Diritti Umani e democrazia in Cina: Pechino teme il 1° luglio

Pechino è in allarme per la marcia della democrazia in programma domani pomeriggio ad Hong Kong. Lo ha detto Albert Ho Chun-yan, presidente del Partito democratico, alla conferenza stampa di presentazione. Gli organizzatori sperano in almeno 100 mila presenze, fra cui anche impiegati del governo, raccolti per domandare piena democrazia al territorio, elezioni a suffragio universale, criticando le scelte economiche dell’esecutivo di Hong Kong.

diritti umani cina marcia 1° luglio - gente in piazza per il 1° luglio

Per Pechino entrambi i temi sono imbarazzanti e una massiccia partecipazione rischia di essere uno schiaffo in faccia alla sua politica verso il territorio e una nota stonata nella festa in ricordo del ritorno di Hong Kong alla madrepatria.

“Quest’anno – ha detto Albert Ho – è il 60° anniversario della fondazione della Repubblica popolare cinese. Essi [la Cina] sono timorosi di perdere la faccia se molte persone si raccolgono in piazza”.

La marcia del 1° luglio è divenuta un appuntamento annuale dal 2003, quando oltre 500 mila persone di tutte le fasce sociali hanno dimostrato contro le scelte economiche dell’allora governatore Tung Chee-hwa e contro una bozza di legge sulla sicurezza che avrebbe privato i cittadini di Hong Kong di molte libertà. La spinta della piazza è stata così forte che il governo ha deciso di archiviare la legge. Da allora la marcia è divenuta un momento in cui domandare piena democrazia per il territorio, dove il parlamento è eletto solo a metà dal voto popolare e il capo dell’esecutivo è scelto da una Commissione molto influenzata da Pechino. La Cina, inoltre, contravvenendo ai patti stabiliti con la Gran Bretagna, che prevedevano il suffragio universale dopo il 2007, ha deciso che ad Hong Kong la democrazia sia attuata solo dopo il 2017.

Gli organizzatori della marcia si sentono molto fiduciosi dopo i buon risultati della veglia del 4 giugno scorso a ricordo delle vittime del massacro di Tiananmen, che ha radunato 150 mila persone.

Quest’anno hanno dato l’adesione anche molti sindacati dell’amministrazione pubblica frustrati perché il governo, invece di migliorare i loro contratti, tende sempre più ad appaltare servizi a personale esterno e precario.

La polizia si attende la partecipazione di circa 90 mila persone. Per questo circa 2 mila poliziotti saranno distribuiti nel centro della città. Al mattino vi saranno le cerimonie ufficiali – alzabandiera, ricevimento, spettacolo – e al pomeriggio vi sarà la marcia per la democrazia a partire dal Victoria Park.

fonte: AsiaNews, 30 giugno 2009

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