Diverbio sull’autobus a Livorno: «Aperta un’indagine interna»

 

LIVORNO. “Levamelo di qui sennò l’ammazzo”. Si sente chiara e nitida nel video questa frase pronunciata dalla dipendente del Ctt Nord mentre sul bus è in corso una lite tra lei, il collega controllore e il passeggero cinese invalido al 100% (e con problemi motori ad una mano) Pinniang Zhang, trovato senza biglietto.

Sono le immagini girate a bordo da qualcuno che ha assistito al diverbio a raccontare una nuova verità rispetto al parapiglia scoppiato sulla linea Lam Blu, domenica pomeriggio. Una nuova verità, o almeno una lettura diversa del fatto, dove si vede chiaramente che il 38enne disabile viene strattonato e offeso.

«La visione di quelle immagini non ha fatto bene all’azienda: riteniamo che rispetto alla prima versione dei fatti, in cui si parlava di una aggressione ai danni della nostra dipendente donna, il caso abbia bisogno di un approfondimento che stiamo facendo con una indagine interna avviata per arrivare ad individuare responsabilità ed eventuali provvedimenti da prendere verso i nostri dipendenti», non ci gira intorno Bruno Bastogi, dirigente Ctt.

LE DUE VERSIONI. Il Tirreno, nei giorni scorsi, aveva raccontato la lite e le due versioni dei fatti subito emerse. Da una parte il racconto della dipendente, confermato in un primo momento sia dall’azienda che dai carabinieri intervenuti, che ha dichiarato di essere stata aggredita a bordo del bus dal cittadino cinese dopo avergli chiesto il biglietto (l’uomo le ha strappato di mano anche il blocchetto delle multe): un’aggressione continuata anche fuori, dopo che il mezzo si era fermato in piazza della Repubblica. La donna, a causa dell’aggressione, è andata al pronto soccorso con un dito contuso, la giacca strappata e una prognosi di 5 giorni. I carabinieri hanno denunciato l’uomo per violenza e resistenza a incaricato di pubblico servizio.

Dall’altra parte c’era la versione di Zhang che : tramite il fratello – perché lui non parla italiano – fa sapere di essersi difeso, di essere stato preso a calci e di essere finito in ospedale con la frattura del cuboide (un osso del piede).

IL VIDEO VERITA’. A raccontare una nuova verità c’è il video girato a bordo durante la lite. Si vede che il cittadino cinese strappa di mano il blocchetto delle multe alla donna, ma altrettanto chiaramente emerge che Zhang è diversamente abile. Tanto che l’altro controllore più volte dice di farlo scendere, ma niente. Ci sono alcuni momenti di concitazione: Zhang vuole scendere, vengono bloccate le porte del bus e allora lui si precipita all’interno del gabbiotto dell’autista per spingere il pulsante dell’apertura. In quel momento viene preso e strattonato via. Zhang stesso sembra dire “Io sono malato poverino lasciatemi”. Sul bus un passeggero chiama i carabinieri e dice loro “Due controllori cercano di ammazzare uno di botte”. Esagerazioni a parte, all’interno del bus la situazione è fuori controllo. Quando le porte si aprono e Zhang scende, praticamente viene buttato fuori dal controllore con forza.

L’INDAGINE INTERNA. «Il conflitto va gestito, non va alimentato: senza contare il fatto che sei a bordo di un mezzo pubblico, con altri passeggeri e i momenti di concitazione vanno evitati», ribadisce Bastogi. «Abbiamo un regolamento disciplinare, se ci sono responsabilità le accerteremo e ci muoveremo di conseguenza: il regolamento prevede dalla censura a sospensione dal lavoro». Il dirigente del Ctt a ricordare che cosa sono autorizzati a fare i controllori in servizio: «Devono salire a bordo, salutare i passeggeri, chiedere il biglietto: se non c’è si chiede alla persona il documento e si riempie il verbale della multa, se non viene dato il documento noi non possiamo procedere al fermo, in questi casi dobbiamo chiamare le forze dell’ordine senza sindacare».

L’INVITO ALLA FAMIGLIA. Il dirigente ricorda che, comunque, il 38enne invalido era a bordo senza biglietto. E afferma che non è la prima volta. Per questo lancia un invito alla famiglia di Zhang: «La famiglia deve essere il supporto di ogni persona in difficoltà: la invito a venire presso i nostri uffici, avranno tutto il supporto necessario per fare al loro caro un abbonamento che, usufruendo della legge 100 della Regione, ha un costo molto ridotto». E chiude: «Questa persona non può continuare a viaggiare sui bus senza biglietto: è anche un fattore di dignità».

Il Tirreno,9/03/2018

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