Categoria: Prodotti pericolosi o contraffatti

Riciclaggio, Bank of China patteggia una sanzione pecuniaria da 600mila euro a Firenze. Confiscato 1 milione

L’inchiesta riguardava il trasferimento dall’Italia alla Cina di 4 miliardi di euro attraverso i money transfer. L’istituto era accusato di aver fatto da collettore, trasferendo il denaro nella Repubblica popolare dove veniva usato per acquistare merci a basso costo da rivendere in Italia. Ora spiega di aver preferito “evitare lunghi tempi processuali e consentire alla filiale milanese di concentrarsi sullo sviluppo del business”.

Moda «tarocca»: costa 9,9 miliardi di euro di minori vendite. Cina leader contraffazione.

In Italia in 65,8% dei falsi sequestrati appartiene al fashion. Dalla Cina abiti, scarpe, borse, orologi e gioielli. Il rischio aumenta con gli acquisti online. Colpito anche l’agroalimentare.

Castelnuovo Monti : sequestrato un quintale di alimenti in un ristorante cinese

Castelnuovo Monti: cibo non tracciato stipato nei congelatori del locale e scoperto dai carabinieri del Nas. Multe anche in tre bar e in un bazar orientale.

Contraffazione: sequestrate maschere di carnevale cinesi pericolose

Oltre 500 articoli, compresi abiti e maschere di Carnevale di produzione cinese, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Piacenza.

Enna, piastrelle tossiche dalla Cina: migliaia di pezzi sequestrati.[video]

Le mattonelle contengono sostanze come arsenico, nichel, piombo e cromo: cambiano colore e si degradano rivelandosi tossiche per la salute.

Trasferivano somme illecite in Cina, sequestro da oltre 6 milioni di euro

Catania – In esecuzione di un decreto emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Catania su richiesta della Procura etnea, i finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno sottoposto a sequestro preventivo disponibilità finanziarie per oltre 5,7 milioni di euro e le apparecchiature informatiche di un “Money Transfer” appartenenti a 2 soggetti di nazionalità cinese residenti a Catania.

Il mistero delle rimesse cinesi: spariti due miliardi di euro in tre anni

Correva l’anno 2010 ed era sceso persino in campo Giorgio Toschi, all’epoca comandante regionale in Toscana e oggi comandante generale della Guardia di finanza, per sottolineare con un proprio comunicato stampa il colpo che un migliaio di finanzieri stavano portando all’economia criminale di etnia cinese sparsa in otto regioni: Toscana (con il ruolo centrale di Prato), Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Sicilia, oltre ad una puntata nell’immancabile Repubblica di San Marino.