Categoria: Prodotti pericolosi o contraffatti

Lavoro nero e sementi sospette, chiuso allevamento bovino. Denunciato titolare cinese.

I Carabinieri hanno imposto la sospensione dell’attività ad un’azienda agricola di Cavezzo e denunciato il titolare cinese. Cinque lavoratori su sei erano clandestini. Sequestrati quintali di sementi provenienti dalla Cina e privi di tracciabilità.

Droga dall’Italia all’Inghilterra: a Fornovo una maxi serra di marijuana. Due cinesi arrestati [video]

Operazione coordinata dalla Procura di Parma: arrestati due trafficanti cinesi. Sequestrati 15 chili di droga già confezionata e duemila piante.

Pomodori cinesi in Italia: non comprate più questo prodotto estero

I coltivatori: “Etichette troppo poco chiare”

Coldiretti lancia l’allarme: invasione di pomodori cinesi in Italia – È un +43% la percentuale che fa paura alla Coldiretti, che denuncia come nello scorso anno si siano raggiunti i 100 milioni di chili di concentrato di pomodoro importati dalla Cina, una quantità che equivale al 20 per cento della produzione nazionale.

Dimenticate le trottole da dito, è la balestra per stuzzicadenti che preoccupa i genitori

Il nuovo giocattolo che conquista la Cina può sparare aghi, chiodi e stuzzicadenti, creando forti preoccupazioni per la sicurezza.

Le rotte dei falsi: dalla «fabbrica» Cina agli hub alle porte della Ue

Da dove partono la falsa borsa griffata, lo smartphone “fake”, la scarpa che online costa 30 euro e in boutique 300. E come arrivano sulle spiagge, sulle bancarelle, e sempre più attraverso un pacchetto lasciato sullo zerbino e consegnato da un fattorino?

IL BLITZ. Sequestrati oltre 4 milioni di prodotti pericolosi: cinese rischia 4 anni di carcere

Oltre 4 milioni tra accessori per capelli, articoli di cartoleria e ferramenta, ricambi per auto, prodotti per la casa, cosmesi, occhiali, piercing, tattoo tutti potenzialmente dannosi per la salute dei consumatori.

Grossista di scarpe false dovrà risarcire la Nike

Il 44enne ha tentato in tutti i modi, negli anni del processo, di passare per un indigente, che aveva sì avviato una attività commerciale, ma ormai non lavorava praticamente più. Un tentativo raccontato nel dettaglio all’interno della sentenza della Corte di Cassazione, che “fotografa” una prassi che gli investigatori definiscono abbastanza comune: quella di aprire, chiudere e riaprire, dichiarare fallimento e riaprire di nuovo, ovviamente sempre cambiando nome d’intestazione e, di frequente, utilizzando i dipendenti come prestanome.