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	<pubDate>Thu, 17 May 2012 15:19:37 +0000</pubDate>
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		<title>Cina: crescita economica aumenta infelicita&#8217; cittadini</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 14:34:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La crescita economica vissuta dalla Cina negli ultimi vent&#8217;anni e&#8217; sempre piu&#8217; causa di infelicita&#8217; per la popolazione.<span id="more-30361"></span> E&#8217; quanto emerge da uno studio condotto dalla University of Southern California (Usc) e pubblicato sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences (Pnas). La ricerca si e&#8217; basata su sei diverse indagini che hanno misurato l&#8217;autopercezione della soddisfazione dal 1990 al 2010, periodo in cui il prodotto interno lordo pro capite della Cina e&#8217; quadruplicato. &#8220;Si crede spesso che il benessere aumenti con la crescita economica - ha detto l&#8217;autore del report, Richard Easterlin, professore di economia presso la Usc e autore dell&#8217;omonimo paradosso secondo cui &#8216;i soldi non fanno la felicita&#8221; - e che piu&#8217; e&#8217; rapida la crescita, piu&#8217; le persone sono felici. Non poteva esserci paese migliore della Cina per testare queste teorie, ma non vi e&#8217; alcuna evidenza di un marcato aumento della soddisfazione dei cinesi rispetto alla moltiplicazione del consumo pro capite&#8221;. Nel 1990, il 68 per cento delle persone nella fascia di reddito piu&#8217; alta e il 65 per cento di quelle piu&#8217; povere avevano registrato alti livelli di soddisfazione: negli ultimi decenni, questo secondo dato e&#8217; sceso di oltre 23 punti percentuali secondo le analisi compiute dalla Usc sui sondaggi svolti, tra gli altri, dal Pew Research Center, Gallup, e Horizon Research Consultancy Group. Nel 2010 solo il 42 per cento dei cinesi nella fascia di reddito basso, dunque, ha registrato grande soddisfazione, mentre i piu&#8217; ricchi soddisfatti sono cresciuti di 3 punti percentuali fino al 71 per cento. &#8220;Non c&#8217;e&#8217; alcuna prova di un trend al rialzo rispetto a quanto ci si aspettava dato l&#8217;aumento del Pil degli ultimi vent&#8217;anni&#8221;, hanno detto i ricercatori. Tendenze simili sono state osservate nell&#8217;ex Unione Sovietica e nella Germania Est nei rispettivi periodi di transizione.</p>
<p>Fonte: Agi Energia, 16 maggio 2012</p>
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		<title>Fazio-Saviano, puntata con ospite Harry Wu</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 13:00:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 16 maggio 2012, per l&#8217;ultima puntata del programma di Fazio-Saviano dal titolo &#8220;Quello che (non) ho&#8221; è stato ospite il dissidente cinese Harry Wu, che ha testimoniato la sua esperienza nei campi laogai.
LAOGAI è infatti la parola che porta Roberto Saviano nel suo monologo, a seguito del quale il dissidente cinese, Harry Wu, racconta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 16 maggio 2012, per l&#8217;ultima puntata del programma di Fazio-Saviano dal titolo &#8220;Quello che (non) ho&#8221; è stato ospite il dissidente cinese Harry Wu, che ha testimoniato la sua esperienza nei campi laogai.<span id="more-30337"></span></p>
<p><a href="http://www.laogai.it/cosa-sono-i-laogai/">LAOGAI</a> è infatti la parola che porta Roberto Saviano nel suo monologo, a seguito del quale il dissidente cinese, Harry Wu, racconta la sua storia: clicca <a href="http://www.youtube.com/watch?v=XQGDWjolrsQ">qui</a> per il video.</p>
<p><a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/la-repubblica.pdf">Leggi l&#8217;articolo su La Repubblica</a></p>
<p><a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/anticipazioni.pdf">Leggi l&#8217;articolo su Newnotizie</a></p>
<p><a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/tv-in-chiaro.pdf">Leggi l&#8217;articolo su Tv in chiaro</a></p>
<p><a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/fazio-saviano.pdf">Leggi l&#8217;articolo su La Gazzetta di Parma</a></p>
<p><a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/programmi-da-non-perdere.pdf">Leggi l&#8217;articolo su Il Fatto Quotidiano</a></p>
<p><a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/l-ultima-di-saviano.pdf">Leggi l&#8217;articolo su Kataweb</a></p>
<p><a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/il-racconto-dei-laogai.pdf">Leggi l&#8217;articolo su Adnkronos</a></p>
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		<title>Chen Guangcheng verso gli Usa, la sua famiglia torturata</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 12:48:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il dissidente cieco Chen Guangcheng ha dichiarato che lui e la sua famiglia dovrebbero avere fra 15 giorni i passaporti che gli permetteranno di lasciare la Cina per gli Usa: &#8220;Alcuni responsabili sono venuti ieri e abbiamo compilato i moduli per i passaporti per me, mia moglie e i miei figli&#8221;, ha detto Chen dall&#8217;ospedale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il dissidente cieco Chen Guangcheng ha dichiarato che lui e la sua famiglia dovrebbero avere fra 15 giorni i passaporti che gli permetteranno di lasciare la Cina per gli Usa:<span id="more-30342"></span> &#8220;Alcuni responsabili sono venuti ieri e abbiamo compilato i moduli per i passaporti per me, mia moglie e i miei figli&#8221;, ha detto Chen dall&#8217;ospedale di Pechino in cui si trova da diversi giorni.<img src="http://www.asianews.it/files/img/size2/CINA_%28F%29_0517_-_Chen.jpg" alt="CINA %28F%29 0517   Chen Chen Guangcheng verso gli Usa, la sua famiglia torturata" width="150" height="107" title="Chen Guangcheng verso gli Usa, la sua famiglia torturata" /> &#8220;Ci hanno detto che i documenti dovrebbero essere pronti entro 15 giorni&#8221;. Fuggito dagli arresti domiciliari nel suo villaggio natale dello Shandong, Chen è noto in tutto il mondo per le sue battaglie contro gli aborti forzati e gli espropri illegali delle terre. Dopo la fuga si è rifugiato nell&#8217;ambasciata americana a Pechino dove è rimasto 6 giorni. Convinto a uscire con diverse rassicurazioni sia da parte americana che cinese, è di fatto in stato di arresto in un ospedale nella capitale. Nel frattempo, però, il regime cinese continua a portare avanti la propria vendetta contro la famiglia del dissidente. Chen Guangfu, fratello maggiore di Guangcheng, è stato torturato e picchiato a fine aprile, dopo la fuga dell&#8217;attivista cieco dagli arresti domiciliari. Secondo il Chinese Human Rights Defender, che cita fonti anonime, i funzionari locali dello Shandong hanno picchiato Chen Guangfu sulle mani con una cintura di cuoio, lo hanno colpito alle costole e calpestato con forza i suoi piedi durante un interrogatorio durato diverse ore. Guangfu è stato poi costretto a lasciare il suo villaggio e non ha finora riacquistato la sensibilità della mano sinistra e del piede destro. Anche il figlio di Chen Guanfu, Chen Kegui, e sua moglie sono stati picchiati. Chen Kegui è stato poi arrestato con l&#8217;accusa di tentato omicidio per aver colpito con un coltello alcuni funzionari che avevano fatto irruzione nella sua casa. Ieri un avvocato, Si Weijiang, aveva fatto sapere che sta cercando di ottenere autorizzazione da parte delle autorità per poter andare a fare visita a Chen Kegui in carcere. Finora nessun legale è riuscito a incontrare il nipote di Chen Guangcheng detenuto.</p>
<p>Fonte: Asia News, 17 maggio 2012</p>
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		<title>Chen Guangcheng al Congresso Usa: “Molestie contro la mia famiglia”</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 14:01:12 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il dissidente cieco Chen Guangcheng ha telefonato per la seconda volta al Congresso americano per denunciare le autorità comuniste dello Shandong di molestie nei confronti della sua famiglia, rimasta nel villaggio di Linyi dopo la sua rocambolesca fuga.<span id="more-30334"></span> <img src="http://www.asianews.it/files/img/size2/Chen-Guangcheng-008.jpg" alt="Chen Guangcheng 008 Chen Guangcheng al Congresso Usa: “Molestie contro la mia famiglia”" width="150" height="90" title="Chen Guangcheng al Congresso Usa: “Molestie contro la mia famiglia”" />Nel frattempo, le autorità americane hanno confermato di &#8220;essere pronte&#8221; ad accogliere l&#8217;attivista - noto per le sue battaglie contro gli espropri e gli aborti forzati - in un&#8217;università di New York insieme alla sua famiglia. Victoria Nuland, portavoce del Dipartimento di Stato americano, ha reso noto che il processo per il rilascio del visto per Chen, la moglie e i due figli si è &#8220;concluso in maniera positiva più di una settimana fa&#8221;; il permesso gli consentirà di studiare all&#8217;università di New York (NYU), che gli ha offerto una borsa di studio. Secondo gli accordi presi, il governo cinese dovrebbe permettere a Chen di studiare in America. Per la Nuland &#8220;la famiglia Chen potrà partire appena Pechino sarà pronta&#8221;. Il caso Chen Guangcheng è scoppiato lo scorso 26 aprile, quando il dissidente è riuscito a fuggire dagli arresti domiciliari illegali che gli erano stati imposti dal regime dopo 4 anni di galera. Rifugiatosi nell&#8217;ambasciata Usa a Pechino, Chen ha scatenato una battaglia diplomatica fra Pechino e Washington, impegnate negli annuali Dialoghi economici bilaterali. Dopo due giorni di stallo, il dissidente ha lasciato l&#8217;ambasciata con la rassicurazione di poter lasciare il Paese: al momento si trova in un ospedale della capitale cinese, guardato a vista dalla polizia. Parlando con una Commissione del Congresso americano, Chen ha denunciato le percosse e gli arresti arbitrari di alcuni suoi familiari. Il nipote, Chen Kegui, è stato arrestato con l&#8217;accusa di &#8220;omicidio&#8221; per essersi difeso con un coltello dall&#8217;attacco di alcuni membri della polizia che erano entrati in casa sua per cercare il dissidente. L&#8217;accusa non regge, dato che non è morto nessuno.</p>
<p>Fonte: Asia News, 16 maggio 2012</p>
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		<title>Elogi a Chen e aiuti alla «pianificazione demografica»</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 13:57:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È passata alla storia l’immagine fotografica di quel ragazzo cinese, soprannominato Tank Man, che solo e indifeso, con una busta nella mano sinistra e la giacca nella mano destra, è riuscito a fermare una colonna di carri armati, durante la celebre protesta di piazza Tienanmen. Ventitré anni dopo quell’episodio, un altro cinese, Chen Guangcheng, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È passata alla storia l’immagine fotografica di quel ragazzo cinese, soprannominato Tank Man, che solo e indifeso, con una busta nella mano sinistra e la giacca nella mano destra, è riuscito a fermare una colonna di carri armati, durante la celebre protesta di piazza Tienanmen.<span id="more-30332"></span> Ventitré anni dopo quell’episodio, un altro cinese, Chen Guangcheng, è riuscito a mettere sotto scacco i rapporti diplomatici delle due più grandi potenze della Terra: gli Stati Uniti e la Repubblica popolare cinese. Tutto ciò da solo, e per giunta in una condizione di disabilità. Della vicenda Avvenire si è occupato con ampiezza nei giorni scorsi, mettendo in luce ciò su cui altri hanno invece sorvolato: Guangcheng, cieco dalla nascita, è un avvocato autodidatta affiliato ai chijiao lushi (letteralmente «avvocati a piedi nudi»), una rete di legali che si batte per i diritti dei deboli e degli indifesi nella Cina comunista, e in particolare contro la famigerata jihua shengyu, (letteralmente «<a href="http://www.laogai.it/la-politica-del-figlio-unico-in-cina/">politica del figlio unico</a>»), sinonimo di sterilizzazione e aborto forzati, col corollario delle interruzioni di gravidanza selettive. Nel 2005 ha persino osato organizzare una class action contro la città di Linyi, nella regione dello Shandong, a causa della scellerata politica demografica abortista del governo cinese, e contro ogni forma di «pianificazione familiare» forzata. Non si tratta proprio di battaglie politicamente corrette. Eppure Chen ha sempre ricevuto l’attenzione e il sostegno, tra gli altri, del British Foreign Secretary e del governo britannico. Lo stesso governo che, però, foraggia con milioni di sterline l’associazione eugenetica Marie Stopes International, una multinazionale dell’aborto che, tra l’altro, ha una prestigiosa ed elegante sede a Pechino, presso il quartiere Chao Yuan, al n.172 della Bei Yuan Road, e vanta di avere come «major partner» strutture pubbliche cinesi, tra cui le Commissioni della pianificazione demografica dello Jiangsu, dello Xian, dello Henan, nonché il Centro distrettuale per il controllo delle malattie di Qingdao Shinan, l’Ufficio sanitario della città di Baoshan, l’Ufficio provinciale per l’educazione e la prevenzione dell’Aids del Guangxi, e l’Ufficio provinciale per il problema dell’Hiv dello Yunnan. I programmi futuri di Marie Stopes International in Cina prevedono, tra l’altro, l’apertura di tre nuove cliniche nel Dongsuan e nello Zhengzhou, la consulenza alle cliniche gestite dalla Commissione della pianificazione demografica del Guizhou, e l’organizzazione di corsi di educazione sessuale nelle scuole per bambini di lavoratori immigrati nella città di Pechino. È stato pure notato che nel maggio 2010, mentre il povero Chen languiva in prigione, il ministro cinese delle Politiche demografiche, Li Bin, è stato ricevuto con tutti gli onori negli uffici londinesi di Marie Stopes International, a riprova degli stretti rapporti di collaborazione e della stima reciproca. Una piccola rivincita, però, Chen Guangcheng se l’è involontariamente presa contro l’organizzazione abortista britannica che porta orgogliosamente il nome di una delle più inquietanti figure nel campo dell’eugenetica del XX secolo, Marie Stopes, autrice di Radiant Motherhood (1920) in cui si invoca la sterilizzazione «dei soggetti totalmente inadeguati alla riproduzione», e The Control of Parenthood (1920), vero e proprio manifesto degli eugenisti, in cui si teorizza il concetto di «purificazione della razza». Chen ha dimostrato agli eugenisti ispirati dalla Stopes che anche i «difettosi», quando non vengono eliminati, sono capaci di grandi battaglie, di sfidare i potenti della terra, e di vincere. E così facendo, l’umile e cieco avvocato cinese ha dimostrato di possedere una capacità di visione infinitamente superiore ai dieci decimi. In realtà, il vero risultato dell’azione eclatante di Chen Guangcheng è aver messo in luce l’ipocrisia dell’Occidente che, per appiattimento sull’ideologia del family planning e amore del business, si limita a una blanda critica del genocidio perpetrato dal governo cinese. Quando non arriva a dare consigli, e concludere affari anche in questo campo.</p>
<p>Gianfranco Amato</p>
<p>Fonte: Avvenire.it, 11 maggio 2012</p>
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		<title>La LRF all&#8217;Università Regina Apostolorum contro gli aborti forzati</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 13:46:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 12 maggio 2012 presso l&#8217;Università Europea Regina Apostolorum di Roma, si è tenuto un convegno pro life intitolato &#8220;Chi salva una vita, salva il mondo intero&#8220;, a cui  hanno partecipato illustri genetisti e bioeticisti: clicca qui per leggere gli interventi. Il convegno, che ha anticipato la Marcia per la vita del giorno seguente, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 12 maggio 2012 presso l&#8217;Università Europea Regina Apostolorum di Roma, si è tenuto un convegno pro life intitolato &#8220;<em>Chi salva una vita, salva il mondo intero</em>&#8220;, a cui  hanno partecipato illustri genetisti e bioeticisti: <a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/convegno-marcia-per-la-vita.pdf">clicca qui per leggere gli interventi</a>.<span id="more-30327"></span> Il convegno, che ha anticipato la Marcia per la vita del giorno seguente, è stato dedicato a Chen Guangchen, martire per la vita e per la libertà. Prima dell&#8217;inizio dei lavori, perciò è stata invitata la Laogai Research Foundation a dare una breve spiegazione sulla vita di Chen e sulla sua precaria situazione in ospedale, piantonato dalle guardie, dopo la rocambolesca fuga dagli arresti domiciliari.</p>
<p>FRP</p>
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		<title>Il Partito comunista non dà la felicità</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 13:38:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Partito Comunista Cinese]]></category>

		<category><![CDATA[Wang Yang]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono in molti a scommettere che questa frase &#8220;passerà alla storia&#8221;: la felicità non è un dono benevolo del Partito comunista o del governo cinese, ma va cercata personalmente come un proprio diritto. Si è espresso così nientemeno che il segretario del Partito del Guangdong, Wang Yang (v. foto), durante un incontro con i quadri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono in molti a scommettere che questa frase &#8220;passerà alla storia&#8221;: la felicità non è un dono benevolo del Partito comunista o del governo cinese, ma va cercata personalmente come un proprio diritto.<span id="more-30323"></span> <img src="http://www.asianews.it/files/img/size2/CHINA-_WANG_YANG.jpg" alt="CHINA  WANG YANG Il Partito comunista non dà la felicità" width="150" height="99" title="Il Partito comunista non dà la felicità" />Si è espresso così nientemeno che il segretario del Partito del Guangdong, Wang Yang (v. foto), durante un incontro con i quadri di alto livello nella regione più ricca della Cina. Wang Yang è conosciuto come un &#8220;liberale&#8221; e da tempo spinge per maggiori riforme politiche all&#8217;interno del Guangdong. Grazie a lui, gli abitanti di Wukan hanno vinto la loro battaglia contro le autorità locali accusate di corruzione; il Guangdong gode di una più spedita economia di mercato; tante tensioni fra operai e imprenditori vengono sanate con il dialogo di cui si fa garante il Partito stesso. Sebbene Wang continui a ripetere che la Cina &#8220;non deve imitare l&#8217;occidente&#8221;, è nota la sua opposizione al neo-maoismo di Bo Xilai, ex segretario di Chongqing, caduto ormai in disgrazia. Nella presentazione del Congresso del Partito del Guangdong, iniziato ieri, egli ha detto. &#8220;Dobbiamo abbandonare l&#8217;idea sbagliata secondo cui la felicità del popolo è un favore elargito dal Partito e dal governo&#8221;. E ancora: &#8220;Cercare la felicità è un diritto del popolo&#8221; e il ruolo del governo è di dare &#8220;alle masse popolari la libertà per &#8220;cercare con orgoglio la propria via della felicità&#8221;. Le note di Wang si distaccano in profondità dalla retorica tradizionale del Partito visto come una divinità, che ha ottenuto alla Cina indipendenza, benessere, ordine, successo. I giovani cinesi, fin dalle scuole elementari sono educati a ringraziare il Partito per ogni cosa, dai quaderni alle caramelle. Ai tempi di Mao la gratitudine era anche attraversata da un afflato semi-religioso, con Mao Zhuxi (presidente) nella parte della divinità. E in effetti il Partito si preoccupava dei cinesi &#8220;dalla culla fino alla tomba&#8221;. In seguito, con le riforme economiche, e con i relativi scandali legati alla corruzione dei quadri, il Partito è sempre rimasto il più importante datore di lavoro del Paese. Chiunque è capace di ingraziarselo riesce a trovare un posto, è protetto se ha guai con la giustizia, vive al di sopra della media degli altri cinesi. Le affermazioni di Wang sottolineano che la ricerca della felicità è una questione personale, in cui lo Stato e il Partito non c&#8217;entrano. E in secondo luogo che lo Stato (e il Partito) devono servire l&#8217;individuo. Fra gli oltre 70 milioni di quadri del Partito, già da tempo molti hanno scoperto la via della felicità in altre strade fuori dal comunismo: almeno un terzo degli iscritti aderisce a una comunità religiosa ufficiale o sotterranea. Ma le frasi di Wang Yang sono storiche perché vengono dette in pubblico da un alto membro del Partito, che con ogni probabilità diverrà membro del Comitato permanente del Politburo, la cupola più alta del potere in Cina. Per questo, sebbene non citate nei resoconti ufficiali dei media, le sue frasi si stanno diffondendo su internet. E fra i commenti vi sono molte frasi di sostegno, insieme a un fatidico &#8220;Questa frase passerà alla storia&#8221;.</p>
<p>Fonte: Asia News, 16 maggio 2012</p>
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		<title>Arrestato e accusato di omicidio il nipote di Chen Guangcheng</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 14:51:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La polizia dello Shandong ha arrestato in maniera arbitraria Chen Kegui, nipote del dissidente cieco Chen Guangcheng, e impedisce all&#8217;avvocato della famiglia di avere contatti con lui o con la moglie sottoposta agli arresti domiciliari. L&#8217;arresto è avvenuto lo scorso 9 maggio e si riferisce a fatti del 26 aprile, giorno della fuga di Chen [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La polizia dello Shandong ha arrestato in maniera arbitraria Chen Kegui, nipote del dissidente cieco Chen Guangcheng, e impedisce all&#8217;avvocato della famiglia di avere contatti con lui o con la moglie sottoposta agli arresti domiciliari.<span id="more-30309"></span> <img src="http://www.asianews.it/files/img/size2/CINA_%28f%29_0515_-_Chen.jpg" alt="CINA %28f%29 0515   Chen Arrestato e accusato di omicidio il nipote di Chen Guangcheng" width="150" height="112" title="Arrestato e accusato di omicidio il nipote di Chen Guangcheng" />L&#8217;arresto è avvenuto lo scorso 9 maggio e si riferisce a fatti del 26 aprile, giorno della fuga di Chen dalla provincia verso l&#8217;ambasciata americana a Pechino. Lo riferisce il China Human Rights Defender, che monitora la situazione dei diritti umani in Cina. Le autorità hanno accusato il giovane di &#8220;omicidio intenzionale&#8221;: subito dopo la fuga del dissidente dalla propria casa, infatti, un gruppo di agenti e altre persone non in divisa hanno assalito la famiglia di Chen. Per difendersi, Kegui ha usato un coltello da cucina e ha ferito in maniera lieve alcuni assalitori che erano entrati in casa sua. L&#8217;accusa di omicidio non è logica, dato che non è morto nessuno. La polizia ha messo agli arresti per un breve periodo anche la madre del giovane, Ren Zongju, poi rilasciata su cauzione. Ma al momento impedisce ai legali di avvicinare il ragazzo, che rischia la pena capitale. Liu Weiguo, autorizzato dalla famiglia ad assumere la difesa del caso, è stato &#8220;avvertito&#8221; del &#8220;pericolo di andare a Linyi&#8221;, la città di residenza di Chen. Altri avvocati, fra cui Chen Wuquan, hanno subito la revoca della licenza. Song Ze, volontario di un&#8217;associazione di legali, è sparito. Dopo una rocambolesca fuga dalla propria casa, il dissidente cieco Chen Guangcheng - noto per le sue battaglie contro gli aborti forzati e gli espropri di terre - si è rifugiato nell&#8217;ambasciata americana a Pechino. Convinto da alcuni funzionari a lasciare l&#8217;edificio, è al momento in un ospedale della capitale cinese sorvegliato a vista. Le autorità hanno lanciato una campagna di repressione contro i suoi amici e la sua famiglia.</p>
<p>Fonte: Asia News, 15 maggio 2012</p>
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		<title>Cina, dove la Chiesa è &#8220;sotterranea&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 14:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Un&#8217;operazione pianificata e imposta a forza con una moltitudine di vescovi, preti e fedeli internati nei &#8220;laogai&#8221;, i famigerati campi di lavoro&#8221; cinesi di cui solo ora comincia a trapelare qualche notizia in Occidente.
Leggi l&#8217;articolo su Nichelino online
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;operazione pianificata e imposta a forza con una moltitudine di vescovi, preti e fedeli internati nei &#8220;laogai&#8221;, i famigerati campi di lavoro&#8221; cinesi di cui solo ora comincia a trapelare qualche notizia in Occidente.</p>
<p><a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/dove-la-chiesa-e-sotterranea.pdf">Leggi l&#8217;articolo su Nichelino online</a></p>
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		<title>Marcia nazionale per la Vita- la LRF in marcia per Chen Guangcheng</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 14:17:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In data 13 maggio alle ore 9,30 si è dato il via alla seconda &#8220;Marcia nazionale per la vita&#8221;. Un lungo striscione ha guidato il corteo, composto da circa 10.000 partecipanti, dal Colosseo a Castel Sant Angelo - anche il Sindaco Gianni Alemanno ha voluto marciare tra la folla per rendere omaggio alla vita - [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In data 13 maggio alle ore 9,30 si è dato il via alla seconda &#8220;Marcia nazionale per la vita&#8221;. Un lungo striscione ha guidato il corteo, composto da circa 10.000 partecipanti, dal Colosseo a Castel Sant Angelo<span id="more-30287"></span> - anche il Sindaco Gianni Alemanno ha voluto marciare tra la folla per rendere omaggio alla vita - animato da centinaia di bambini e da un allegro trenino che intonava le canzoni della nostra infanzia. <img src="https://encrypted-tbn2.google.com/images?q=tbn:ANd9GcQhfuMWQIornwY71-QUmqVsyqQtPtvNg0Eyq0lWiyulbf0qSbT6" alt=" Marcia nazionale per la Vita  la LRF in marcia per Chen Guangcheng" width="185" height="132" title="Marcia nazionale per la Vita  la LRF in marcia per Chen Guangcheng" />Numerose sono state le Associazioni che, provenienti da tutto il mondo, hanno marciato insieme in onore della vita e a denuncia degli aborti forzati e non. Tra queste la Laogai Research Foundation, con un gran numero di soci e sostenitori, ha voluto esprimere la sua solidarietà a tutte le donne cinesi costrette ad abortire per seguire quella pianificazione familiare dettata dal regime. Hanno marciato insieme al folto gruppo della LRF i nostri amici tibetani esponendo uno striscione con su scritto &#8220;STOP agli aborti in Tibet&#8221;. Tutti inostri soci hanno indossato delle maglie con impressa l&#8217;immagine dell&#8217;avvocato anti-aborto, Chen Guangcheng, che negli ultimi periodi ha attirato l&#8217;attenzione da parte di tutto il mondo per aver denunciato gli aborti forzati in Cina. Quella della nostra Fondazione vuole essere non solo una denuncia, ma anche un modo per attirare l&#8217;attenzione dei media sui troppi casi di aborti forzati in Cina.</p>
<p>Alcune foto della Marcia:</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/marcia-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-30288" title="marcia-2" src="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/marcia-2-300x225.jpg" alt="marcia 2 300x225 Marcia nazionale per la Vita  la LRF in marcia per Chen Guangcheng" width="178" height="133" /></a></td>
<td><a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/marcia-3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-30289" title="marcia-3" src="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/marcia-3-300x225.jpg" alt="marcia 3 300x225 Marcia nazionale per la Vita  la LRF in marcia per Chen Guangcheng" width="178" height="133" /></a></td>
<td><a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/marcia-4.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-30290" title="marcia-4" src="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/marcia-4-300x225.jpg" alt="marcia 4 300x225 Marcia nazionale per la Vita  la LRF in marcia per Chen Guangcheng" width="178" height="133" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/marcia-5.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-30291" title="marcia-5" src="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/marcia-5-300x225.jpg" alt="marcia 5 300x225 Marcia nazionale per la Vita  la LRF in marcia per Chen Guangcheng" width="178" height="133" /></a></td>
<td><a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/marcia-6.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-30292" title="marcia-6" src="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/marcia-6-300x225.jpg" alt="marcia 6 300x225 Marcia nazionale per la Vita  la LRF in marcia per Chen Guangcheng" width="178" height="133" /></a></td>
<td><a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/index.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-30293" title="index" src="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/index.jpg" alt="index Marcia nazionale per la Vita  la LRF in marcia per Chen Guangcheng" width="178" height="135" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Redazione</p>
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		<title>Il caso Chen Guangcheng e le mancate riforme di Pechino</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 12:29:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La difficile situazione dell&#8217;avvocato cieco Chen Guangcheng, che negli ultimi tempi ha attirato moltissima attenzione da parte di tutto il mondo, ha esposto in maniera piena gli sconvolgenti fallimenti dell&#8217;apparato di applicazione della legge della Cina. A causa delle sistematiche violazioni delle sue libertà civili, Chen è stato costretto a cercare rifugio nell&#8217;ambasciata americana a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La difficile situazione dell&#8217;avvocato cieco Chen Guangcheng, che negli ultimi tempi ha attirato moltissima attenzione da parte di tutto il mondo, ha esposto in maniera piena gli sconvolgenti fallimenti dell&#8217;apparato di applicazione della legge della Cina.<span id="more-30264"></span> <img src="http://www.asianews.it/files/img/size2/Chen-Guangcheng-hospital-008.jpg" alt="Chen Guangcheng hospital 008 Il caso Chen Guangcheng e le mancate riforme di Pechino" width="150" height="90" title="Il caso Chen Guangcheng e le mancate riforme di Pechino" />A causa delle sistematiche violazioni delle sue libertà civili, Chen è stato costretto a cercare rifugio nell&#8217;ambasciata americana a Pechino. Dopo aver passato 4 anni in prigione a causa di una dubbia condanna per &#8220;aver ostruito il traffico e distrutto delle proprietà&#8221;, il governo ha costretto Chen agli arresti domiciliari illegali nel suo villaggio natio di Dongshigu, nella provincia dello Shandong, dal 2010 fino alla sua avventurosa fuga dello scorso mese. Le autorità non permettevano agli attivisti per i diritti umani o ai giornalisti di andarlo a visitare a Dongshigu. Come risultato dei lunghi negoziati fra le autorità cinesi e quelle americane ora sembra che Chen - che al momento si trova in convalescenza presso un ospedale di Pechino molto controllato dalla polizia - potrà andare l&#8217;anno prossimo alla New York University nella veste di ricercatore in visita. Ma nonostante questa soluzione rimangono molte questioni serie che riguardano la labirintica burocrazia zhengfa (&#8221;politica e legale&#8221;) del Partito comunista cinese, che controlla gli organi giudiziari e di polizia. Data la pessima pubblicità che il caso Chen ha creato, la nuova leadership cinese (che sarà incoronata nel corso del 18mo congresso del Pcc previsto per l&#8217;autunno) compirà una revisione del rapporto fra Stato e polizia? Oppure è più probabile che una delle più grandi operazioni fra Partito e Stato continuerà a crescere in potere e influenza, data l&#8217;ossessione delle elite comuniste per il wei-wen (diminutivo per weihu wending, &#8220;preservare la stabilità&#8221;)? È istruttivo come prima cosa dare uno sguardo a questo apparato di applicazione della legge, che si trova sotto il controllo del membro della Commissione permanente del Politburo (Pbsc) Zhou Yongkang e che negli ultimi anni ha accumulato così tanto potere. La Commissione centrale politica e legale (Cplc, nota anche come zhengfawei) guidata da Zhou ha il controllo del ministero della pubblica sicurezza (la polizia), del ministero della sicurezza statale (la polizia segreta), il procuratorato (gli uffici legali) e i tribunali. Insieme alla Commissione militare centrale (Cmc), la Cplc esercita il suo controllo anche su alcune milizie popolari e sulla Polizia armata del popolo, un&#8217;unità paramilitare che ha il compito di gestire disturbi e rivolte sociali. Inoltre, sembra che esistano alcune forze di sicurezza non ufficiali che vengono di volta in volta assunte dai governi locali o da quelli centrali. Il sistema zhengfa prevede anche l&#8217;assunzione di &#8220;informatori&#8221;, cittadini che hanno il compito di informare la polizia quando vedono o sentono qualcosa di sospetto che riguarda &#8220;complotti anti-governativi&#8221; nelle loro zone. Nessuno conosce con precisione il numero degli informatori, ma un rapporto sostiene che siano moltissimi e con un&#8217;altissima concentrazione rispetto alla popolazione totale. Nella contea di Kailu, nella Mongolia interna, la pubblica sicurezza ha reclutato 12.093 informatori su un totale di 400mila abitanti [v. Hong Kong Economic Journal, 24 febbraio2010; News.China.com (Pechino), 21 gennaio; The Guardian, 9 febbraio]. Il numero esatto di persone che lavorano per l&#8217;apparato zhengfa - fra ufficiali, non ufficiali e informatori - è un segreto di Stato. Eppure è noto il fatto che il budget, il personale e il potere di questo apparato siano aumentati in maniera sostanziale dal 2008, anno in cui si sono verificate non soltanto le Olimpiadi di Pechino ma anche le peggiori rivolte sociali nelle aree tibetane dai tempo della Rivoluzione culturale. Nello stesso anno le autorità comuniste hanno riportato in vigore il concetto di &#8220;popolazione in stato di guerra&#8221; messo in pratica da Mao Zedong per aumentare la sicurezza interna [v. "Beijing Revives Mao's 'People's Warfare' to Ensure Trouble-Free Olympics," China Brief, 17 luglio 2008]. Il denaro a disposizione per le spese relative alla wei-wen, stanziato per i dipartimenti gestiti dalla Cplc, è aumentato dai 514 miliardi di yuan del 2010 (circa 63 miliardi di euro) ai 624,4 miliardi del 2011 (circa 76 miliardi di euro) per arrivare nel 2012 a 701,7 miliardi (circa 85 miliardi di euro). Sia nel 2011 che nel 2012 il budget per la wei-wen ha superato persino i dati relativi al denaro stanziato per l&#8217;Esercito di liberazione popolare [v. Reuters e Ming Pao, 4 marzo 2012]. E mentre Zhou ha giocato un ruolo considerevole nell&#8217;aumento dell&#8217;impero zhengfa, ha ottenuto anche il sostegno di altri membri della Pbsc, in particolare del presidente Hu Jintao. In diversi discorsi pronunciati negli ultimi anni, Hu ha chiesto ai compagni del governo centrale e a quelli dei governi regionali di &#8220;considerare il mantenimento della stabilità come il compito più importante&#8221; [v. China.com, 15 marzo 2012; Cntv.com, 9 marzo 2012]. La maggior parte dell&#8217;espansione dell&#8217;impero zhengfa si è verificato nelle piccole località. Secondo Chen Guangcheng, le spese per la wei-wen del villaggio Dongshigu e delle sue vicinanze hanno toccato lo scorso anno i 60 milioni di yuan (circa 8 milioni di euro): si tratta del doppio rispetto al budget del 2008, pari a 30 milioni di yuan. Un gruppo di almeno 200 fra poliziotti e informatori è stato responsabile della &#8220;sicurezza&#8221; di Chen [v. Hong Kong Economic Times, 2 maggio; China Times [Taipei] 1 maggio; Ming Pao, 1 maggio]. Lo zelo eccessivo di molte unità locali della wei-wen potrebbe dare l&#8217;impressione che a sbagliare non siano per forza le autorità centrali: alcune unità locali potrebbero infatti aver interpretato in maniera troppo feroce le istruzioni ricevute dall&#8217;alto. Come ha sottolineato lo scienziato della politica Victor Shih - dell&#8217;Università Northwestern - Pechino ha voluto dare un poco di autonomia alle unità locali in modo che &#8220;se compiono un errore, allora tutto il biasimo può finire sui dirigenti locali senza mettere in pericolo l&#8217;intero modello&#8221;. Eppure, se consideriamo la fama nazionale e in alcuni casi internazionale di attivisti come Chen, è duro credere che la Cplc non abbia autorizzato in maniera esplicita il trattamento extra-legale che è stato imposto a queste figure. Infatti è la zhengfawei - e la sua unità gemella, la Commissione per la gestione sociale e per il trattamento comprensivo della legge e dell&#8217;ordine - che ha stabilito tutta la pletora di unità locali allo scopo di assicurare la migliore applicazione degli editti centrali. Dalla metà dell&#8217;ultimo decennio, gli uffici per il mantenimento della stabilità e per l&#8217;applicazione della legge e dell&#8217;ordine hanno iniziato a spuntare in ogni distretto e persino in ogni villaggio o municipalità [v. Southern Weekend, 19 agosto 2010; Wall Street Journal, 9 dicembre 2009]. Che la zhengfawei abbia migliorato il proprio controllo sugli uffici locali - e che allo stesso tempo abbia steso la sua cappa su tutta la nazione - è un fatto reso evidente dall&#8217;aumento del numero dei dirigenti di questi uffici che sono stati nominati in un secondo tempo vice segretari comunisti delle province o delle municipalità provinciali. Fra questi vi sono le regioni autonome del Tibet e della Mongolia interna - dove c&#8217;è un&#8217;alta concentrazione di minoranze etniche - e le province del Qinghai e del Zhejiang, fino ad arrivare alla municipalità di Pechino [v. Oriental Outlook Weekly [Pechino], 16 aprile; Southern Metropolitan News [Guangzhou], 18 febbraio]. Nell&#8217;interesse dell&#8217;ottimizzazione amministrativa, il numero di vice segretari del Partito delle province e delle zhixiashi [le municipalità provinciali ndr] è stato ridotto a due. Senza eccezioni, il governatore o il sindaco occupano uno dei due posti da vice segretario: e il fatto che il secondo posto sia occupato da un funzionario incaricato dell&#8217;applicazione della legge dimostra l&#8217;importanza che Pechino riserva al mantenimento della stabilità. Almeno dal punto di vista teoretico, questo fattore rende più facile per il capo della zhengfa municipale o provinciale la possibilità di esercitare una supervisione più stretta sulle unità wei-wen all&#8217;interno della propria giurisdizione. E se è vero che un buon numero di dirigenti locali della zhengfa potrebbe aver esagerato il pericolo rappresentato da &#8220;elementi destabilizzanti&#8221; nelle proprie zone - per ottenere più fondi sia dalle capitali provinciali che da Pechino - è vero anche che molti dirigenti locali sono preoccupati dalla prospettiva di perdere il proprio posto di lavoro, se vengono considerati incapaci di mantenere la legge e l&#8217;ordine. In molte province e città, il governo può licenziare su due piedi un dirigente locale se avviene un incidente destabilizzante di ampio livello, come ad esempio una protesta con migliaia di partecipanti o la sparizione improvvisa di un attivista per i diritti umani del calibro di Chen [v. Yangcheng Evening Post [Guangzhou] 10 April; Chinanews.com, 16 November 2011]. Dall&#8217;altra parte della medaglia ci sono quei dirigenti che hanno la reputazione di essere inflessibili mantenitori della legge e dell&#8217;ordine, che hanno in tasca un biglietto sicuro per la promozione. Prima della sua caduta avvenuta in marzo, l&#8217;ex segretario del Partito di Chongqing Bo Xilai era divenuto un eroe nazionale per l&#8217;apparente successo della campagna dahei (&#8221;colpire duro le mafie sotterranee&#8221;) nella sua metropoli. L&#8217;operazione anti-triadi di Bo, che è stata condotta come se fosse un movimento politico maoista, illustra in maniera piena i problemi rappresentati dal modello per l&#8217;applicazione della legge in Cina. Un buon numero di boss mafiosi sono stati incarcerati per accuse gonfiate e senza un giusto processo giudiziario. Bo e la sua potente moglie, l&#8217;avvocato e affarista Gu Kilai, avevano la reputazione di imporre ai propri nemici anche punizioni extra-legali come la tortura o persino l&#8217;omicidio. All&#8217;inizio di febbraio, l&#8217;ex capo della polizia di Bo Wang Lijun - uno degli &#8220;eroi nazionali della dahei&#8221; - ha cercato di ottenere asilo politico nel consolato americano della vicina Chengdu: aveva paura che Bo potesse scatenare su di lui la sua ira [v. New York Times, 6 maggio; Ming Pao, 5 maggio; Wall Street Journal, 8 aprile]. Non sorprende il fatto che l&#8217;approccio di Pechino al mantenimento della stabilità abbia attirato molte critiche dal mondo degli accademici liberali e degli intellettuali. Secondo un recente rapporto compilato dal Gruppo di ricerca per la stabilità sociale dell&#8217;Università Tsinghua, le autorità sono intrappolate in un circolo vizioso composto da &#8220;una società che diviene sempre meno stabile mentre aumentano le risorse dedicate alla wei-wen&#8221;. Secondo il rapporto, inoltre, &#8220;diversi livelli governativi hanno accumulato enormi risorse umane e materiali per il mantenimento della stabilità, eppure il numero di incidenti relativi alle contraddizioni e al confronto sociale è aumentato&#8221; [v. People's Daily, 2 febbraio; Southern Weekend, 15 aprile 2010]. Secondo Wang Yong, scienziato sociale dell&#8217;Università di Wenzhou, &#8220;la wei-wen ha portato con sé enormi costi sociali, ai quali dobbiamo prestare attenzione&#8221;. Per esempio, da quando l&#8217;apparato per l&#8217;applicazione della legge ha iniziato a usare manovre simili ai movimenti politici per colpire i semi dell&#8217;instabilità, &#8220;le normali regole dell&#8217;amministrazione e lo stato di diritto sono stati danneggiati&#8221;. Wang scrive inoltre: &#8220;Le voci normali della società sono sparite e la sfera sociale privata si è ridotta ancora di più&#8221; [v. Truth Seeking (Nanchang Journal), 12 febbraio 2012]. Zhou Yongkjang, il presidente della Cplc sin dal 2007, si è assunto la responsabilità del fallimento della polizia di mantenere un uomo cieco agli arresti domiciliari. Si è anche esposto alle critiche e al ridicolo per l&#8217;evidente mancanza di diritto a Chongqing. Alcune voci sono arrivate a sostenere che il membro del Politburo abbia complottato con Bo non soltanto per permettere a quest&#8217;ultimo di entrare nella Commissione permanente dell&#8217;organo di potere, ma persino per farlo divenire segretario generale del Partito comunista cinese [v. Washington Post, 21 aprile; Associated Press, 19 aprile]. Dato che Zhou, 69 anni, è pronto a ritirarsi nel corso del 18esimo Congresso del Partito, si pone la questione: ci sarà una ristrutturazione della burocrazia della zhengfa - e un cambiamento di mentalità nel sistema wei-wen - da parte della prossima leadership, o almeno da parte del successore di Zhou? Il professor Shih ritiene improbabili dei cambiamenti significativi nell&#8217;uso o nell&#8217;approccio dell&#8217;apparato per il mantenimento della legge: &#8220;La crescita dell&#8217;apparato di sicurezza ha a che vedere con il bisogno crescente da parte del regime di prevenire questi incidenti. Ogni indebolimento di questa capacità potrebbe portare conseguenze inaspettate&#8221;. Bo Zhiyue, analista di lungo corso della politica cinese dell&#8217;Università nazionale di Singapore, sostiene che gli sviluppi futuri dipendono da quale membro della Pbsc assumerà il portafoglio della zhengfa dopo il Congresso: &#8220;Molto dipende da chi diverrà il nuovo capo della Cplc, e da quanto questi abbia voglia di scuotere l&#8217;establishment&#8221;. Secondo Bo, inoltre, &#8220;l&#8217;espansione dell&#8217;apparato zhengfa è dovuta in parte alla divisione del lavoro fra i membri del Politburo e in parte dal bisogno di mantenere la stabilità. Se Zhou dovesse avere molta voce in capitolo sulla scelta del proprio successore, e se questi si dimostra leale alle sue politiche, allora non c&#8217;è alcuna speranza di vedere dei cambiamenti di sostanza. Se il successore di Zhou viene scelto invece per scuotere l&#8217;apparato, allora potranno verificarsi dei cambiamenti&#8221;. Per come stanno le cose oggi, i membri della Commissione permanente del Politburo sembrano essere tutti d&#8217;accordo - compresi Xi Jinping e Li Keqiang, in procinto di formare l&#8217;asse della leadership della Quinta Generazione - sulla necessità di eliminare ogni ostacolo sulla strada del miglioramento della sicurezza e della stabilità. La necessità di preservare la &#8220;camera dalla voce unica&#8221; maoista è cresciuta dopo lo scandalo di Bo Xilai e le rivelazioni che ne sono seguite [v. ("Beijing's Post-Bo Xilai Loyalty Drive Could Blunt Calls for Reform, China Brief, 30 marzo]. Come avvenne anche nel 1989, la leadership del Partito sembra ansiosa di evitare che i dissidenti scatenino guerre fra fazioni all&#8217;interno del Pcc per &#8220;fare propaganda&#8221; a favore delle riforme politiche di stile occidentale. E questo forse spiega perché, nonostante l&#8217;impegno di Pechino a continuare i &#8220;dialoghi sui diritti umani&#8221; con gli Stati Uniti e le altre nazioni occidentali, l&#8217;apparato wei-wen abbia iniziato a colpire ancora più forte sui cosiddetti agenti destabilizzanti. Diversi intellettuali e avvocati per i diritti umani che hanno aiutato Chen negli ultimi anni hanno subito trattamenti brutali. Hu Jia, attivista famoso in tutto il mondo, e sua moglie sono stati messi agli arresti domiciliari. L&#8217;avvocato Jiang Tianyong, che ha cercato di andare a visitare Chen in ospedale, è stato picchiato in maniera brutale dalla polizia ed è stato costretto a rimanere in casa, senza poter ricevere cure mediche [v. CableTV Hong Kong, 6 maggio; Radio Free Asia, 4 maggio]. E mentre i media internazionali si interrogano sulla promessa fatta da Pechino ai dirigenti americani e a Chen e si chiedono se verrà mantenuta, e quindi se Chen potrà studiare all&#8217;estero, il motore della zhengfa cinese continua a macinare chilometri.</p>
<p>Fonte: Asia News, 14 maggio 2012</p>
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		<title>La persecuzione dei cattolici in Cina</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 10:46:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nuovo libro della Laogai Research Foundation curato da Francesca Romana Poleggi, edito da Sugarco Edizioni. Questo libro vuole essere un omaggio alla Chiesa Cattolica in Cina. Dopo un rapido excursus sulla sua storia, prima e dopo Mao Zedong, si sofferma sulla complessa realtà odierna, alla luce del Magistero degli ultimi Pontefici. Da un lato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo libro della Laogai Research Foundation curato da Francesca Romana Poleggi, edito da Sugarco Edizioni.<span id="more-30257"></span> <a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/copertina-libro-laogai3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-30318" title="copertina-libro-laogai3" src="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/copertina-libro-laogai3-202x300.jpg" alt="copertina libro laogai3 202x300 La persecuzione dei cattolici in Cina" width="95" height="142" /></a>Questo libro vuole essere un omaggio alla Chiesa Cattolica in Cina. Dopo un rapido excursus sulla sua storia, prima e dopo Mao Zedong, si sofferma sulla complessa realtà odierna, alla luce del Magistero degli ultimi Pontefici. Da un lato dimostra la cura e la preoccupazione materna che la Santa Sede ha per i suoi figli cinesi, ma soprattutto vuole rendere omaggio alla schiera senza numero delle &#8220;anime di coloro che sono stati immolati a causa della parola di Dio e della testimonianza che gli hanno resa&#8221; (Ap.6,9). In particolare vuole essere un tributo ai martiri cristiani nella Cina di oggi, dove i diritti fondamentali dell&#8217;uomo sono negati, dove i cattolici, insieme alle altre persone sgradite al regime, scompaiono nei laogai per lunghi anni e senza un giusto processo. Vescovi, sacerdoti e laici sono ancora oggi perseguitati, imprigionati e oppressi, mentre l&#8217;Occidente distratto o connivente continua a mercanteggiare con il dragone cinese, attento solo al massimo profitto.</p>
<p>Il nuovo libro della LRF sarà presentato nelle seguenti date:</p>
<p>- <span style="text-decoration: underline;">17 maggio alle ore 9,00 presso Ergife Palace Hotel, via Aurelia 619, Roma</span></p>
<p>- <span style="text-decoration: underline;">25 maggio alle ore 17,00 presso Palazzo Valentini, via IV Novembre 119, Roma.</span> <a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/invito_libro_laogai-1.pdf">Clicca qui per consultare l&#8217;invito</a></p>
<p>- <span style="text-decoration: underline;">26 maggio alle ore 18,00 presso sala Falconetto-Palazzo Geremia, via Belenzani 20, Trento.</span> <a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/invito-libro-lrf-trento-26-maggio.pdf">Clicca qui per consultare l&#8217;invito</a></p>
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		<title>Il Dalai Lama contro Pechino: “Un piano per uccidermi”</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 14:10:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alcune donne tibetane avrebbero cercato di avvelenare il Dalai Lama facendo finta di avvicinarsi per ottenere la sua benedizione. Lo ha denunciato lo stesso Nobel per la pace, che punta il dito contro Pechino: &#8220;Abbiamo ricevuto queste informazioni dal Tibet - ha detto al Sunday Telegraph - e sono veritiere. Alcuni agenti cinesi donna usano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcune donne tibetane avrebbero cercato di avvelenare il Dalai Lama facendo finta di avvicinarsi per ottenere la sua benedizione.<span id="more-30247"></span> <img src="http://www.asianews.it/files/img/size2/277-0-15615_dalai-lama.jpg" alt="277 0 15615 dalai lama Il Dalai Lama contro Pechino: “Un piano per uccidermi”" width="150" height="98" title="Il Dalai Lama contro Pechino: “Un piano per uccidermi”" />Lo ha denunciato lo stesso Nobel per la pace, che punta il dito contro Pechino: &#8220;Abbiamo ricevuto queste informazioni dal Tibet - ha detto al Sunday Telegraph - e sono veritiere. Alcuni agenti cinesi donna usano questo metodo, il veleno fra i capelli e sulle sciarpe, per avvelenare chi li tocca&#8221;. I suoi collaboratori non sono stati in grado di confermare la notizia, ma hanno sottolineato la necessità di rigide misure di sicurezza. Il Dalai Lama vive in esilio dal 1959 in India, a Dharamsala, protetto da uno stretto cordone di agenti: tuttavia negli ultimi anni l&#8217;aumento del numero di fedeli presenti ai suoi insegnamenti pubblici e alle sue udienze generali ha reso più difficile il compito di proteggerlo. Da parte sua, il governo cinese questa mattina ha smentito le accuse. Un articolo non firmato apparso questa mattina sul Global Times recita: &#8220;&#8216;La Cina non vuole uccidere il Dalai Lama, se lo avesse voluto fare non avrebbe aspettato tanto. E poi non trarrebbe alcun beneficio dalla sua morte, senza contare che le autorità non hanno mai ucciso i loro oppositori politici in esilio. Al contrario, se fosse nato negli Stati Uniti, Israele, Russia o la Turchia, non avrebbe vissuto una vita stabile&#8221;. Una fonte tibetana dice ad AsiaNews: &#8220;È impossibile confermare cose di questo tipo. Dal leader buddista passano centinaia di migliaia di persone ogni mese, e non tutti sono amici. Noi continuiamo a pregare per la sua lunga vita e per il successo della sua missione spirituale e temporale&#8221;.</p>
<p>Fonte: Asia News, 12 maggio 2012</p>
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		<title>Chen, si stanno vendicando su mia famiglia</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 14:05:00 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il dissidente Chen Guangcheng, ricoverato da dieci giorni nell&#8217; ospedale Chaoyang di Pechino, afferma che le autorità del suo villaggio nella provincia dello Shandong &#8220;si stanno vendicando&#8221; sui suoi familiari.<span id="more-30244"></span> <img src="http://www.ansa.it/webimages/section_210/2012/5/13/c3ed431b38976fe790cb2dd1e1f16dbf_599048.jpg" alt="c3ed431b38976fe790cb2dd1e1f16dbf 599048 Chen, si stanno vendicando su mia famiglia" width="137" height="96" title="Chen, si stanno vendicando su mia famiglia" />&#8220;E&#8217; la loro ultima pazzia&#8221;, ha detto in una conversazione telefonica con l&#8217; ANSA. &#8220;Tutti gli avvocati che hanno accettato di difendere mio nipote Chen Kegui sono stati minacciati&#8221;, ha aggiunto. Kegui, figlio del fratello maggiore di Guangcheng, è stato arrestato per aver ferito una delle persone che avevano fatto irruzione nella sua casa, dopo la fuga del dissidente dallo Shandong. Il giovane si è difeso a coltellate dall&#8217; aggressione di tre uomini in borghese che solo in un secondo momento si sono qualificati come agenti di polizia, secondo il dissidente. &#8220;Anche mio fratello è tenuto prigioniero e la moglie di Kegui è scomparsa&#8221;, ha aggiunto Chen Guangcheng, &#8220;spero che sia scappata e che si sia nascosta&#8221;. Il dissidente é comunque fiducioso di una soluzione positiva per lui e per la sua famiglia. &#8220;La situazione non è più come nel 2005 o nel 2006&#8243;, ha sottolineato, &#8221; molta gente segue quello che succede, penso che il risultato finale non sarà troppo negativo&#8221;. Chen ha affermato di &#8220;non avere idea&#8221; di come procedano le pratiche per il suo passaporto, che gli è stato promesso dalle autorità in modo che possa accettare la borsa di studio offertagli da un&#8217; università americana. &#8220;Mi dicono che potrò partire entro la fine del mese - ha detto - ma nessuno mi ha fatto una foto o mi ha dato un modulo da riempire&#8221;. All&#8217; inizio di maggio, dopo una avventurosa fuga dagli arresti domiciliari e una controversa permanenza nell&#8217; ambasciata americana di Pechino, Chen è stato ricoverato per accertamenti, dopo essersi ferito durante la fuga. Il dissidente, 40 anni, avvocato autodidatta cieco fin da bambino per una malattia congenita, ha passato quattro anni in prigione e 19 mesi agli arresti domiciliari per aver denunciato la pratica degli aborti e delle sterilizzazioni forzate nello Shandong.</p>
<p>Beniamino Natale</p>
<p>Fonte: ANSA.it, 13 maggio 2012</p>
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		<title>Strage di innocenti</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 10:36:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In continuità con quanto più di un decennio or sono aveva già scritto Jasper Becker, Harry Wu apre un nuovo sipario sulla casa degli orrori che è diventata la Cina atea e comunista nel suo libro Strage di innocenti.
Leggi l&#8217;articolo su Ragion Politica
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In continuità con quanto più di un decennio or sono aveva già scritto Jasper Becker, Harry Wu apre un nuovo sipario sulla casa degli orrori che è diventata la Cina atea e comunista nel suo libro <a href="http://www.laogai.it/laogai-shop/"><em>Strage di innocenti</em></a>.</p>
<p><a href="http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2012/05/strage-di-innocenti.pdf">Leggi l&#8217;articolo su Ragion Politica</a></p>
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