Ditta automobilistica cinese condannata per avere “copiato” l’italiana Panda

Quando si tratta di difendere la protezione dei propri marchi di fabbrica e brevetti il mondo degli affari insorge e pretende ritorsioni e sanzioni contro la Cina. Allora le autorità politiche e giudiziarie agiscono….. Quando si tratta di far rispettare gli accordi internazionali firmati dalla Cina comunista sui diritti umani, sociali, civili e politici o le regole dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (di cui la Cina è membro) ……totale silenzio e inerzia…. Chissà perchè ?  Attenti complici del regime capital comunista cinese, non riuscirete a salvare gli aguzzini di Pechino come non riusciste a salvare gli aguzzini di Mosca nel 1991 !
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