Esplode miniera nello Shanxi: 74 morti e 100 feriti

Pechino, Cina – Sono cessate oggi le ricerche di eventuali sopravissuti dopo l’esplosione avvenuta ieri nella miniera Tunlan a Gujiao, vicino Taiyuan, capitale provinciale dello Shanxi. L’incidente ha fatto almeno 74 vittime, di cui 61 sottoterra e altre 13 in ospedale.

Sono ancora in ospedale 114 dei 300 scampati all’incidente, 5 sono in condizioni critiche. Molti degli scampati sono stati intossicati dall’ossido di carbonio, che con ogni probabilità ha anche causato l’esplosione. Il sistema di ventilazione era rotto e ora le autorità vogliono accertarne le ragioni e le misure di emergenza. Intanto hanno rimossi dall’incarico il responsabile della miniera, quello della sicurezza sul lavoro e l’ingegnere capo.

In Cina ci sono molti gravi incidenti nelle miniere, come i 181 affogati nell’inondazione di una miniera nella contea di Xintai sempre nello Shanxi il 17 agosto 2007; i 214 morti nell’esplosione a Sunjiawan nella città di Fuxin (Liaoning) il 14 febbraio 2005; i 171 morti nell’esplosione nella miniera Dongfeng a Qitaihe (Heilongjiang) il 27 novembre 2005; infine, più di recente, i 105 morti per un’esplosione di gas in un tunnel a Linfen, contea di Hongtong (Shanxi) nel dicembre 2007. Nel 2008 sono state chiuse oltre 1.000 piccole miniere ritenute non sicure e ci sono stati “solo” 3.200 morti secondo i dati ufficiali; meno che negli anni precedenti, ma sempre il maggior numero al mondo. Peraltro fonti ufficiose dicono che le vittime sono state almeno il doppio.

La miniera dove ieri è avvenuto l’incidente appartiene alla statale Shanxi Coking Group, maggior produttrice di coke nel Paese e seconda al mondo, con guadagni per oltre 37 miliardi di yuan nel 2007. La miniera di Tunlan era indicata come un modello di sicurezza e di buona gestione e non aveva avuto incidenti mortali da 5 anni.

Anche per questo c’è grande ira e sconcerto tra minatori e famiglie, ma anche nell’opinione pubblica. Il giornale locale Chutianjin nota che “nel passato la gran parte degli incidenti sono accaduti in miniere piccole e non in regola, ma questa volta è successo a Tunlan, una miniera grande e moderna”. La maggior parte delle vittime avevano poco più di 20 anni e le famiglie riceveranno un indennizzo di 200.000 yuan ciascuna (circa 20mila euro).

Hu Xindou, professore di politica ed economia presso l’Istituto di Tecnologia di Pechino, fa notare sul South China Morning Post che finora i controlli per la sicurezza nelle miniere si sono concentrati sul possesso delle previste autorizzazioni (si calcola che l’80% delle 16mila miniere operino in modo illegale), più che sull’effettiva efficacia di misure di sicurezza spesso non adeguate. Egli osserva che anche molte grandi ditte “risparmiano” sulla sicurezza, per aumentare il profitto, soprattutto perché “i minatori, in gran parte lavoratori migranti, hanno uno scarso potere sul [rispetto del] la loro sicurezza, perché ci sono poche associazioni sindacali che li rappresentano”.

fonte: AsiaNews, 23 febbraio 2009

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