Categoria: Esecuzioni capitali

CINA: anziana muore sotto le macerie durante demolizione forzata nella provincia cinese di Jiangxi

L’ottantenne Hu Xianglang è rimasta uccisa tra le macerie mentre i bulldozer demolivano la sua casa di famiglia vicino a Wuzhou, nella provincia di Jiangxi. Testimonianze fotografiche e dichiarazioni dei vicini confermano che la donna è rimasta intrappolata e il suo corpo è stato recuperato soltanto il giorno dopo, mentre venivano rimosse le macerie. Le escavatrici avevano mutilato il corpo.

Amnesty su pena di morte: la Cina occulta un numero enorme di esecuzioni

In occasione del lancio del suo rapporto sulla pena di morte nel 2016, Amnesty International ha accusato la Cina, il paese che si presume metta a morte migliaia di prigionieri ogni anno, di fare di tutto per tenere segreto il numero effettivo delle esecuzioni. Negli anni passati, le autorità di Pechino hanno più volte proclamato di aver fatto passi avanti verso la trasparenza.

Cina, scagionato 21 anni dopo l’esecuzione della pena di morte

Il caso di Nie Shubin, morto quando aveva solo 21 anni.

Pechino, 2 dicembre 2016 – Errare è umano. Ma quando sul piatto c’è una vita, giovane per giunta, diverse riflessioni rimbalzano nella mente.

Cina, eseguita la condanna a morte del giovane che aveva ucciso per amore

Il ragazzo aveva ammazzato il capo del suo villaggio che aveva fatto distruggere la casa dove doveva sposarsi. Il caso aveva suscitato forti reazioni contro la sentenza alla pena capitale da parte di attivisti, giuristi ed esperti, anche all’interno del regime cinese

PENA DI MORTE: CINA primatista di esecuzioni capitali dal rapporto “Nessuno tocchi Caino – 2016”

Esecuzioni in aumento: 4.040 e si moltiplicano i Paesi che adottano la pena di morte. Sono diventate 25 le nazioni che ricorrono alle esecuzioni capitali. L’associazione Nessuno tocchi Caino: «Record di sentenze eseguite nel 2015; è il numero più alto da 25 anni» In Iran 977 vittime, in Pakistan 326, in Arabia Saudita 158.

Un uomo è stato condannato a morte in Cina per aver appiccato un incendio letale

Un tribunale nel nord della Cina ha condannato a morte un uomo per aver innescato un incendio su un autobus in gennaio provocando la morte di 18 persone. Le fiamme avevano bloccato il mezzo di fronte a un negozio di arredamento nella regione settentrionale di Ningxia e altre 33 persone erano rimaste ferite.

Cina, riconosciuto innocente ma fucilato 20 anni fa. Ai funzionari coinvolti solo una ammonizione

Alcuni giorni fa l’Alta corte del popolo della Mongolia interna ha finalmente riconosciuto l’innocenza di Huugjilt, un ragazzo che nel 1996, all’età di 18 anni, era stato giudicato colpevole di stupro e omicidio. Peccato che la condanna fosse stata eseguita poco dopo la fine del processo, tramite plotone d’esecuzione.