’interno: Shanghai e Shenzhen stanno invece diventando poli dove si fa ricerca &amp; sviluppo.” “Anche se la Foxconn fa accordi con le scuole tecniche e molti dei suoi dipendenti sono inquadrati come stagisti e quindi pagati meno, non può permettersi di violare le leggi in maniera così lampante come fanno le fabbriche di piccole dimensioni. Le leggi cinesi sono estremamente dettagliate per quanto riguarda i diritti individuali. Il problema è la loro applicazione, per via dell’estrema stratificazione e degli interessi contrastanti all’interno della società cinese, per cui quello che viene deciso a Pechino contrasta magari con interessi locali. Ma sulla carta, a esempio per quanto riguarda gli orari di lavoro, le leggi sono molto avanzate. Sono invece i codici di condotta aziendale e i contratti collettivi che in Cina sono tarati sul minimo, puntano al ribasso. Tuttavia adesso alcune aziende cominciano ad avere una visione sul lungo periodo, a investire sulla forza lavoro, anche perché il turnover è molto alto. Dal 2004, il mercato del lavoro in Cina sta cambiando moltissimo, a fasi alterne le imprese fanno fatica a trovare manodopera e il datore di lavoro non è più nella posizione di forza in cui si trovava prima: deve fare concessioni su condizioni lavorative e salari – Foxconn compresa – soprattutto nelle città costiere della tradizionale cintura manifatturiera.” “Il dibattito sui suicidi alla Foxconn è ancora aperto. C’è chi parla di un inquadramento eccessivamente militaristico dei dipendenti, ma molto cinicamente va detto che 15 suicidi su 400mila dipendenti a Shanghai – o un milione in tutta la Cina – non sono statisticamente rilevanti. Questo è un ragionamento che fanno diversi studiosi. Per altro, non sappiamo quanti suicidi avvengano invece in altre fabbriche meno al centro dell’attenzione. Dal mio punto di vista, puntare il dito solo contro la Foxconn è riduttivo, perché fa passare in secondo piano la dimensione esistenziale in cui si muovono questi ragazzi. C’è una generazione di giovani, così come era già stato per i loro padri, che lasciano casa magari a sedici anni e vanno in un posto totalmente sconosciuto a fare un lavoro alienante alla catena di montaggio. Questo non è ‘la Foxconn’, è il panorama di un’intera generazione. Ad aprile-maggio 2010, la vicenda dei suicidi è emersa sui media cinesi. La Foxconn viene attaccata da anni perché è visibile, ma questo è utile solo se attira l’attenzione su un problema più generale. È una fabbrica simbolica.”</p>
<p>Gabriele Battaglia</p>
<p>Fonte: E-il mensile online, 17 febbraio 2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laogai.it/2012/02/foxconn-e-la-generazione-migrante/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>

